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Pistoia

Centro sportivo al Cespevi? Non si può

Il progetto per ora è una bozza e poco più, almeno così dice chi lo ha visto in prima persona, però c’è: non un vero e proprio studio di fattibilità

Centro sportivo al Cespevi? Non si può
Cronaca Pistoia, 06 Giugno 2021 ore 10:00

Il progetto per ora è una bozza e poco più, almeno così dice chi lo ha visto in prima persona, però c’è: non un vero e proprio studio di fattibilità sulla realizzazione di una cittadella dello sport nella zona dell’ex Cespevi (oggi Gea), risalente ad un paio di mesi fa, realizzato dal consigliere generale della Fondazione Caript, Maurizio Fagni, titolare dell’azienda Fabo di Castelmartini nonché sponsor dell’Us Pistoiese (ed anche del Pistoia Basket) indicato da molti, in questa fase, come interessato a riprendere, non da solo e non nel ruolo di presidente, la stessa Us dopo la volontà della famiglia Ferrari di uscire di scena all’indomani della retrocessione nei Dilettanti nell’anno del centenario.

Una novità che, ovviamente, scuote tutti ed in particolar modo il mondo vivaistico: come si può pensare una ipotetica colata di cemento in una delle zone più verdi della città fra il casello della A11 e l’ospedale San Jacopo ed in una area dedicata alla ricerca ed alla promozione di tutto il distretto vivaistico?

In realtà questo progetto appare essere ben più ampio ma, allo stesso tempo, di complessa realizzazione soprattutto perché ci sarebbe da rivoluzionare una parte consistente della zona a sud della città senza andare a prendere in considerazione un’area che, di fatto, è già pronta per questo tipo di strutture come quella di Pistoia Ovest che, purtroppo, continua a rimanere un punto interrogativo da tanti anni in termini di riqualificazione.

Cubature di cemento armato nella zona ex Cespevi che hanno fatto drizzare le antenne a tutti e, per questo, abbiamo chiesto delucidazioni allo stesso presidente di Gea, Giovanni Palchetti.

Si parla da giorni di un progetto per una cittadella dello sport nell’attuale area di Gea: cosa ci può dire a riguardo?

«Abbiamo visionato quello che posso definire un progetto di massima, dei disegni diciamo così, su questa eventualità di cittadella che non interesserebbe solo Gea ma anche tutta la parte, di proprietà comunale, dell’ex campo di volo che guarda verso Pontelungo dove già oggi è presente un campo sportivo e sarebbe sicuramente l’area più corposa del progetto. Dopo questa esposizione non abbiamo avuto modo ancora di riparlare con Fagni e quindi non si possono certo trarre delle conclusioni. Di sicuro dovrà essere coinvolto il Comune, protagonista due volte sia come proprietario di parte dell’area sia perché dovrebbe promuovere variazioni al piano urbanistico».

C’è, però, chi storce la bocca di fronte all’eventuale arrivo di tanto cemento in una zona verde come quella di Gea, che ne pensa?

«L’area fu acquistata dalla Fondazione Caript per finalità ben diverse da quelle dell’impiantistica sportiva, questo lo sappiamo tutti. Sono previsti spazi per la didattica, per fini scientifici e per un centro di ricerca che, fra l’altro, andremo ad inaugurarne un primo nucleo proprio prima dell’estate. Se osserviamo la zona, direi che l’area Gea si presenta bene per lo sport all’aria aperta e, in questo senso, abbiamo già fatto eventi ed iniziative prima dello scoppio della pandemia che andavano in questa direzione così come c’era anche un programma da sviluppare con la Pistoiese tutto legato al verde proprio nell’anno del centenario.

Devo dire che per l’impiantistica “pesante”, tipo una piscina degna di questo nome che a mio modo di vedere è la carenza più importante che abbiamo a Pistoia in questo momento, l’area di Gea non è affatto idonea. Questo è il mio parere, anche se poi le considerazioni finali le dovrà fare la Fondazione».

In questi progetti di massima sarebbe già stata individuata l’area prescelta o è ancora presto?

«Ci sono due soluzioni: o la fascia adiacente alla tangenziale compresa fra il casello della A11 ed il cavalcavia dell’ospedale oppure una parte vicina all’autostrada stessa che adesso è adibita alla coltivazione del mais».