Attualità
L'intervista

Viola Leporatti: "Così ho cucinato i miei sogni"

Dalla crema pasticciera della zia, ai sapori autentici della nonna, poi il problema obesità e il successo su Tik Tok

Viola Leporatti: "Così ho cucinato i miei sogni"
Attualità Pistoia, 07 Ottobre 2022 ore 17:07

di Andrea Spadoni


Prima di scrivere questa intervista mi sono visto (per l’ennesima volta) un suo video su Tik Tok. Il primo a sinistra sulla bacheca, quello che tecnicamente si definisce “fissato”, che resta sempre in alto. È una ricetta sublime di uno spaghetto cacio e pepe con i fichi, la visione di un piatto superclassico della nostra cucina italiana, arricchito con un prodotto di stagione. Perfetto. Lei, la nostra Viola, ce lo racconta in rima, come fosse una poesia, in effetti lo è, per il palato che inizia a bagnarsi del desiderio e per gli occhi che ammirano qualità, tecnica, colori che ti fanno immaginare di essere a tavola in attesa che arrivi il piatto. Invece è notte e stiamo finendo di costruire il giornale, con un caffè sulla scrivania e la luce non troppo accesa. Forse è meglio così, perché prima di godere di questa meraviglia, dobbiamo fare il nostro dovere: raccontare la storia di questa ragazza toscana, fiorentina, ma un po’ anche pistoiese, che è diventata una star di internet.

Viola Leporatti, più famosa come violainthesky, ci piace davvero, ma ci piace anche perché abbiamo scoperto le sue origini pistoiesi, precisamente quarratine. Il babbo, infatti, è originario di Tizzana, piccolo borgo di meno di mille anime nella parte nord est del Montalbano, famoso per la fabbricazione di scope di saggina e fino al 1959 addirittura comune indipendente, prima di diventare una frazione di Quarrata.

«A Tizzana ho passato bei momenti, da bambina e poi anche da adolescente. Ricordo quando andavamo a trovare mia zia, la sorella di babbo e mia nonna. Ricordo anche le passeggiate tra e vigne e la crema pasticcera. Quella l’ho imparata lì, dalla zia. Poi l’amore per la cucina l’ho ereditato dalla nonna materna e dal babbo che ha avuto un agriturismo».

Oggi ti vediamo a tuo agio in cucina, tra padelle, pentole, tutti i tuoi prodottini di stagione. Però esiste anche un vita precedente in cui non c’era tutto questo.
«Sì, è vero. Ho fatto mille altri lavori: la videomaker, la magazziniera, la receptionist in hotel. Avevo uno stipendio abbastanza sicuro, ma quando andavo a letto la sera non ero felice».

Poi c’è stata la svolta. Sai individuare un momento preciso, il tuo sliding door, in cui hai capito che stava cambiando tutto?
«Fino quasi a 30 anni ho vissuto in una condizione di obesità e anche se non sempre lo comunicavo o lo mostravo agli altri, ne soffrivo tanto. Al di là delle questioni di salute che, con il tempo, emergono, il mio problema principale era avere una vita sociale. Non mi piacevo, mi sentivo sempre in imbarazzo davanti agli altri, inadeguata. Tendevo a chiudermi in casa, provavo un fortissimo disagio, avrei voluto esprimermi, sapevo che avevo qualcosa da dire, ma mi vergognavo. Mi sentivo diversa dagli altri. Poi è arrivato un giorno in cui ho deciso di sottopormi a un intervento chirurgico ed è stato come rinascere, da zero».

C’è voluto coraggio e credo anche tanta forza di volontà.
«Parallelamente alla questione fisica, quindi l’intervento e la rialimentazione necessaria per darmi un equilibrio nutrizionale visto che avevo perso tantissimi chili, c’è stato anche un percorso di terapia con uno psicologo, perché forse da sola non ce l’avrei fatta».

Però sei riuscita a portare a compimento un cambiamento radicale.
«Via l’obesità, via i fantasmi del passato, via i lavori che non mi facevano felice e mi ritrovo in cucina, a lavare i piatti. Ho iniziato proprio da zero».

