L'ALLARME

Coronavirus, Coldiretti: “Senza fiori, persi 200mila posti di lavoro”

Niente fiori per gli innamorati, per la mamma, per i propri cari nei cimiteri che in molti casi restano chiusi come – sottolinea la Coldiretti – i mercati settimanali, i fioristi e i centri giardinaggio.

Coronavirus, Coldiretti: “Senza fiori, persi 200mila posti di lavoro”
Pistoia, 25 Marzo 2020 ore 16:19

Senza fiori e piante sono a rischio 200mila posti di lavoro in uno dei settori più belli e amati del Made in Italy dove sono impegnate 27mila imprese che ora si trovano in gravissime difficoltà con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali ma anche per il blocco della mobilità e la chiusura dei negozi. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme sulle difficoltà provocate dall’emergenza Coronavirus al settore florovivaistico dove l’Italia ha svolto fino ad ora un ruolo di leader nel mondo con il record per le esportazioni florovivaistiche che nel 2019 hanno raggiunto ben 904 milioni di euro di piante, fiori e fronde, dirette soprattutto in Francia (188 milioni di euro), Germania (159 milioni di euro) e l’Olanda (153 milioni di euro).

L’Italia da sempre leader nel mondo nel settore

Niente fiori per gli innamorati, per la mamma, per i propri cari nei cimiteri che in molti casi restano chiusi come – sottolinea la Coldiretti – i mercati settimanali, i fioristi e i centri giardinaggio. E in difficoltà – precisa la Coldiretti – sono anche le esportazioni con i blocchi al confine ed in dogana di tanti paesi, UE ed extra-UE, i ritardi e i problemi del trasporto su gomma.

Il risultato è stato quasi un miliardo di fiori e piante appassiti e distrutti nei vivai in Italia dove – riferisce la Coldiretti – sono crollati gli acquisti di fiori recisi, di fronde e fiori in vaso, le produzioni tipiche della primavera e si sono fermate anche le vendite e l’export di alberature e cespugli, in un periodo in cui per molte aziende si realizza oltre il 75% del fatturato annuale, grazie ai tanti appassionati dal pollice verde che con l’aprirsi della stagione riempiono di piante e fiori case, balconi e giardini.

Nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sulle restrizioni per contenere il contagio i vivai sono chiusi al pubblico ma continuano a lavorare al loro interno per garantire la massima qualità di piante e fiori italiani e visto che i cittadini devono per forza restare a casa gli agricoltori che gestiscono i vivai della Coldiretti si stanno organizzando per fare consegne a domicilio, con contatti per telefono o mail, per consentire agli italiani di restare a casa senza rinunciare all’emozione di stare a contatto con la natura.

Il giardinaggio, l’orticoltura e la cura di piante e fiori su balconi e terrazze, sono uno dei più potenti anti-stress conosciuti, tanto che esistono attività riabilitative che si basano proprio sugli effetti del verde nel dare maggiore serenità alle persone. E non poter vivere il verde nel momento in cui si apre la stagione ed esplode la natura – precisa la Coldiretti – è una sofferenza per tanti”.

Il settore ha bisogno di misure urgenti e il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per evidenziare le drammatiche conseguenza per un settore importante del Made in Italy che vale 2,5 miliardi di euro e che senza interventi specifici di sostegno rischia di essere completamente cancellato.

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