i lavori

Ex Ceppo, dopo due anni di silenzio tornano le ruspe

L’inchiesta del “Giornale” su quel che sta per cambiare nell’area del vecchio ospedale: via libera dell’Asl a quasi un milione e mezzo di soldi in più ma restano incognite sul futuro

Ex Ceppo, dopo due anni di silenzio tornano le ruspe
Cronaca Pistoia, 06 Febbraio 2021 ore 10:30

Come spesso succede nell’Italia che non ingrana la marcia giusta, a ricordarci che qualcosa non è andata per il verso auspicato in un’opera pubblica, ci pensano i cartelli degli appalti.

Un po’ come quello che si può tranquillamente scovare, senza troppe peripezie, a pochi metri dall’ingresso del parcheggio dell’ex ospedale del Ceppo da viale Giacomo Matteotti. Con la bella firma in evidenza delle ditte che avevano vinto l’appalto (le lucchesi Del Debbio e Baldassarri), lo stesso ci informa che la data prevista per il termine lavori è il 4 dicembre. Del 2018. Ovvero due anni e due mesi fa.

Ecco perché le novità che sono state messe nere su bianco in questi giorni dall’Asl Toscana Centro sul proprio albo pretorio possono rappresentare il giusto sprint per tornare a parlare di “Ex Ceppo”.

In città se ne discute fin dai primi anni Duemila quando partì l’iter per pensare, progettare e costruire il nuovo nosocomio al Campo di Volo: nel frattempo il trasferimento c’è stato (nel 2013) ma, arrivati ad inizio 2021, migliorie in concreto o progetti portati a termine non se n’è visto nemmeno l’ombra.

Tutta colpa della politica? In parte si, così come in parte lo è per un’opera (che fra l’altro va ricordato rientra in un accordo di programma che prevede al suo interno anche la riqualificazione delle Ville Sbertoli e punto centrale del dossier presentato dal Comune per poi ottenere il ruolo di Capitale Italiana della cultura nel 2017) difficilmente piazzabile dal punto di vista economico, soprattutto a periodi da chiari di luna pazzeschi per l’edilizia.

Tornano le ruspe

Oltre ad aver modificato l’accordo di programma fra Asl e Comune nel 2019, subito dopo Natale è stata messa agli atti la perizia che l’azienda sanitaria, a dire la verità, aveva affidato nel 2017 alle due aziende vincitrici dell’appalto dei quali risultati si è saputo soltanto di recente.

E per demolire il padiglione “Nuove Degenze” servono circa un milione e quattrocentomila euro (cifra comprensiva anche di tutti gli oneri di sicurezza): un aspetto che nell’accordo precedentemente firmato non c’era e che fa lievitare la spesa di soltanto questa prima parte fondamentale di riqualificazione da cinque milioni a quasi sei e mezzo. Una somma decisamente importante per Asl ma che, di fatto, sancisce la fine dello stallo che si era venuto a creare da oltre due anni e che potrebbe fare da preludio ad un vicino ritorno in pista delle ruspe per portare a compimento il percorso da concludere.

Tutto rotola giù

Inizialmente la palazzina che si affacciava anche lungo via del Maglio, poi le cucine fino al blocco operatorio col vecchio tunnel sopraelevato: sono queste le zone che erano state “vittime” di demolizioni nel periodo compreso fra l’apertura del cantiere e lo stop inatteso dovuto al cambio di rotta che si era registrato in Comune (passando da Bertinelli a Tomasi) con Palazzo di Giano che voleva ritornarci sopra sull’argomento e cambiare l’accordo per superare criticità di natura economica che potevano, poi, ricadere sulla pelle di tutti.

Così, quando sarà ritenuto il momento, si potrà rimettere le ruspe in azione e radere al suolo tutta la parte che si affaccia su viale Matteotti per aprire nuovi scenari ed idee da condividere per la città.

La parte sanitaria

Di sicuro non mancheranno gli ambulatori assieme ad uffici, però non va dimenticato anche l’aspetto forse più importante in questo prolungato stop fino ad oggi: quello sanitario. Con la “Casa della Salute” che, di fatto, è gia operativa ed il centro prelievi si è arrivati ad importanti ingressi fino al cambio di rotta con l’arrivo delle cure intermedie riaperte con 72 posti letto, reparto fondamentale e d’obbligo per alleggerire la pressione sul San Jacopo in tempi di Covid-19.

Su cosa ci sarà in futuro, però, davvero niente è dato sapere. Anzi, se come anticipato dall’assessore Cialdi, ci vorrà un anno buono per concludere le demolizioni, l’area ex Ceppo potrebbe tornare comoda per scontro elettorale fra Tomasi e coloro che saranno i candidati sindaco degli altri schieramenti. Per ora bisogna accontentarsi delle auto in fila per farsi il tampone in modalità “drive through”.

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