Fabio Orlandi, Podere le Casacce: “Ecco la verità. Mia mamma distrutta dal dolore”

Il figlio della titolare non riesce a comprendere come mai nell’ottobre 2009, il servizio del tg satirico Striscia la Notizia abbia potuto descrivere la loro attività come una vera e propria fattoria degli orrori.

Fabio Orlandi, Podere le Casacce: “Ecco la verità. Mia mamma distrutta dal dolore”
25 Dicembre 2019 ore 18:24

Il figlio della titolare del Podere le Casacce a San Mauro (comune di Signa) dopo 10 anni decide di parlare: «Il viso ed il corpo di mia mamma sono scolpiti dal dolore per l’ingiustizia che ci è stata arrecata».

Fabio Orlandi: “Ecco la verità”

Fabio Orlandi, figlio di Liliana Michelacci,  titolare del Podere le Casacce di San Mauro, è ancora incredulo e nonostante siano  trascorsi 10 anni, non riesce  a comprendere come mai nell’ottobre 2009, il servizio del tg satirico Striscia la Notizia abbia potuto descrivere la loro attività come una vera e propria fattoria degli orrori.

«Oramai siamo rimasti macchiati a vita da questo appellativo anche se  l’inchiesta giudiziaria che è seguita ha assolto tutti gli imputati tra i quali mia mamma Liliana non era neppure contemplata. Insomma è stata una vera e propria gogna mediatica senza nessuna fondatezza. La nostra azienda familiare – ha proseguito Fabio – era nata nel 1962 grazie al contributo di mio zio e di mia mamma,  inizialmente ci occupavamo della produzione del latte, poi abbiamo iniziato il commercio dei vitelli e provvedevamo a coltivare cereali per gli animali, per un periodo si coltivava anche il grano. Durante l’alluvione di Firenze del 1966 la fattoria fu messa in ginocchio, morirono 16 animali nella stalla, io avevo appena due anni e mia mamma seppe rialzarsi rilanciando l’azienda. Probabilmente sono stati alcuni vicini a chiamare l’inviato di Striscia la Notizia. C’è stato un vero e  proprio accanimento, forse davamo noia, ma di certo non abbiamo mai maltrattato gli animali. Il giorno più brutto è stato quando gli animali sono stati sottoposti a sequestro e portati via sotto gli occhi di mia mamma. Si sono accaniti contro una persona anziana che ha lavorato una vita a costo di enormi sacrifici».

Cosa succede oggi nel Podere

Oggi presso il podere sono rimaste solo 3 capre: durante il sequestro degli animali Liliana aveva ricoverato presso l’abitazione le capre che così  sono sfuggite al prelevamento da parte della Lav.  A distanza di 10 anni dai fatti contestati,  ancora oggi nella comunità vi sono informazioni distorte, per questo l’avvocato Chiara Parigi, amministratrice di sostegno di Liliana ci ha tenuto a fare alcune precisazioni:

«Il procedimento penale, nel quale  personalmente Liliana non era imputata, si è concluso con la sentenza n. 958 Reg. Sent. del 22/02/2016 depositata in data 13/07/2016 e divenuta irrevocabile in data 05/10/2016, con la quale sono stati assolti tutti gli imputati dai reati contestati per non aver commesso il fatto.  In detta sentenza, si legge chiaramente che dagli accertamenti effettuati dagli organi preposti, ovvero dal personale dell’Asl e del Nucleo operativo ecologico, la ditta risultava in regola con tutte le qualifiche sanitarie e indenne da malattie trasmissibili; detto stato di salute degli animali è sempre stato confermato dai veterinari della Asl, ed è sempre risultato in conformità con le normative di settore; non sono stati riscontrati segni di maltrattamento né di macellazione clandestina degli animali; infine, non sono state ritrovate carcasse o resti di animali nell’area della Azienda. Quanto al bovino sollevato (di cui parlava la responsabile della associazione animalista nel servizio Striscia la Notizia), facendo intendere che si trattava di un maltrattamento nei confronti dell’animale, in sentenza si legge che il dottor Guerrini, veterinario dell’Azienda, ha precisato che tale operazione di sollevamento dell’animale era una prassi abituale che si effettua nel caso in cui il bovino abbia un collasso puerperale; il veterinario ne ha descritto la procedura, che è stata confermata anche dai Veterinari della Asl.
Inoltre, sempre in sentenza, si legge che nessuno dei testi ha confermato l’avvenuta macellazione degli animali in loro presenza, né di aver ritirato animali morti e macellati: tali circostanze non sono state confermate neanche dagli inviati di striscia la notizia. E’ stato accertato dal Tribunale di Firenze che tutti gli animali erano in buono stato di salute  e non presentavano segni di maltrattamento. Purtroppo, nonostante tutto questo, non è stato dato alcun risalto alla  sentenza di assoluzione di tutti gli imputati né al fatto che Michelacci non fosse mai stata coinvolta nel procedimento penale».

A 85 anni distrutta dal dolore

«Mia mamma – ha commentato ancora Fabio – è stata distrutta moralmente e psicologicamente, per tanti anni ha sognato i suoi animali di notte, ha quasi  perso la parola ed ora all’alba dei suoi 85 anni, non cammina più e si trova presso la casa di cura di San Mauro. Nessuno della mia famiglia meritava questo inferno».

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