Arbitro di boxe da trent'anni; nella vita è un insegnante di inglese

Si chiama Luigi Boscarelli.

Arbitro di boxe da trent'anni; nella vita è un insegnante di inglese
Valdinievole, 14 Luglio 2019 ore 17:42

Arbitro di boxe. Da 4 anni e mezzo è uno degli arbitri di boxe ufficialmente iscritto alla WBA, la World Boxing Association: un onore che si aggiunge al suo più grande pregio.Da pochi anni è costantemente nel novero degli arbitri professionistici che l’Italia spedisce in giro per il mondo, sia sul ring che a bordo campo a fare il giudice.

Arbitro di boxe, di professione fa l'insegnante d'inglese

Lui è Luigi Boscarelli, 60 anni, di professione insegnante privato di inglese: il 10 novembre dello scorso anno ha festeggiato i trent’anni di onorata carriera e di professionismo come giudice della noble art.

«In realta la mia è nata come una grandissima passione - ci ha confidato il montecatinese Luigi - sono da sempre un amante di questo sport. E non sono banale se dico che quando ho arbitrato il mio primo match a Sansepolcro nel 1989, non mi sarei aspettato di essere ancora qui a raccontarvi del mio sogno».

Un sogno che si chiama Usa. Come ogni innamorato della boxe, dopo 11 anni da internazionale (e Luigi è riuscito a confermarsi anche dopo la riduzione da 11 a 8 italiani), e aver arbitrato a Tokyo pochi mesi fa, a Manchester, a Parigi, a Londra, a Mosca, in Spagna, in Francia, coltiva la speranza.

Tanti match arbitrati

«Se mi guardo indietro ho arbitrato 47 titoli nazionali e solo nella Wba 34 match in 4 anni, di cui 22 sul ring a dividere i guantoni dei pugili: eppure in una carriera che ancora oggi mi soddisfa, manca la chiamata che tutti in cuor loro vorrebbero. Quella magari a un convegno pugilistico al Ceasar Palace di Las Vegas o al Madison Square Garden di New York. Difficile farcela, in un mondo dominato da arbitri e giudici americani», ha ammesso.

Una vita di sacrifici

Una vita di sacrifici e allenamenti (in cyclette almeno 50 km a settimana), partendo dagli insegnamenti del nonno e da quegli anni dorati che lo hanno stregato, i primi Settanta, con Mohammed Alì e George Foreman, Marvin Hagler e Joe Frazier, che poi si sono tramutati in un hobby che lo ha catapultato in giro in tutto il mondo, tra cinture d’oro, finali e semifinali mondiali .

Anni di gavetta

«In questo sport dobbiamo tutelare la salute dei boxeur e interrompere il match quando qualcuno è in pericolo. Lo spettacolo per me viene in secondo piano». Una lezione imparata in anni di gavetta. «Ma io non dimentico da dove sono partito, dove vivo e dove resterò sempre».

Anche se la carriera di Boscarelli è ancora lunga. E come cantava Dalla, l’America è lontana...ma non troppo.

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