Il problema

A Pescia la “Via della Fiaba” è diventata la strada degli incubi

La denuncia da parte del consigliere comunale di Pescia Giacomo Melosi, e non solo, in questo articolo pubblicato dallo scorso 19 giugno sul GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE.

A Pescia la “Via della Fiaba” è diventata la strada degli incubi
Cronaca Valdinievole, 06 Luglio 2020 ore 18:00

Una delle attrazioni di Pescia e di Collodi come la “Via della Fiaba”, inaugurata nel 1993, sta vivendo una situazione di totale degrado. Abbiamo raccontato questa storia, col parere del mondo politico e non solo, sul numero del GIORNALE DI PISTOIA E DELLA VALDINIEVOLE dello scorso 19 giugno.

“Via della Fiaba”, fra Pescia e Collodi c’è qualcosa che non va

Uno dei percorsi preferiti da camminatori ed escursionisti, Via della Fiaba, parte da Pescia, da via Sismondi, per arrivare a Collodi. Una mulattiera che nel primo tratto, via della Cappella, si presenta con selciato in pietre, per poi diventare un sentiero campestre che collega Monte a Pescia con Collodi Castello: un percorso tra bei panorami e paesaggi incantati, architetture medievali, e Pinocchio. Facile da percorrere, ad anello, che dopo l’inaugurazione ufficiale, il 6 giugno 1993, è entrato a pieno titolo tra i percorsi europei della Fiaba, ed è stato inserito nei principali siti dedicati a questa forma di turismo e di sport. Un sentiero che, però, oggi è praticamente impercorribile.

Il circolo della Valdinievole di Legambiente ha presentato un progetto per la rivalutazione e la tutela del sentiero, che Comune di Pescia e Banca di Pescia e di Cascina hanno inserito fra i progetti che, fino al 31 dicembre, potranno essere votati nell’ambito dell’iniziativa ‘Il nostro territorio ci sta a cuore’, che prevede, per il vincente, un finanziamento di 5mila euro messi a disposizione dall’istituto bancario e altrettanti offerti dall’amministrazione comunale.

«L’incuria regna sovrana- ha commentato amareggiato Giacomo Melosi, consigliere comunale di CasaPound – abbiamo sentieri favolosi, quello, in particolare, è anche il nostro collegamento con Collodi e il mondo di Pinocchio. Quest’anno, oltretutto, il Covid-19 e il lockdown hanno costretto ad annullare gli eventi sportivi che riguardavano la zona, in particolare la Marcia di Pinocchio, organizzata annualmente dal Gruppo Podistico Avis, e la Pinocchio Run; se si fossero tenute, i volontari avrebbero provveduto alla pulizia dei percorsi.
Rimane singolare che per la cura di parti tanto importanti per il nostro territorio, sia in chiave sportiva che turistica, ci si debba appoggiare sulla buona volontà e lo spirito di collaborazione dei cittadini e delle associazioni di volontariato. Ma per quanto riguarda questo aspetto – ha concluso – purtroppo, le nostre amministrazioni storicamente sono sempre state miopi».

Quando la situazione è stata segnalata sulle pagine di Facebook, molte le voci che si sono levate, per protestare ma anche per suggerire soluzioni e modi possibili per riportare via della Fiaba alla normalità. Come Federico Guidi, che propone di far ricorso al baratto amministrativo, lavoro in cambio di buoni pasto, o Michela Rondini.

«È il momento per rilanciare il nostro territorio – ha detto – ci sono tante associazioni o vivaisti per rendere puliti i sentieri, magari Via della Fiaba come la Scala Santa potremmo farli proprio sede di visite guidate, come le nostre chiese. Dobbiamo aiutare il nostro territorio e il nostro poco commercio; non so perché – ha sottolineato – ma a Pescia, a parte Collodi, non c’è nessuno che rappresenti in qualche modo Pinocchio, come una bottega che lavora il legno come Geppetto».

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