Presa di posizione

“L’ex asilo di Lucciano non è agibile”: così il sindaco Mazzanti stoppa l’ipotesi migranti

Dopo le anticipazioni di stampa, il sindaco di Quarrata Marco Mazzanti traccia una linea netta sulla possibilità di aprire le porte dell'ex asilo di Lucciano ai migranti che devono essere riposizionati da Vicofaro.

“L’ex asilo di Lucciano non è agibile”: così il sindaco Mazzanti stoppa l’ipotesi migranti
Piana, 09 Novembre 2020 ore 14:40

Polemica in corso a Quarrata dopo la diffusione della notizia di un possibile arrivo di un gruppo di migranti ospitati a Vicofaro nell’ex asilo di Lucciano: la presa di posizione del sindaco, Marco Mazzanti.

“Nessuna comunicazione su Lucciano, i locali non sono agibili”

Il Sindaco interviene in merito alle notizie apparse sulla stampa relative all’ipotesi di collocazione di un gruppo di migranti nei locali dell’ex asilo di Lucciano.

“Ho appreso oggi dalla stampa di un’ipotesi di collocazione di alcuni migranti nei locali dell’ex asilo di Lucciano, situati dietro la parrocchia della frazione. Non ho avuto alcuna comunicazione in merito né ufficiale né ufficiosa da alcun ente. Dopo alcune segnalazioni da parte di miei concittadini preoccupati per quel che stava succedendo, nella mattinata di oggi mi sono recato personalmente sul posto e ho visto che vi era un’impresa a pulire i locali. Non avendo ricevuto, come detto, alcuna informazione in merito, non voglio commentare ciò che non conosco, ma mi sento fin da ora in dovere di dare alcune informazioni: innanzitutto la destinazione d’uso dell’immobile in questione è tuttora ad asilo, pertanto per accogliervi delle persone è necessario il cambio di destinazione d’uso a residenziale, che al momento nessuno ha chiesto e che comunque non è previsto. Inoltre, i locali non hanno l’agibilità pertanto non possono essere abitati e non possono accogliere nessuno, almeno che non vengano eseguiti tutti i lavori di adeguamento alle normative vigenti a livello igienico-sanitario e degli impianti, e che non venga successivamente presentata la necessaria pratica al Comune. In ultimo, una considerazione personale: anche qualora – e lo ritengo piuttosto difficile oltreché molto oneroso – siano superati i problemi appena elencati, ritengo che un locale in collina, completamente isolato, lontano da ogni sorta di servizi, non collegato in alcun modo dai mezzi pubblici non sia un luogo adeguato per accogliere dei migranti”.

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