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Controlli dei Carabinieri Forestali per l’uso di fitofarmaci nei vivai, raffica di perquisizioni, denunce e sanzioni

Dopo due anni e mezzo di controlli, i Carabinieri Forestali di Pistoia hanno tirato le fila in provincia ed in altre parti della Toscana sull'uso dei fitofarmaci nei vivai e nelle coltivazioni: sanzioni per quasi un milione di euro.

Controlli dei Carabinieri Forestali per l’uso di fitofarmaci nei vivai, raffica di perquisizioni, denunce e sanzioni
Cronaca Pistoia, 22 Marzo 2021 ore 17:08

Si è conclusa l’indagine durata due anni e mezzo dei Carabinieri Forestali che ha riguardato il rispetto della normativa vigente in merito all’utilizzo e conservazione di prodotti fitosanitari in agricoltura. I Forestali, coadiuvati anche dalle altre articolazioni dell’Arma, hanno accertato centinaia di violazioni amministrative e penali a carico di decine di aziende agricole che utilizzavano i prodotti chimici (insetticidi, fungicidi e diserbanti) con autorizzazione al commercio revocata, in alcuni casi, anche da diversi anni.

Due anni di controlli da parte dei Carabinieri Forestali sull’uso di prodotti fitosanitari nei vivai

L’attività di controllo in questo settore è di particolare importanza in quanto non solo tende alla protezione dell’ambiente ma soprattutto alla tutela della salute umana. I fitofarmaci, infatti, se non correttamente utilizzati, finiscono nella catena alimentare e possono potenzialmente creare problemi alla salute umana.

A seguito di alcuni controlli a campione risultati sempre irregolari, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Pistoia ha effettuato una serie di accertamenti mirati che hanno riguardato sia attività di commercio che di impiego diretto nei vivai o in aziende a produzione di ortaggi destinati ad essere immessi nel circuito della grande distribuzione e quindi all’alimentazione umana.

Le attività illecite accertate hanno visto medi e grandi rivenditori di prodotti agricoli che continuavano a vendere ai coltivatori toscani prodotti fitosanitari con autorizzazione del Ministero della Salute “revocata” già da molto tempo, in alcuni casi anche da diversi anni. Gli agricoltori, spesso ignari, provvedevano quindi a spargere sui terreni e sulle loro colture, anche agroalimentari, prodotti chimici che avrebbero dovuto essere invece destinati allo smaltimento come rifiuti speciali.

Il fatto che la normativa di settore preveda che i soggetti coinvolti nel commercio e utilizzo tali prodotti, proprio per la loro pericolosità per l’ambiente e per la salute pubblica, debbano essere muniti di apposito “patentino” esclude “l’ignoranza scusabile” e conferma il dolo da parte di queste aziende coinvolte che in effetti traevano un doppio profitto da tale condotta: da una parte risparmiavano i costi di smaltimento dei rifiuti speciali e dall’altra fatturavano introiti da prodotti in realtà invendibili.

Le indagini hanno portato a:

4 PERQUISIZIONI DELEGATE AD ALTRETTANTI RIVENDITORI DI PRODOTTI PER L’AGRICOLTURA
53 COMUNICAZIONI DI NOTIZIE DI REATO
24 SEQUESTRI PENALI DI RIFIUTI AGROCHIMICI CONTENENTI SOSTANZE PERICOLOSE
56 PERSONE DENUNCIATE ALL’ A.G.
160 SANZIONI ELEVATI PER UN TOTALE INTORNO AL 1.000.000 EURO

E’ stato inoltre accertato che: TRE TONNELLATE DI PRODOTTI REVOCATI SONO STATI DETENUTI ILLECITAMENTE; DUE TONNELLATE E 800 KG CIRCA SONO STATI DISTRIBUITI IN CAMPI COLTIVATI

Ricordiamo che i Prodotti fitosanitari comprendono sostanze a composizione chimica diversa e includono fungicidi, insetticidi e acaricidi, erbicidi, ecc.. che necessitano di autorizzazione alla produzione e all’immissione in commercio
L’attività svolta dai Carabinieri Forestali nel corso delle indagini ha scoperto la “prima vendita” e conseguente impiego di prodotti fitosanitari con autorizzazione del Ministero della Salute “revocata” con conseguente apertura di un primo fascicolo penale presso la Procura della Repubblica di Pistoia
Si evidenzia che i prodotti fitosanitari con Autorizzazioni del Ministero della Salute revocati divengono, dalla data della loro revocata divengono rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose” identificati con il “CER 020108* (violazione art. 208 e sgg. sanzionato con art. 256 comma 1 lett. b) D.Lgs 152/2006 s.m.i.).

Sono autorizzati solo i prodotti fitosanitari contenenti le sostanze attive che non rappresentano un rischio per la salute umana o animale o per l’ambiente quando il prodotto è utilizzato in condizioni normali. Le revoche possono avvenire per mancata la richiesta di rinnovo della ditta produttrice ma anche per il sospetto che le sostanze attive o la percentuale per litro delle stesse possano rappresentare un rischio per la salute umana o animale o per l’ambiente .
Le indagini non si sono fermate a Pistoia, ma sono proseguite per l’intera Toscana, portando all’apertura di altri fascicoli presso la Procura della Repubblica di Firenze, evidenziando un traffico di prodotti fitosanitari con Autorizzazioni del Ministero della Salute revocate, organizzato da alcuni rivenditori di prodotti per l’agricoltura delle Provincie di Pistoia, Firenze, Prato, Pisa e Lucca.
I Rivenditori , invece di smaltire i prodotti revocati come rifiuti speciali pericolosi continuavano a venderli con un doppio guadagno, generato dalle mancate spese di smaltimento più il guadagno ricavato della vendita di tali prodotti/rifiuti.

Gli otre 60 controlli effettuati presso altrettante ditte/società, hanno permesso di accertare nella quasi totalità dei casi, violazioni di natura amministrative e/o penali, determinando una percentuale di positività pari a circa il 70% per le violazioni penali e di oltre il 80% per le violazioni amministrative.

La campagna dei controlli conclusa, si inserisce nel quadro delle attività svolte dai carabinieri forestali per l’uso sostenibile del territorio, con particolare riguardo a quello agricolo ed è finalizzata a promuovere le pratiche di corretto utilizzo dei prodotti, attraverso un’adeguata attività di informazione preventiva nonché quando necessario, mediante la repressione dei comportamenti illeciti.

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