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L'inchiesta

Arrestato in Albania l'ultimo componente ancora libero dell'assalto in villa a Gian Michele Gangale

Svolta clamorosa nelle ricerche del quarto, ed ultimo, componente della banda che nel gennaio 2013 ferì gravemente, in una rapina, a Buriano Gian Michele Gangale: è stato arrestato in Albania.

Arrestato in Albania l'ultimo componente ancora libero dell'assalto in villa a Gian Michele Gangale
Cronaca Piana, 21 Maggio 2021 ore 15:40

Dopo più di otto anni il cerchio si è chiuso: preso in Albania l’ultimo componente della banda di malviventi che, durante una rapina in villa nel 2013 a Buriano di Quarrata, accoltellarono l’allora trentacinquenne Gian Michele Gangale, rimasto paralizzato per i colpi ricevuti.

Preso l'ultimo componente della banda che rapinò la villa dove si trovava Gian Michele Gangale

Nella tarda serata del 19 maggio, a seguito di serrate indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pistoia, in collaborazione con il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza a Tirana - Direzione Centrale della Polizia Criminale - è stato tratto in arresto B. S. albanese di anni 56, colpito da Ordine di Carcerazione dell’Autorità Giudiziaria italiana, poiché condannato con sentenza definitiva del Tribunale di Pistoia a 11 anni e 10 mesi di reclusione, per rapina, lesioni gravi, ricettazione, porto abusivo di armi ed altro.

Si tratta dell’ultimo componente della banda di quattro malviventi che, nelle prime ore del 24/01/2013, fecero irruzione all’interno di una villa sulle colline di Buriano, nel comune di Quarrata (PT). Dopo aver aggredito ed immobilizzato la badante rumena, durante la spasmodica ricerca della cassaforte, furono sorpresi dall’inaspettata presenza di Gian Michele Gangale, figlio del proprietario e, senza che l’allora 35enne avesse il tempo di capire cosa stesse accadendo, lo assalirono sferrandogli una serie di coltellate, ferendolo gravemente alla spalla, al torace e al collo. Quest’ultimo colpo si è, poi, materializzato in una vera e propria condanna per la vittima che, per le patite fratture delle vertebre cervicali, è rimasto paralizzato e costretto su una sedia a rotelle. Dopo l’aggressione, la banda si diede alla fuga a bordo di un veicolo, poi risultato rubato, facendo perdere le proprie tracce.

Le immediate ricerche avviate dai militari della Compagnia di Pistoia consentirono di individuare in tempi brevi il veicolo utilizzato per la fuga, una Mini, che, poche ore dopo la rapina, fu intercettato. I tre occupanti, però, dopo aver forzato un posto di blocco, riuscirono a guadagnarsi la fuga e a raggiungere una zona isolata dove abbandonarono l’auto per proseguire a piedi la fuga nei boschi di Vernio. Qui furono avviate intense ricerche che, nonostante l’impiego di un elicottero e di unità cinofile, ebbero esito negativo.

Il successivo 26 gennaio, tuttavia, dopo una serie di positivi riscontri investigativi emersi dalla visione di alcuni filmati registrati, sia dalle telecamere interne all’abitazione luogo della rapina che sull’area di parcheggio dell’auto rubata e poi utilizzata per la rapina stessa, l’incessante attività di indagine produsse il primo risultato, consentendo di individuare e localizzare uno dei tre malviventi fuggiti a bordo della Mini rubata. Appena due giorni dopo, il 28 gennaio 2013, i militari della Compagnia di Pistoia riuscirono a localizzare e sottoporre a fermo gli altri due soggetti fuggiti a bordo dell’auto rubata. Il quarto componente della banda di rapinatori che, dopo il colpo si era dato alla fuga a piedi, venne identificato, localizzato e sottoposto a fermo in data 28 gennaio 2013. Immediatamente rimesso in libertà, fece perdere le sue tracce.

Mai interrotte, le ricerche svolte dagli uomini del Comando Provinciale Carabinieri di Pistoia, basate sulla minuziosa analisi degli elementi in possesso e, soprattutto, su un vero e proprio screening di alcuni profili social riconducibili al catturando, oltre che sulla stretta collaborazione Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza a Tirana - Direzione Centrale della Polizia Criminale - a Tirana, hanno consentito di localizzarlo pochi giorni fa a Tirana e qui, nella tarda sera del 19 maggio u.s., è stato tratto in arresto dalla Polizia albanese.
Lo stesso si trova attualmente ristretto a Tirana e sono già state avviate le procedure per l’estradizione in Italia dove dovrà scontare la pena per la condanna definitiva.