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Primo weekend di ricerche (senza esito) per il meteorite nella piana pistoiese: arriverà il metal detector

Il primo weekend di ricerche fra Montemurlo, Agliana e Quarrata non ha dato gli esiti sperati: i volontari, e gli esperti, ci riproveranno nel prossimo andando in caccia della meteorite.

Attualità Pistoia, 11 Ottobre 2021 ore 09:44

Una domenica a passeggio, ma a testa bassa e con gli occhi attenti a individuare qualsiasi oggetto piccolo, smussato e di colore nero che si trovi sul terreno. Così la stanno passando gli oltre 50 volontari che si sono dati appuntamento fra ieri e oggi (domenica 10 ottobre 2021) per partecipare alle ricerche della meteorite caduta la notte del primo di ottobre e avvistata dalle telecamere della rete di sorveglianza Prisma nell'area fra Oste di Montemurlo e Lucciano, nel territorio di Quarrata.

Caccia al meteorite, primo weekend di ricerche vane

Ad accompagnarli, come sempre, il direttore del Museo di Scienze Planetarie Marco Morelli e Giovanni Pratesi, del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, insieme al ricercatore Tiberio Cuppone e a seguirli le telecamere del TG1 con Giulia Serenelli e di SkyTg24 con Chiara Caleo, i cui servizi andranno in onda con tutta probabilità nelle rispettive edizioni di questa sera.

Per ora nessuna traccia dell’inafferrabile meteorite, ma nessuno si perde d’animo. Sabato e domenica prossimi si ricomincia, sempre con l’aiuto dei gruppi astrofili di Montelupo, Prato e San Marcello ed anche con l’apporto prezioso dell’associazione nazionale SOS Metal Detector. Il direttore Luciano Diletti si è offerto stamani di mandare una squadra di volontari della Toscana per cercare di individuare oggetti contenenti metallo.

“Non è detto che la meteorite che cerchiamo sia ferrosa, alcune non contengono affatto metalli – spiegano Morelli e Pratesi – ma come è sempre stato ribadito l’aiuto di tutti è prezioso. I volontari riprenderanno le ricerche battendo palmo a palmo le frazioni La Ferruccia, Sant’Antonio, Vignole, Olmi, Valenzatico, Case Ferretti fino a Lucciano, ma ognuno può controllare intorno casa”.

Intanto al Museo di Scienze Planetarie cominciano ad arrivare segnalazioni e foto di “ritrovamenti”, anche completamente fuori dalla zona di probabile caduta. Qualcuno ha chiamato da Pistoia, qualcuno da Figline di Prato e una telefonata è arrivata addirittura dalla Basilicata.

“Purtroppo nessuno dei campioni è una meteorite – commenta Daniela Faggi, geologa conservatrice del Museo di Scienze Planetarie, che vanta la collezione più importante d’Italia composta da 1.600 pezzi – Per lo più si tratta di frammenti di serpentinite del Monteferrato, una roccia verde molto scuro che può trarre in inganno”.

La meteorite in questione è una roccia di pochi centimetri di diametro che pesa fra i 30 e i 100 grammi di colore nero intenso caduta molto probabilmente nella fascia indicata, di circa 10 chilometri in lunghezza e uno in larghezza.

Chi trovasse o pensasse di averne trovata una, non deve toccarla a mani nude, ma fotografarla e chiamare il Museo di Scienze Planetarie al numero 335 8486580 o inviare una mail a info@museoscienzeplanetarie.eu oppure a prisma_po@inaf.it.