EMERGENZA NEVE

Coldiretti: "E' ora di aiutare i custodi del territorio"

Con capacità e tenacia gli agricoltori stanno confermando il loro attaccamento al territorio, sopportando situazioni di disagio personale e prendendosi cura bovini, ovicaprini e suini che in gran numero sono allevati in altura.

Coldiretti: "E' ora di aiutare i custodi del territorio"
Cronaca 12 Gennaio 2021 ore 16:01

Coldiretti Pistoia evidenzia le difficoltà per nutrire bovini, ovini e suini in questa situazione di emergenza neve anche nelle montagne pistoiesi.

Emergenza neve: aiutare i custodi del territorio

Nonostante il miglioramento delle condizioni climatiche rimane delicata la situazione sulla montagna pistoiese. Il carico di neve su strade e strutture è ancora importante e, in alcuni casi, pericoloso. Con capacità e tenacia gli agricoltori stanno confermando il loro attaccamento al territorio, sopportando situazioni di disagio personale e prendendosi cura bovini, ovicaprini e suini che in gran numero sono allevati in altura.

“Gli imprenditori agricoli stanno facendo fronte alle esigenze degli animali allevati attingendo alle scorte di mangimi e spalando con i propri mezzi pezzi di strade per assicurarsi un minimo di agibilità- dichiara Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia, che ha fatto visita ad alcune aziende agricole insieme a tecnici dell’associazione-. C’è necessità di tanto lavoro e mezzi per alleggerire dalla neve strade a strutture, recinzioni, impianti arborei, sistemazioni idrauliche e viabilità  una volta sciolta la neve”.

Chi lavora sulle nostre montagne

“È il momento di valorizzare il ruolo imprescindibile svolto da donne e uomini che insieme alle loro famiglie scelgono di vivere e lavorare sulle nostre montagne, non per una questione bucolica –sottolinea Ciampoli-. Gli agricoltori sono i custodi del territorio che viene manutenuto e su cui creano sviluppo economico e sociale. Costa di meno incentivare la loro presenza in montagna, avere uno spazzaneve in più che rimediare ai disastri di nevicate o eventi atmosferici estremi. La permanenza in montagna va premiata perché conviene a tutti: una montagna più popolata riduce senz’altro i costi nelle emergenze all’intera collettività”.

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