La vicenda

“A Vicofaro non possono stare, a Montecatini non ce li vogliono! Che fare?“, le parole del sindacato pensionati CGIL di Pistoia sulla situazione

Non sarebbe male se anche le altre forze politiche, sociali ed economi- che della cittadina termale e non solo, facessero sapere cosa ne pensano

“A Vicofaro non possono stare, a Montecatini non ce li vogliono! Che fare?“, le parole del sindacato pensionati CGIL di Pistoia sulla situazione
Pistoia, 08 Novembre 2020 ore 12:27

Arrivano le parole del sindacato provinciale pensionati CGIL di Pistoia sulla situazione a Vicofaro:

“La maggioranza di destra del comune di Montecatini e esponenti di importanti categorie economiche, fanno a gara a chi è più intollerante, toccando con le loro esternazioni, livelli di inciviltà degni dell’America segregazionista. Non sarebbe male se anche le altre forze politiche, sociali ed economi- che della cittadina termale e non solo, facessero sapere cosa ne pensano per capire se almeno sui temi dei diritti fondamentali di ogni essere umano si può contare su una diversità di vedute e di sensibilità o se, invece, si vuol mescolare il tutto in un unico grande calderone dove ognuno ricerca il proprio consenso parlando alla pancia della gente, invece che al cervello. Noi a queste logiche non ci stiamo e proprio per questo vogliamo capire come pensiamo di riattivare l’accordo di ottobre siglato in Re- gione per una dignitosa collocazione dei migranti di Vicofaro in altre strutture.
A Pistoia, cosa intende fare il Sindaco che da aprile grida all’allarme sanitario a Vicofaro per pura propaganda politica, ma che ora, con la seconda ondata di contagi, per due positivi accertati inizial- mente, non ha saputo (o voluto) fare altro che ordinare un cordone di polizia spropositato e ingiustifi- cato per “spettacolarizzare” un evento oggettivamente contenuto e gestibile?
Lo Spi Cgil provinciale plaude al comportamento di questi ragazzi invisibili e respinti: si sono sotto- posti ai test, si sono trasferiti, sono stati chiusi nelle loro stanze, hanno convissuto con un’ingom- brante presenza militare sull’uscio, sono stati definiti criminali, senza mai una protesta, collaboran- do e sopportando.
Ed ora che nessuno li vuole, molti di loro vorranno o dovranno tornare a Vicofaro, come era prevedi- bile, visto che ad oggi l’unica alternativa è ritornare nella più totale emarginazione con la conseguen- za che gli “ultimi” saranno sempre più ultimi e sempre più esposti alla pericolosa attività della crimi- nalità più o meno organizzata, costantemente alla ricerca di “mano d’opera” disposta a tutto, per so- pravvivere.
Noi chiediamo con forza che venga rispettato l’accordo preso in Regione. Vogliamo sapere quali nodi, relativi alle risorse umane ed economiche, sono ancora da sciogliere; quali i tempi certi di ese- cuzione e di collocazione in altre strutture, con un progetto organico di accoglienza, degli ospiti della parrocchia, anche per evitare che Vicofaro si ripopoli, con tutte le pesanti conseguenze che ne po- trebbero derivare anche a causa della pandemia in corso.
Al Sindaco di Pistoia chiediamo che da subito si attivi con iniziative costruttive, rinunci a mostrare i muscoli facendo smantellare il controllo militare della zona di Vicofaro e, al contrario del poco o nulla fatto fino ad ora (al tavolo regionale è stata solo una presenza dovuta) inizi a collaborare con tutti gli altri soggetti impegnati nella ricerca di una soluzione dignitosa per quelle PERSONE che, seppur in condizioni di grande precarietà, avevano trovato a Vicofaro un luogo di accoglienza. L’uni- co, al di là dei discorsi sentiti e dei fatti fino ad oggi compiuti, in grado, oggettivamente, di dare un’alternativa alla disumana prospettiva di rigettare queste PERSONE sotto un ponte, nella più totale emarginazione sociale.

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