Cronaca
il provvedimento

Fingeva di somministrare vaccini a pazienti no-vax, ai domiciliari noto dottore della montagna pistoiese

Grande sgomento sulla montagna pistoiese al diffondersi della notizia degli arresti domiciliari per il dottor Federico Calvani, che avrebbe dichiarato di aver somministrato vaccini quando, in realtà, non era vero.

Fingeva di somministrare vaccini a pazienti no-vax, ai domiciliari noto dottore della montagna pistoiese
Cronaca Montagna, 31 Dicembre 2021 ore 14:48

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pistoia, è partita dopo la segnalazione di una donna di Prato che aveva timori per il figlio che aveva una certificazione falsa: agli arresti domiciliari è finito il medico di famiglia Federico Calvani, conosciutissimo sulla Montagna Pistoiese.

Arresti domiciliari per il dottor Federico Calvani

L'attività, illecita, andava avanti oramai da mesi per un espediente "semplice" anche se particolarmente in vista nel momento storico che stiamo vivendo: il dottor Federico Calvani, medico di famiglia, dichiarava falsamente di aver somministrato vaccini Covid a numerosi pazienti no vax. In tutto si parla di decine e, come spesso succede, la platea si era allargata col "passaparola" tanto che i pazienti arrivavano anche da altre parti della Toscana e non solo dalla zona di lavoro del dottore, sulla montagna pistoiese. Tanto che, in tutto, ci sono ben 19 indagati.

Le indagini sono state condotte dai Carabinieri di Prato e del Nas di Firenze, coordinate dalla procura di Pistoia: da queste è emerso che Calvani riceveva in ambulatorio pazienti no vax attestando per loro l'avvenuta vaccinazione Covid ma senza, fattivamente, realizzarla. E, a questo proposito, sono state sequestrate false certificazioni Green pass sulla piattaforma del sistema sanitario della Regione.

C'è l'accusa di aver falsamente attestato l'avvenuta vaccinazione per persone no vax, non solo della Montagna Pistoiese: si parla, infatti, di falso, peculato, truffa al Servizio Sanitario nazionale, omissione di atti d'ufficio. Dalle indagini risulta che il medico non percepiva denaro né vantaggi o regali per effettuare le false registrazioni, ma, secondo quanto spiega il procuratore Tommaso Coletta, sembra che agisse così per una convinzione personale relativa alla presunta inutilità del vaccino anti Covid.

Nello specifico, poi, l'accusa di peculato deriva dal fatto che le dosi di vaccino che non somministrava le disperdeva in maniera autonoma.

L'indagine è partita dalla segnalazione di una donna, che si era recata al Comando dei Carabinieri di Prato, preoccupata dalla possibilità che il figlio, che secondo lei era stato falsamente vaccinato da un medico, potesse ammalarsi per il Covid. Altri controlli fatti dal Nas di Firenze avevano peraltro già fatto emergere il sospetto di registrazioni anomale di vaccinazioni da parte di questo stesso medico.