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Fabrizio Tesi entra nel Cda di Fondazione Filiera Italia: la soddisfazione di Coldiretti

Nuova importante nomina per il n°1 di Coldiretti Pistoia, Fabrizio Tesi, che entra a far parte del Cda della Fondazione guidata dall'ex ministro Enzo Moavero Milanesi.

Fabrizio Tesi entra nel Cda di Fondazione Filiera Italia: la soddisfazione di Coldiretti
Pistoia, 27 Gennaio 2020 ore 16:47

Il vivaismo toscano, con Fabrizio Tesi, entra nel consiglio di amministrazione di Fondazione Filiera Italia, la nuova realtà che riunisce il meglio della produzione agricola nazionale, rappresentata da Coldiretti, dell’industria alimentare, con oltre 60 protagonisti nazionali, e della distribuzione, ora allargata alle più importanti componenti del sistema Paese.

Nuovo incarico di prestigio per Fabrizio Tesi

Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia e rappresentante legale di Giorgio Tesi Group, collaborerà con Enzo Moavero Milanesi eletto presidente della Fondazione al primo consiglio di amministrazione di Fondazione Filiera Italia che vede anche Vincenzo Gesmundo, segretario generale di Coldiretti, come vicepresidente vicario e Luigi Scordamaglia, AD Inalca/Cremonini, nella carica di consigliere delegato.

“Fondazione Filiera Italia mette insieme le principali realtà della filiera agricola, aziende private e cooperative, eccellenze produttive assolute del made in Italy e grande distribuzione. In questo contesto –spiega Fabrizio Tesi, presidente di Coldiretti Pistoia- sono orgoglioso di assumere un ruolo importante per portare il contributo del florovivaismo alla crescita dell’agricoltura italiana. Siamo un settore che fornisce un bene sempre più necessario per temperare gli effetti del cambiamento climatico. Il verde urbano e non solo, al pari della buona alimentazione, è, e sarà sempre di più, strategico elemento di benessere collettivo. Fondazione Filiera Italia favorirà lo sviluppo e l’innovazione anche nel settore vivaistico”

La Fondazione è una realtà dove le storiche eccellenze come Antinori si sono unite alle grandi imprese private come Bonifiche Ferraresi, l’unica società agricola quotata in borsa, si sono aggiunte quelle cooperative come Granarolo, l’importante gruppo lattiero caseario nazionale e la compagine sociale, dall’agricoltura e all’industria, si è allargata a Conad, l’importante gruppo distributivo italiano.

“Investire nell’agroalimentare significa guardare al futuro positivamente. Filiera Italia sarà l’incubatrice di riflessioni, proposte ed iniziative nella duplice prospettiva di esortare al continuo miglioramento qualitativo e sostenibile delle produzioni italiane e dei benefici per i consumatori ovunque nel mondo. Una fucina attiva, in sintonia con i più attuali orientamenti dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite per pervenire a risultati concreti, promuovere e tutelare l’eccellenza dell’intera filiera agroalimentare”, ha affermato il presidente Enzo Moavero Milanesi che è Direttore della School of Law dell’Università LUISS, Guido Carli (Roma), e che tra l’altro è stato più volte Ministro (Esteri, Affari Europei).

Si tratta di catalizzare gli intenti comuni verso uno sviluppo sempre più sostenibile di un settore dalle enormi potenzialità. Il cibo e l’agroalimentare infatti sono diventati una primaria ricchezza del Paese la cui espansione, dai campi coltivati agli scaffali e alla ristorazione raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil ed offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. Questo emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che mai così tanto cibo e vino italiano sono stati consumati sulle tavole di tutti i paesi del mondo con il record storico per le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2019 sono ulteriormente aumentate del 4% rispetto al primato di 41,8 miliardi messo a segno l’anno precedente.

Il nuovo assetto di Filiera Italia offre anche la possibilità di interloquire al meglio a livello nazionale, europeo e globale, nella scia del lavoro che ha già portato ad oggi ad affrontare con esito positivo numerose questioni sensibili. Ad esempio, la trasparenza sull’origine dei prodotti nelle loro etichette, il contrasto operoso al cambiamento climatico, il sistema italiano a batteria (con l’esclusione importante dei prodotti Dop ed Igp) fino all’insidiosa disputa dei dazi. Una presenza qualificata per pensare, per i componenti della filiera agroalimentare italiana, pareri e strumenti che ne stimolino e ne esaltino la crescita e la competitività, anche con esplicita attenzione alla qualità, sicurezza e alla sostenibilità ambientale, energetica e logistica.

Con la nomina della nuova “squadra” Filiera Italia diventa Fondazione senza scopo di lucro e si apre anche alla partecipazione in qualità di soci da parte di aziende e enti come tra gli altri, Eni, Snam, Enel, Terna, Cassa depositi e prestiti (Cdp), Poste Italiane e Banca Intesa.

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