Il problema

L’annuncio del Vescovo Fausto Tardelli: “Via agli spostamenti dalla struttura di Vicofaro”

Per fronteggiare l'emergenza coronavirus anche all'interno della struttura di accoglienza della parrocchia di Vicofaro, a Pistoia, il Vescovo Fausto Tardelli ha annunciato che da lunedì 6 aprile i primi 30 ospiti saranno spostati altrove e ci saranno, poi, ulteriori spostamenti per far diminuire le presenze all'interno.

L’annuncio del Vescovo Fausto Tardelli: “Via agli spostamenti dalla struttura di Vicofaro”
Cronaca Pistoia, 04 Aprile 2020 ore 13:22

Lungo messaggio da parte del Vescovo della Diocesi di Pistoia, Fausto Tardelli, in merito alla situazione del centro di Vicofaro con tutti i rifugiati presenti all’interno: da lunedì 6 aprile le prime 30 persone saranno spostate in altre strutture, poi ne seguiranno altri. “No alle strumentazioni politiche in questo momento” il monito della guida della chiesa pistoiese.

Emergenza Vicofaro, via agli spostamenti in altre strutture

Queste le parole diffuse dal Vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, in merito alla situazione presente nel centro di accoglienza di Vicofaro gestito da don Massimo Biancalani, oramai da anni nell’occhio del ciclone per problemi umanitari, di sicurezza e di scontro politico, tornato d’attualità per la presenza di troppe persone durante l’emergenza coronavirus.

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«Recentemente, in un mio intervento pubblico – tenuto conto della drammatica situazione di emergenza sanitaria venutasi a creare nel nostro paese – ho preannunciato che ci si sarebbe impegnati a diminuire il numero di presenze nel centro di Vicofaro per garantire la salute degli ospiti della struttura e della popolazione vicina. Ad oggi, e tra grandi difficoltà, posso annunciare che sono stati reperiti e approntati primi posti per lo spostamento di un primo gruppo di persone, un trentina circa, che avverrà a partire da lunedì 6 aprile. La Diocesi, allo stesso tempo, continua nella ricerca di altre strutture, volta a rendere il numero di accolti nei locali parrocchiali del tutto sostenibile. Risulta a tutti chiaro – infatti – che la situazione all’interno dei locali della parrocchia e della chiesa stessa è inconciliabile con l’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Covid-19 e neppure con una serena convivenza tra stessi ospiti, i parrocchiani e gli abitanti del quartiere di Vicofaro.

Ricordo a tutti che già nei mesi scorsi, negli incontri del tavolo di lavoro da me promosso, sono emerse proposte concrete volte, soprattutto, a superare lo stato di evidente difficoltà e sovraffollamento in cui si trova il centro ormai da troppo tempo. Una situazione, peraltro, costantemente denunciata dallo stesso don Massimo. L’azione della diocesi va nell’ottica, ovviamente, di garantire – per quanto possibile in questa situazione del tutto straordinaria – agli ospiti di Vicofaro un percorso d’integrazione, sicurezza e decoro, che vada di pari passo con la necessaria convivenza di vicinato. Per questo si è realizzata una rete nella quale collaborano varie associazioni e strutture specializzate nei percorsi di accoglienza e promozione di una integrazione di prim’ordine. L’intento, quindi, è quello di garantire in primo luogo la sicurezza degli ambienti scelti da tutti i punti di vista ma anche di proporre ai migranti un percorso completo d’integrazione.

In conclusione mi preme sottolineare nuovamente un fatto che dovrebbe essere di assoluta ovvietà: è necessario che ogni tipo di strumentalizzazione politica resti fuori da questa vicenda. E’ proprio fuori luogo in questo momento. Questo è l’appello che ho fatto fin da principio e che intendo ripetere, fiducioso, ancora una volta. Gli interventi in programma si rendono necessari, ancor più urgenti, proprio in nome dei fratelli migranti, in questo frangente così pericoloso per tutti e in vista di quell’accoglienza duratura, gioiosa e volta all’integrazione più volte richiamata dal Santo Padre, in un clima di serenità e reciproco arricchimento. A tutti gli attori di questa vicenda è chiesto, quindi, di usare la migliore volontà e capacità di equilibrio, per favorire un rapido ritorno a un contesto di tranquillità e fiducia».

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