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Fridays for Future scende in piazza venerdì alle 9 a Pistoia

Il movimento pistoiese invita la comunità locale a scendere in piazza per ribadire l’importanza di azioni concrete sulla crisi climatica prima che sia troppo tardi.

Fridays for Future scende in piazza venerdì alle 9 a Pistoia
Pistoia, 07 Ottobre 2020 ore 14:50

In occasione dello Sciopero Nazionale per il Clima Fridays for future Pistoia scende in piazza venerdì 9 ottobre alle 9 di mattina nella piazzetta Spirito Santo a Pistoia. Il movimento pistoiese invita la comunità locale a scendere in piazza per ribadire l’importanza di azioni concrete sulla crisi climatica prima che sia troppo tardi. La manifestazione si terrà nel rispetto delle norme sanitarie anti contagio garantendo a tutti e a tutte di partecipare serenamente.

Perché proprio adesso, durante una pandemia, dovremmo preoccuparci?

“In questo periodo di emergenza, abbiamo visto come il nostro stato sia in grado di far fronte ad una crisi drammatica, ed essendo quella climatica una crisi a tutti gli effetti, pretendiamo che sia trattata come tale. L’esperienza tragica che stiamo vivendo, il
coronavirus, non è che l’inizio delle conseguenze che si abbatteranno su di noi se non agiamo subito. Non è nostra volontà essere catastrofisti, ma non accettiamo più che i governi nascondano la testa sotto la sabbia. Ignorare la comunità scientifica girandosi
dall’altra parte non è più un’opzione. Abbiamo bisogno di politiche lungimiranti che ci guidino al più presto verso una transizione ecologica e sociale.

Cosa possiamo fare?
La crisi climatica l’abbiamo causata noi. Questo significa che possiamo anche essere la soluzione. Non basta però l’impegno di una sola persona. Servono decisioni e azioni da parte del governo e di cooperazioni internazionali. Purtroppo nessun governo – men che meno quello italiano – ha cominciato ad affrontare in modo serio i numerosi richiami ed allarmi che la comunità scientifica ci ha fornito fino ad oggi. I politici hanno tutti gli strumenti per comprendere la portata esistenziale dell’emergenza ambientale, climatica ed ecologica che stiamo affrontando. Gli incendi, gli uragani, la siccità, la distruzione dei raccolti, le alluvioni e le migrazioni stanno già oggi mietendo vittime e di anno in anno rendono la vita sempre più difficile a milioni di persone in tutto il mondo.

Perché tutto questo ancora non basta ai nostri politici per decidersi ad agire? Perché tocca ancora a noi – ragazzi, studenti, lavoratori – scendere in strada e cercare di scuoterli? Il movimento quindi, cosa chiede?
Le misure per la ripartenza dopo il lockdown sono un’occasione irripetibile per avviare la riconversione ecologica, facendone lo strumento per risollevare l’economia e iniziare a risolvere i problemi sociali del nostro paese. Insieme a decine di esperti e associazioni, abbiamo raccolto nella campagna “Ritorno al Futuro” un gran numero di proposte concrete per il governo italiano. Tornare alla “vecchia normalità”, il business as usual, incentivando l’economia basata sui combustibili fossili e spendendo denaro per ripristinare un passato malato. Fingere che il problema non esista. Se da quest’anno stiamo imparando qualcosa è che le emergenze non possono essere ignorate.
C’è ancora tempo, ma non è molto. Chiediamo dunque che la politica metta al primo posto la vita di tutti, non l’avidità di
pochissimi. Chiediamo un ritorno al Futuro. E chiediamo a tutti voi di fare ciò che è giusto e di scendere in piazza con noi venerdì”.

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