Cronaca
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Assegnati a Buggiano, Chiesina Uzzanese e Pescia una serie di beni confiscati alla malavita

Riunione in Prefettura a Pistoia coi sindaci di Buggiano, Chiesina Uzzanese e Pescia per assegnare numerosi beni confiscati alla criminalità organizzata e ancora occupati dalle stesse famiglie malavitose.

Assegnati a Buggiano, Chiesina Uzzanese e Pescia una serie di beni confiscati alla malavita
Cronaca Valdinievole, 08 Novembre 2021 ore 16:51

Questa mattina, si è tenuta in videocollegamento, una conferenza di servizi per l’assegnazione di unità immobiliari  confiscati alla criminalità organizzata alla quale hanno preso parte i rappresentanti dell’Agenzia Nazionale dei Beni  Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata, il Prefetto di Pistoia Gerlando Iorio unitamente ai Sindaci di  Buggiano, Chiesina Uzzanese e Pescia.

L'incontro in Prefettura a Pistoia

Durante l’incontro è stata esaminata la situazione dei beni confiscati in questa provincia dove, grazie all’intenso e  complesso lavoro preparatorio condotto dal Nucleo di supporto della Prefettura, diretto dal Viceprefetto Aggiunto  Eugenio Di Agosta, sono stati individuati complessivamente 22 beni confiscati definitivamente ad organizzazioni malavitose, di cui 6 nel Comune di Pescia, 1 nel Comune di Chiesina Uzzanese e 14 nel Comune di Buggiano,  risultanti peraltro ancora in larga parte occupati dai familiari degli appartenenti alle organizzazioni criminali alle  quali i beni sono stati confiscati.

L’attività di indagine disposta dalla Prefettura nonché quella del Nucleo di supporto ha permesso di risolvere le  criticità che si frapponevano all’utilizzo concreto dei beni, individuando gli immobili ancora occupati; in un contesto,  peraltro, di scarso allarme sociale rispetto alla gravità della prolungata permanenza degli stessi soggetti  condannati e dei loro congiunti presso gli immobili oggetto di confisca dello Stato. Per tale ragione, a stretto giro,  saranno pianificate – anche in sede di Comitato Provinciale Ordine e Sicurezza Pubblica – le attività di sgombero  forzoso, rendendo finalmente fruibili tali beni alla collettività.

Tale importante risultato è stato possibile grazie all’attività di coordinamento e di intelligence territoriale posto in  essere dal Nucleo di supporto prefettizio che ha agito con un triplice obiettivo:

1) garantire il confronto con la rete dell’associazionismo e favorire il dialogo territoriale, affinché potesse essere  sviluppata la conoscenza degli stessi beni presenti sul territorio così da suscitare interesse nella collettività per la loro gestione;
2) sensibilizzare gli Enti locali della provincia in merito alle possibilità progettuali allo scopo di favorire la concreta  attuazione di iniziative;
3) restituire i beni confiscati alla collettività attraverso la realizzazione di progettualità con marcati riflessi sociali,  contribuendo ad affermare il rispetto della legalità sul territorio.

Per il momento sono stati assegnati al Comune di Pescia, beni facenti parte del medesimo complesso immobiliare,  composti da un’abitazione indipendente di 6 vani di 125 mq e 5 terreni limitrofi per una superficie complessiva di  575 mq, presso il quale, l’Amministrazione comunale realizzerà un progetto dedicato a minori non accompagnati.

Al Comune di Chiesina Uzzanese è stato invece assegnato un terreno coltivabile di 30 mq che sarà impiegato in un  progetto di “orto sociale” con finalità educative per le quali saranno coinvolti gli istituti scolastici del territorio. Per gli altri beni non assegnati è stato ipotizzato un loro utilizzo nel breve periodo attraverso diverse e ulteriori forme di  coinvolgimento degli attori istituzionali e del terzo settore, già avviati dalla Prefettura d’intesa con l’Agenzia  Nazionale.

Le modalità operative e di coinvolgimento territoriale dei Comuni, delle Associazioni e delle Organizzazioni sindacali  hanno consentito di avviare nei decorsi mesi un’ulteriore possibilità di rilevanza sociale su un terreno  confiscato alla criminalità, facente parte di un patrimonio aziendale situato nel Comune di Quarrata, grazie ad un  approccio speditivo proposto in via sperimentale dal Prefetto Iorio all’ Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata.