Cronaca
La storia

Gianmichele Gangale e la sua battaglia: «Con poco posso migliorare la mia vita»

Parla il il quarantaquattrenne di Buriano che nel gennaio 2013 venne aggredito nella sua abitazione durante un'efferata rapina.

Gianmichele Gangale e la sua battaglia: «Con poco posso migliorare la mia vita»
Cronaca Piana, 01 Agosto 2021 ore 14:00

Gianmichele Gangale e la sua battaglia: «Con poco posso migliorare la mia vita»

 

«Basterebbe poco per migliorarmi la vita. E di tanto». A dirlo è Gianmichele Gangale, il quarantaquattrenne di Buriano che nel gennaio 2013 venne aggredito nella sua abitazione durante un'efferata rapina. Uno dei banditi del commando gli lesionò col coltello il midollo spinale. Da allora Gianmichele divenne tetraplegico C3 C4, ovvero: niente movimenti, sensibilità e termoregolazione dal collo in giù.
Da allora Gianmichele è costretto su una carrozzina elettrica che comanda con un joystick posizionato ad altezza mento, che lo costringe però ad un'imbragatura stretta e pesante che gli sta complicando non poco la vita.
«L'imbragatura mi dà difficoltà nel respirare. Quando devo mangiare, poi, chi mi assiste deve sempre smontare l’imbragatura e rimontarla dopo. È un calvario che si somma a quello che già vivo dal 2013, da quando ho perso la possibilità di muovermi autonomamente».

Servirebbe poco per aiutarlo

E pensare che servirebbe relativamente poco per eliminare per sempre l'imbragatura e il joystick azionabile col mento dalla sua vita. Lo stesso Gianmichele ha provato, su sua iniziativa, un dispositivo realizzato da un'azienda specializzata nei sistemi di controllo che permette di guidare la carrozzina tramite un giroscopio installato su delle normali cuffiette da centralinista: muovendo il collo in avanti, la carrozzina va avanti; piegando il collo a sinistra, la carrozzina va a sinistra, e così via. Il tutto, poi, è gestito da un banale giroscopio, un componente che ormai si trova su tantissimi oggetti di uso comune. Oltretutto il dispositivo di guida così configurato permetterebbe di utilizzare un computer in autonomia e di usare le cuffiette con microfono integrato come telefono, senza dove ogni volta faticare col mento per spostarsi dalla funzione “movimento” alla funzione telefono.

Dov'è il problema?

E allora, dov'è il problema? Il sistema di controllo non rientra nel nomenclatore Asl, vale a dire la lista di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale per le persone con disabilità. Sul mercato c’è, ma la Asl non può fornirlo.
«Non capisco perché una persona con già mille problemi debba faticare con le burocrazie infinite del nostro sistema sanitario - ha spiegato il signor Gangale -, il nomenclatore Asl dovrebbe essere aggiornato ogni sei mesi, perché la tecnologia va sempre avanti, ma così non è. Noi disabili siamo innanzitutto persone, anche se viene spesso dimenticato».

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