CRONACA

Doposcuola "L'isola che c'è": dieci anni di vita al Don Bosco di Montecatini

Sono un centinaio i ragazzi che tutti i pomeriggi, (dopo la pausa natalizia le attività sono riprese giovedì 7 gennaio), trascorrono quattro ore in via Garibaldi: si tratta per lo più di ragazzi stranieri e con famiglie non semplici alle spalle e situazioni da risolvere che senza il supporto dell’«Isola che c’è» avrebbero molte meno opportunità di crescita.

Doposcuola "L'isola che c'è": dieci anni di vita al Don Bosco di Montecatini
Cronaca Valdinievole, 17 Gennaio 2021 ore 09:39

E’ un anno di grandi anniversari e celebrazioni al Don Bosco di Montecatini: anche perché forse non tutti sanno che da almeno dieci anni esiste in pieno centro il doposcuola «L’isola che c’è». Non va confuso con l’oratorio, anche se lo spazio fisico è quello interno al famosissimo Don Bosco delle Figlie di Maria Ausiliatrice in via Garibaldi 58. Allo stesso indirizzo ha sede l’associazione Vides Montecatini Odv, inserita nelle associazioni del terzo settore.

L'addio delle suore

Fino allo scorso 24 luglio erano presenti ancora le suore: storiche paladine della struttura, per decenni istruttrici e guide religiose di intere generazioni, purtroppo hanno dovuto abbandonare per motivi di età e di mancanza di ricambio. Tra poco saranno cento anni dal loro arrivo in città: da allora e il futuro ormai sembra questo, la proprietà dell’oratorio è rimasta alle suore ma la gestione e progettazione del doposcuola sta prendendo piede con Vides (Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo), di cui è presidente Enrico Orsani.
Sono un centinaio i ragazzi che tutti i pomeriggi, (dopo la pausa natalizia le attività sono riprese giovedì 7 gennaio), trascorrono quattro ore in via Garibaldi: si tratta per lo più di ragazzi stranieri e con famiglie non semplici alle spalle e situazioni da risolvere che senza il supporto dell’«Isola che c’è» avrebbero molte meno opportunità di crescita.

«Esistiamo dal 2010 e ci siamo evoluti partendo da 10 ragazzi di molti anni fa: il nostro è un servizio socio-educativo che accoglie ragazzi dai 6 ai 16 anni di tutta la Valdinievole - ha confidato Enrica Orsani, coordinatrice del progetto del doposcuola - Si tratta di giovanissimi, bambini o adolescenti in difficoltà sociale, ma anche culturale e didattica per i quali la nostra attività rappresenta davvero un importante aiuto e un bastone al quale appoggiarsi per crescere». Mica poco, di questi tempi.

Al Don Bosco si radunano tantissimi ragazzi non italiani e provenienti da tante nazioni ogni settimana dalle 15 fino alle 19, con 5 educatori, sei ragazzi del servizio civile pronti a rimboccarsi le maniche. Una sfida quotidiana che è diventata ancora più importante e di stimolo dal momento in cui le suore sono andate via fisicamente dalla storica struttura a due passi dal mercato centrale di Montecatini. «Le suore sono state qui 100 anni, una vera istituzione per la città. Per noi è fondamentale portare oggi avanti il loro messaggio salesiano all’oratorio per il doposcuola. Anche per poter festeggiare a breve il loro secolo di vita in città: appena potremo organizzeremo un evento ad hoc».

Un doposcuola e un’attività che va avanti grazie alle rette ma che ha bisogno anche di un sostegno politico e istituzionale, per poter garantire un futuro più solido. «Il nostro è un appello - ha detto il presidente Vides Orsani - perché la nostra realtà fornisce un servizio essenziale: un luogo impegnato a 360 gradi, dove si studia, certo, ma si impara anche a convivere, a star insieme. E ci si diverte anche in un età delicata».
Le istituzioni nel tempo hanno aperto le loro porte, il loro cuore (e non solo) ma il Covid ultimamente ha forse raffreddato in parte certi rapporti essenziali. «Per questo siamo a ricordare quanto stiamo facendo col doposcuola in tutti questi anni e quanto ancora abbiamo intenzione di fare per i ragazzi. Abbiamo progetti già avviati e una voglia di dare una mano che non conosce pandemia...».