Cronaca
Agliana

Aria irrespirabile alla Catena, cittadini esasperati

I residenti vorrebbero sapere l’origine dei cattivi odori che, specie in estate, sono insopportabili

Aria irrespirabile alla Catena, cittadini esasperati
Cronaca Piana, 02 Ottobre 2021 ore 11:00

«Nei giorni scorsi ho segnalato la questione sia al sindaco sia ai vigili del fuoco. Alla Catena avvertiamo periodicamente un forte odore di bruciato ormai da anni, senza tuttavia riuscire a risalire alla causa. Sto pensando di avviare una raccolta firme per provare se non altro smuovere le acque. Perché soprattutto in estate, la situazione è difficilmente sostenibile».

Questa la denuncia di una residente, Silvia Saccenti, che contattata dal Giornale di Pistoia e della Valdinievole ha fatto il punto su una tematica particolarmente delicata ad Agliana. In certe zone infatti il problema dei miasmi è più che mai concreto e si è manifestato più volte: basti pensare al Ponte dei Bini e all’area nei pressi del depuratore del Calice, investiti ormai due anni e mezzo fa da fortissime emanazioni odorifere dovute ad un processo di vuotamento delle vasche.

Oppure alle zone artigianali di Spedalino (il Giornale aveva raccolto lo scorso maggio le segnalazioni di un altro cittadino, Domenico Greco) o San Michele: con le indagini di Arpat che portarono in quest’ultimo caso alla diffida per una delle aziende coinvolte in emissioni sopra la norma.

La particolarità del “caso” della Catena? È che diversamente dagli altri casi sopracitati, non è ancora stata individuato l’origine del miasma.

«E l’intervento che sollecitiamo va proprio in questa direzione. Ad oggi non conosciamo la causa: sappiamo solo che da ormai un quinquennio, se non di più, si verifica questo problema – ha continuato Saccenti – che diventa ancor più evidente nei mesi estivi, con le finestre aperte. In certi momenti della giornata fatico addirittura a respirare e non penso che ci sia bisogno di aggiungere altro».

E la famiglia di Silvia non è l’unica ad essersi accorta del disagio.

«Qui nel quartiere ne siamo ormai a conoscenza in tanti, da tempo – ha concluso – solo che agire senza conoscerne le cause è difficile. Ed è proprio questo che ho chiesto al primo cittadino nei giorni scorsi. Siamo disponibili anche a lanciare una petizione eventualmente, per sollecitare un’indagine da parte di Arpat. Sarebbe già un primo passo».

Il Comune ha peraltro disposto nei mesi scorsil’installazione di due nuove centraline a San Michele e al Ponte dei Bini per monitorare la qualità dell’aria nei due tratti specifici. Ma ora che la “questione miasmi” sembra aver preso piede anche alla Catena, chissà se non sia il caso di implementare il raggio dell’intervento. Specie se la situazione dovesse peggiorare.