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Il commento

Turismo gennaio-agosto: tanti segni “rossi”, ma anche segnali di ripartenza

L'analisi si è avvalsa dei dati ufficiali comunicati dal Comune di Pistoia

Turismo gennaio-agosto: tanti segni “rossi”, ma anche segnali di ripartenza
Attualità Pistoia, 22 Ottobre 2022 ore 10:59

E’ ancora una stagione turistica ampiamente contrassegnata dal segno “rosso” quella del 2022, se confrontata con il 2019 (l’ultimo anno pre-pandemico), anche se qualche segnale positivo è possibile registrarlo: da una permanenza media che torna finalmente a salire, al ritorno della clientela italiana nei mesi estivi, fino all’aumento del prezzo medio delle camere (segno di un recupero della tipologia del turismo “individuale” con una buona capacità di spesa).

E’ quanto emerge da un’analisi del mercato turistico a Montecatini svolta da Federalberghi Apam.

L'analisi si è avvalsa dei dati ufficiali comunicati dal Comune di Pistoia (ente incaricato di occuparsi delle statistiche di settore a livello provinciale) e della collaborazione del sistema H-benchmark, composto da un campione di 1200 posti letto in città (statistiche e previsioni che comunque sono in linea anche a quanto riferito a voce da un ampio panel di singoli operatori associati ad Apam).

Tra gennaio e agosto a Montecatini si sono registrati 277.236 arrivi (124.107 dall’Italia e 153.129 dall’estero) e 800.264 presenze (294.910 dall’Italia e 505.354 dall’estero) che, se confrontati con il 2019, significa oltre 175mila arrivi e oltre 333mila presenze in meno.

O, se si preferisce il dato in percentuale, è andato in fumo il 29 per cento delle presenze, con segni “meno” molto marcati nella prima parte dell’anno (-56% a marzo, -46% ad aprile) e un relativo recupero in estate (-4% in agosto, -12% a luglio).

Ma, come si diceva, non tutto è “rosso”. La permanenza media nelle strutture montecatinesi, per esempio, sale nei primi 8 mesi dell’anno dal 2,34 del 2019 al 2,37 del 2022 per gli italiani e dal 2,57 al 3,3 per gli stranieri.

Nei mesi centrali estivi, poi, si sono riaffacciati in gran numero gli italiani, con arrivi e presenze tutti con segno “più” tra giugno e agosto.

E il prezzo medio delle camere è salito (sempre prendendo a riferimento il 2019 del campione camere H-Benchmark) del 21 per cento, con un ricavo complessivo aumentato di oltre il 4% nonostante la diminuzione delle presenze registrate, chiaro sintomo di un orientamento più marcato verso una clientela individuale a scapito di quella dei gruppi (e di conseguenza, purtroppo, anche a danno di tanti alberghi a una, due e tre stelle, meno strutturati).

«I dati ci dicono che stiamo recuperando terreno – commenta il presidente di Federalberghi Apam Carlo Bartolini - ma ciò non è sufficiente per la sostenibilità delle imprese e per far fronte ai debiti contratti per superare gli ultimi due anni drammatici e il caro-energia. Bene le presenze nei classici periodi di turismo, ma dobbiamo recuperare su eventi e manifestazioni, in grado di alimentare il lavoro nei periodi di bassa stagione e in favore di tutte le strutture ricettive a prescindere dalla categoria».

«Altro fattore positivo – conclude Bartolini - è la crescita dei prezzi delle camere che, ci ha fatto capire che il nostro sistema di accoglienza ha un valore diverso da quanto siamo spesso portati a credere e che quindi possiamo lavorare meglio anche con minori presenze. Resta infine il problema Terme, una potenzialità inespressa che ci potrebbe far fare il vero salto di qualità».

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