Dicci la verità: al ristorante lavavi i piatti, ma a casa già provavi le prime ricette.
«Provavo le ricette, ma principalmente studiavo. Volevo imparare le caratteristiche dei prodotti, delle materie prime, la stagionalità della frutta e della verdura, i valori nutrizionali. Tutto ciò che serviva per la mia alimentazione quotidiana, ma era anche conoscenza che di volta in volta, mi portava a capire le cose che vedevo anche in cucina al ristorante. Poi, un piatto, due piatti, tre piatti preparati da me e con tanta volontà e umiltà, dalla lavastoviglie sono passata ai fornelli. Sono diventata cuoca, ho lavorato tre anni anche in un ristorante di Pistoia, il Meglio Palaia».

Vinci contro le tue fragilità, fai il lavoro che ti piace, ma senti che manca ancora qualcosa per esprimere la tua completa personalità. Così scopri i social network e cambia tutto un’altra volta.
«Non è andata proprio così. Prima di fare la mia prima ricetta video, ho imparato un nuovo approccio alla cucina, più consapevole, attento, con maggior rispetto per i prodotti. Perché quando non avevo ancora risolto il problema con l’obesità, per me mangiare significava riempirsi fino a quando non ero sazia, senza sapere perché quel prodotto stava bene con un altro prodotto a un certo livello di cottura. Appena mi sono sentita più sicura, ho lanciato il primo video su Tik Tok!».

Ed è stato un successo.
«Ha fatto numeri davvero molto alti, ma non era preventivato. Il video l’avevo girato al volo in cucina e il piatto l’avevo cucinato per mangiarlo. L’avevo caricato su Tik Tok perché mi aveva dato l’idea di un social meno patinato, più reale, più semplice, dove presentarsi anche senza trucco per quelli che siamo. Così è iniziata ancora una nuova storia».

Da Viola Leporatti a Violainthesky.
«È iniziato come un gioco, mi ha portato fortuna. Con mio marito (anche lui, sui social, si chiama “marito in the sky”) ci divertivamo a girare i video dei piatti che preparavo per pranzo o per cena e mi rendevo conto che c’era un bel seguito di persone che apprezzavano le mie ricette e il mio modo di raccontarle. In pochissimo tempo sono cresciuta su Tik Tok e successivamente mi sono dedicata anche a Instagram».

Impronta toscana, sia per le ricette che proponi, sia per il tuo accento che strappa sempre un sorriso…
«Le battute “è mondiale”, “tu prendi, tu fai, tu cuoci…” ormai sono must che ripetono tutti e mi rendo conto che fanno divertire. Per non parlare delle ricette per le quali la Toscana è caput mundi. Io propongo piatti che seguono le linee della stagionalità. Ora ad esempio si fanno ricette a base di cavolo nero, zuppe, primi piatti e magari le personalizzo con qualche ingrediente della cucina asiatica. Va forte, ed è molto richiesta quando organizzo le cene, la pappa al pomodoro che presento in più varianti».

Intorno ai social network, in particolare nell'ambito dei cosiddetti foodblogger, c'è un ampio dibattito che non risparmia critiche anche a chi, come te, realizza ricette su Instagram e Tik Tok. Che ne pensi?
«Che i social network hanno sostituito la televisione. Quello che 20 anni fa vedevi in tv oggi lo trovi, ovviamente in chiave più moderna per i tempi che sono oggi, scrollando la home di un social. Penso anche che noi che proponiamo cucina dobbiamo essere responsabili, perché è vero che facciamo intrattenimento, ma le persone dai nostri video, spesso, impara. Per questo non amo gli eccessi o chi vuole trasmettere solo spettacolo. Io, nel tempo, ho cercato di valorizzare sempre uno stile di cucina anche attento alla sostenibilità e al recupero. Infatti, spesso, propongo le famose ricette svuota frigo con l’obiettivo di insegnare a non sprecare».

Grazie alla tua popolarità, alla crescita esponenziale di follower (ora se ne contano oltre 400 mila), alla tua crescita professionale, hai portato a compimento un altro cambiamento della tua vita: non lavori più al ristorante, ma ti proponi come chef privato per qualsiasi tipo di evento o cena particolare. 
«Sì, sono un personal chef. Così si può definire il mio lavoro. Le persone mi contattano per una cena, insieme facciamo il menù, poi vado a fare la spesa e a casa loro preparo tutto. È un bel lavoro, non meno impegnativo di altri, ma sono molto soddisfatta. Ho imparato, nella vita, che con grande sacrificio e impegnandosi giorno dopo giorno, i risultati arrivano. Basta liberarsi delle nostre insicurezze».

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