CRONACA

“Gigi Proietti e il Teatro Manzoni”: il ricordo del direttore artistico dell’Associazione teatrale pistoiese

"I rapporti del grande uomo di teatro (e non solo) che ieri ci ha lasciato e il teatro della nostra città sono antichi e risalgono prevalentemente agli anni Ottanta": il ricordo del direttore artistico.

“Gigi Proietti e il Teatro Manzoni”: il ricordo del direttore artistico dell’Associazione teatrale pistoiese
Pistoia, 03 Novembre 2020 ore 12:37

“I rapporti del grande uomo di teatro (e non solo) che ieri ci ha lasciato e il teatro della nostra città sono antichi e risalgono prevalentemente agli Anni Ottanta. Dopo la sua regia di una commedia di Feydeau con Ugo Pagliai nel 1981, arrivò finalmente ‘di persona’ nel 1983 con “Come mi piace”, spettacolo che ricalcava il mitico “A me gli occhi please” e da lì nel giro di due anni torno più volte, con la regia di “Tosca” di Puccini (prodotta dal Teatro di Pisa nel 1984), per cui il nostro Laboratorio di scenografia aveva costruito parti della scena, e con un altro suo grande successo “Cyrano di Bergerac” nel 1985 che fu l’occasione per definire la sua partecipazione al festival su Francesco Andreini di quella stessa estate con il progetto “Oh Luciano”, che lo avrebbe visto in scena alla Fortezza di Santa Barbara con gli allievi del suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche”: è il ricordo del direttore artistico dell’Associazione teatrale Pistoiese, Saverio Barsanti.

Il ricordo di Saverio Barsanti

“In quell’occasione ero appena arrivato a lavorare al Manzoni ed ebbi modo solo di vederlo da lontano, senza poterlo conoscere- ricorda Barsanti – . In seguito sono riuscito a portare alcune sue regie al Manzoni tra il 1999 e il 2005, da “Dramma della gelosia” a “Stregata dalla luna” realizzate per la coppia Sandra Collodel/ Pino Quartullo (appunto due suoi ex allievi della Scuola). Ma purtroppo non è mai stato possibile concretizzare un suo ritorno a Pistoia come attore: faceva sempre meno tournée teatrali, perlopiù solo in città che potevano garantirgli una lunga tenitura o in teatri dalla capienza molto più ampia del nostro Manzoni. Proprio nel 2005 potei finalmente stringergli la mano e congratularmi con lui, accompagnato dall’amico Quartullo nei camerini del ‘suo’ Teatro Brancaccio, per la regia de “La Presidentessa” con la Ferilli.

Con la sua improvvisa scomparsa se ne va probabilmente l’ultimo di quei grandi Artisti del nostro Spettacolo straordinari e ‘unici’ nel loro genere (del tipo di Carmelo Bene – con cui aveva realizzato una ‘storica’ “Cena delle beffe”– , Giorgio Gaber, Dario Fo, Paolo Poli e pochissimi altri). Arrivederci Gigi!”

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