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CRONACA

Carabinieri Forestali scoprono 600 metri cubi di rifiuti speciali: erano quelli dei lavori a una scuola di Uzzano

Denunciati in stato di libertà, il titolare della ditta esecutrice dei lavori, il direttore dei lavori e il R.U.P. (responsabile unico del procedimento) il quale, all' epoca dei fatti, era responsabile dell’area tecnica del Comune di Uzzano.

Carabinieri Forestali scoprono 600 metri cubi di rifiuti speciali: erano quelli dei lavori a una scuola di Uzzano
Cronaca Valdinievole, 30 Aprile 2021 ore 13:05

I Carabinieri Forestali della Stazione di Pescia a seguito di indagini coordinate e dirette dalla Procura della Repubblica di Pistoia, hanno effettuato in data 28 aprilw un accertamento che ha portato alla scoperta di circa 600 m3 di rifiuti speciali non pericolosi identificabili in “rifiuti misti da costruzione e demolizione” (CER 170904).

Lavori di ristrutturazione di una scuola di Uzzano

Tale materiale è derivato da lavori di ristrutturazione alla “Scuola Secondaria 1° grado del Comune di Uzzano (PT)” sita in via Lucchese 120 a Uzzano, iniziati nel febbraio 2019 e ultimati in luglio 2020. Intervento che ha visto ingenti costi per l’amministrazione comunale, circa mezzo milione di euro. I rifiuti prodotti durante i lavori non sono mai stati avviati a smaltimento bensì sotterrarti in area agricola limitrofa al fabbricato, venendosi a configurare, di fatto, una gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi.

Sempre a seguito di indagini sono stati deferiti in stato di libertà, ai sensi del D.LGS. 152/2006 e 110 C.P., il titolare della ditta esecutrice dei lavori, il direttore dei lavori e il R.U.P. (responsabile unico del procedimento) il quale, all’ epoca dei fatti, era responsabile dell’area tecnica del Comune di Uzzano.

Gli indagati, per la violazione dell’articolo 256 del Codice dell’Ambiente, rischiano l’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.600 euro a 26 mila euro per aver effettuato una gestione illecita di rifiuti

Ancora una volta, spiegano i Forestali, i costi di una non corretta gestione sono riversati sulla collettività che paga con il deterioramento delle matrici ambientali.