CRONACA

«Accusato ingiustamente»: si era preso un Daspo fuori dallo stadio Accolto il ricorso al Tar di un 29enne

Dopo essersi visto comminare una sanzione di tre anni l’uomo, assistito dall’avvocato Sara Battistini, ha vinto la sua battaglia.

«Accusato ingiustamente»: si era preso un Daspo fuori dallo stadio Accolto il ricorso al Tar di un 29enne
Pistoia, 03 Agosto 2020 ore 07:52

Fu una domenica movimentata quella del 3 dicembre scorso: allo stadio “Melani” si doveva disputare la partita Pistoiese-Arezzo, campionato di Serie C, ma l’elettricità nell’aria era elevata tanto che la situazione rischiò di farsi incandescente (fra via Antonelli e via Donatori del Sangue) tanto da dover far intervenire le forze dell’ordine per sedare gli animi e non far venire a contatto le due tifoserie, che comunque rimasero sempre a debita distanza.

La battaglia di un 29enne pistoiese

Risultato finale? Sette Daspo a tifosi che si trovavano fuori dallo stadio, con durata varia. Sei di loro, quasi subito, presentarono ricorso al Prefetto ma gli è stato respinto mentre il settimo, un 29enne pistoiese che si era preso ben tre anni di sanzione, ha intrapreso la strada del ricorso al Tar (sicuramente più lunga ed onerosa, anche economicamente) ed è riuscito a vincerlo ottenendo l’annullamento della misura.
A difenderlo in questo percorso l’avvocato Sara Battistini del Foro di Pistoia che, adesso, ha ritenuto opportuno fare anche un po’ chiarezza intorno all’accaduto.
Il Tar infatti, in un passaggio inequivocabile della sentenza, fa riferimento al video che vedrebbe incriminato il 29enne pistoiese – fra l’altro incensurato – come pronto a rendersi protagonista di atti violenti: «immagini raccolte che ne hanno consentito inequivocabilmente l’individuazione» c’è scritto nel provvedimento di Daspo ma qualcosa non quadra.

Perché nella nota della Questura si comprende che dai video si nota la presenza del 29enne ma non la sua partecipazione specifica ai fatti e perché, nella stessa, si parla di «video non riproducente i comportamenti contestati».

«Il mio assistito – ha detto al “Giornale” l’avvocato Battistini – con l’irrogazione del Daspo è stato ingiustamente accusato di gravi fatti, che solo attraverso il ricorso al Tar è riuscito a confutare: ciò è stato possibile grazie alle dichiarazioni di sette testimoni (del tutto estranei alla vicenda) ed alla analitica contestazione di tutte le motivazioni del provvedimento della Questura. Nelle immagini, come detto, non sono visibili segni di azioni violente tanto che nel documento finale si legge che si tratta “di assoluta genericità e che non consente riscontro probatorio alcuno, come tale insufficiente a fondare processualmente la prova della responsabilità del ricorrente”».

Ma nelle motivazioni rese note dal Tar c’è anche altro.
«Un altro passaggio fondamentale – ha aggiunto l’avvocato – è questo. Il Tar scrive che se ci fosse stata una “identificazione da parte della PG operante sarebbe stata certo prova sufficiente, purché fossero state versate in atti relazioni di servizio in cui il personale di polizia, nominativamente individuato, dichiarasse di aver riconosciuto visivamente il ricorrente”. Di fatto i giudici dicono che, se fossero state prodotte dichiarazioni di poliziotti che avevano visto in prima persona i fatti, queste relazioni sarebbero state considerate delle prove sufficienti e di conseguenza sarebbe stata valutata attendibile la ricostruzione del dirigente».

Una conseguenza certa di tutta questa storia, però, rimane e cioè che il 29enne è rimasto sicuramente scosso ed anche se il Daspo è stato annullato ci penserà su molto a lungo prima di riavvicinarsi ad uno stadio.

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità