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Pescia

Denuncia-protesta del nostro lettore: «Il bosco è usato come una discarica»

La passeggiata nel bosco è da sempre considerata una panacea, un modo per rilassare il corpo e la mente

Denuncia-protesta del nostro lettore: «Il bosco è usato come una discarica»
Cronaca Piana, 05 Giugno 2021 ore 09:00

La passeggiata nel bosco è da sempre considerata una panacea, un modo per rilassare il corpo e la mente; certo, però, perché l’effetto sia positivo, una delle condizioni necessarie è che gli spazi siano incontaminati, puliti, sicuri.

Un nostro lettore, che ci ha chiesto di mantenere l’anonimato, ci ha segnalato una situazione in cui si è più volte imbattuto, percorrendo i sentieri della montagna alle spalle di Pescia: rifiuti anche pericolosi, scarti di costruzioni, amianto, abbandonati in mezzo a oliveti e castagneti, in quegli stessi posti dove le persone, quando è stagione, vanno a cercare funghi e castagne.

«Mi piace camminare in montagna - ha spiegato - sono passato per caso in quei posti; ma è stato davvero per caso che mi sono imbattuto in quello che ho trovato. È veramente tutto nascosto in mezzo al bosco; se mi fossi limitato a percorrere i sentieri tracciati non avrei trovato niente».

In che zona della nostra montagna?

«Ne ho trovati diversi, di siti. Quello più nascosto è sopra a Stiappa, a circa 800 metri di quota, in mezzo a un bosco di castagni. Oltretutto, poco più a valle del posto dove ho ritrovato l’amianto, ci sono alcune sorgenti da cui sgorga acqua, fonti alle quali, di sicuro, in molti si sono fermati a bere, a fare rifornimento nel corso delle loro passeggiate».

Quanti sono i punti in cui ha trovato residui che potrebbero essere pericolosi?

«Personalmente ho trovato quattro punti in cui c’era amianto più o meno nascosto, oltre a quello che ho già detto, a Stiappa, ce ne sono due anche a San Quirico e uno ad Aramo, e uno lo ha trovato un amico nelle vicinanze di via della Fiaba, anche questo vicino a uno stradello, a pochi passi dagli oliveti. E come quello di via della Fiaba, anche uno dei due di San Quirico e quello di Aramo sono posizionati molto vicini alla strada provinciale, lungo i sentieri».

Cosa ha fatto, quando ha trovato l’amianto?

«Da quando ho trovato il sito di Stiappa, sono già passi un paio di anni, contattai la locale stazione dei Carabinieri; lì mi fu consigliato di rivolgermi alla Forestale. Ho seguito il consiglio che mi hanno dato, ma i tempi si sono allungati oltre quello che avevo previsto. Finalmente un sabato mattina, tre settimane abbondanti dopo che avevo fatto la mia segnalazione, ho accompagnato un militare sul posto; abbiamo parcheggiato lungo la strada provinciale, e con un’ora di camminata abbiamo raggiunto il posto. Il militare che mi ha accompagnato, però, mi chiarì che il loro compito si limitava alla segnalazione di quanto ritrovato agli appositi uffici comunali, e l’intervento per il ritiro dei rifiuti e la messa in sicurezza dell’area avrebbe dovuto essere eseguito dall’azienda concessionaria del servizio di raccolta dei rifiuti. Dicendomi questo, però, sottolineò che era dell’opinione che ben difficilmente l’intervento sarebbe stato effettuato, troppo elevati i costi per venire a recuperare il materiale in quelle zone. Anche quello più vicino alla strada dei due di San Quirico l’ho segnalato alle forze dell’ordine, si presentarono e fecero delle foto».

E per quello che riguarda gli altri siti?

«Vicino ad Aramo c’è un altro grosso deposito, a pochi passi dalla strada. Contattai un ente che, sulla carta, si occupava di bonifica dei territori, mi dissero che il sito gli era già stato segnalato in precedenza. Accompagnai sul posto anche un candidato sindaco alle ultime amministrative, lo segnalò sulla pagina Facebook della sua lista. Ma nei posti dove ho avuto occasione di ritornare, non è ancora cambiato niente. Eppure, per mettere in sicurezza sarebbe potuto bastare coprire in qualche modo gli scarti e recintare le aree interessate».