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L'intervista

Serena Magnanensi: "La felicità di essere mamma, a 43 anni"

La presentatrice televisiva Pistoiese ha realizzato il suo sogno insieme al compagno Tommaso

Serena Magnanensi: "La felicità di essere mamma, a 43 anni"
Attualità Pistoia, 18 Settembre 2022 ore 05:48

di Andrea Spadoni


Carlotta. Così si chiama il miracolo della vita nella famiglia di Serena e Tommaso. Una bambina di due mesi, bella come un angelo, che ha ribaltato tutto: regole, priorità, sogni. Ora si sogna in funzione dei sogni di questi occhi che ti fissano tutto il giorno, fino a farti stringere il cuore dall’emozione, quando traspaiono un sorriso, una smorfia, un qualsiasi segno di contatto.

Serena Magnanensi, che a Pistoia la conoscono tutti, è una mamma felice. Ha 43 anni ed è consapevole di quanto, insieme al compagno, hanno lottato e superato ostacoli, per trasformare in realtà un sogno che accompagnava il loro amore da subito. Che fossero una bellissima coppia e innamorati lo sapevo. Qualche anno fa - infatti - avevo avuto la fortuna di condividere una giornata insieme a loro nel paradiso delle Terme di Sassetta, vicino a Bolgheri. Un luogo incantato e meraviglioso, dove ci si riconnette con la realtà della vita e della natura, che è di proprietà di Tommaso Mazzanti e della sua famiglia. Una grande famiglia di cui fanno parte anche anche Serena, Raffaella - un grazioso Chihuahua - e da luglio 2022 Carlotta.

Serena, mi fa piacere ritrovarti così felice.
«È vero sono molto felice, anzi io e Tommaso siamo entrambi molto felici. A luglio è entrata nella nostra vita Carlotta e tutto è cambiato. Era il nostro grande sogno e ce l’abbiamo fatta al termine di un percorso non proprio semplicissimo. Ora ci aspetta l’enorme responsabilità di essere genitori, non vedevamo l’ora».

Traspare, in ogni parola, la vostra gioia e non nascondi nemmeno le difficoltà che si possono incontrare quando si decide che è il momento giusto per coronare l’amore di una coppia con un figlio…
«È una questione molto complessa e ampia. Comunque sì, io e Tommaso desideravamo da subito costruire una famiglia e per cinque anni abbiamo provato ad avere un figlio. Ci provi una volta, due, ci provi un anno, due, tre senza risultato e allora inizi a farti delle domande. Io, tra l’altro, iniziavo ad avvicinarmi ai 40 anni e avevo il timore di non riuscire a diventare mamma, mi sarebbe dispiaciuto. In quel caso ti salva la coppia, devi bastarti come coppia ed essere felice lo stesso. Infatti eravamo d’accordo che se non fosse iniziata una gravidanza, se questo per noi avesse riservato il destino, non saremmo ricorsi all’adozione o a metodi alternativi».

Quando crescevi, tipo superati i 30 anni, e non avevi figli, ti sei mai sentita giudicata?
«Le persone, pur non giudicandomi, mi chiedevano sempre: ma non lo fai un figlio? A volte poteva anche essere fastidioso, ma alla mia risposta sempre sicura, in cui mettevo al primo posto della vita solo la carriera televisiva e quindi il mio lavoro, diventava difficile insistere. Ma, per fortuna, è andata bene così, perché se, a chi leggerà questa intervista, posso offrire un piccolo consiglio, è quello di fare figli con la persona che amate e perché lo desiderate. Troppo spesso i figli diventano dei tappabuchi di relazioni stanche, ma è sbagliato perché quando i figli ce l’hai ci vuole alla base una coppia che funziona, in cui si respira amore, altrimenti ti stanchi di più».

Ti va di raccontarmi il tuo percorso?
«E’ stato lungo, ma molto semplice: erano alcuni anni che provavamo ad avere un figlio e io, nonostante nessuno dei due avesse qualche impedimento dovuto alla salute, non rimanevo incinta. Così ci siamo rivolti a un medico specializzato e mi sono sottoposta alle cure ormonali. Lì ho scoperto che non è così facile rimanere incinta come credevo, con me c’erano anche ragazze di 20 anni. Sono bastate quelle cure per far arrivare Carlotta, ma non è stato sempre facile. Mi sono sentita inadeguata, ho sofferto ed è grazie a Tommaso che abbiamo affrontato tutto senza mai soccombere. Pensa che, se Carlotta l’ho voluta con tutta me stessa, prima non avevo mai avuto il desiderio di un figlio. Pensavo solo alla carriera».

Cos’è che ti ha cambiato così radicalmente le priorità della vita?
«Più che “cosa”, direi “chi”. Da quando ho incontrato Tommaso e ci siamo innamorati ho sentito crescere dentro di me il desiderio di costruire una famiglia insieme a lui. Questo mi ha fatto pensare che non c’è un tempo per avere un figlio, ma c’è la persona giusta con cui farlo. Infatti, se mi guardo indietro non rimpiango di avere avuto figli quando ero più giovane, anzi rifarei tutte le stesse cose che ho fatto, anche perché se il percorso mi ha fatto incontrare Tommaso, magari lo incontrerei un’altra volta».

È un dibattito molto attuale quello sulle donne che oggi possono emanciparsi da sole, con un lavoro, una carriera appunto, senza sentirsi in obbligo di diventare mamme…
«Premetto che, per me, ognuno può fare ciò che vuole, però percepisco che esiste un problema nella società moderna. Le donne sono sempre più indipendenti e vogliono indipendenza. Possono lavorare, fare carriera, viaggiare. Però a un certo punto è possibile desiderare di diventare madre o diventarlo veramente. E qui sorgono i problemi. Ad esempio, nei piccoli centri (e l’Italia è perlopiù formata da paesi), non esistono i servizi. Se io sono mamma e devo andare a lavorare, dovrei avere la possibilità di lasciare mia figlia o mio figlio in una struttura sicura, attrezzata e seguita da professionisti. Invece, in molti casi, le donne, quando iniziano una gravidanza, devono mettere in pausa la loro vita. Non è giusto. Avessi fatto un figlio o una figlia, quando facevo l’inviata in Rai, come avrei potuto seguirla? Lavori dodici ore al giorno, sei sempre in viaggio e quando ti fermi, ti riposi».

Ricomincerai a lavorare in tv?
«Sì, appena sarà possibile tornerò in televisione, a 50 Canale. È ovvio che dovrò conciliare i miei impegni con quelli di Carlotta e la priorità sarà sempre la famiglia. Comunque ho voglia di rimettermi in pista e riprendere il lavoro che ho sempre fatto con passione, anche in una dimensione più piccola di una realtà locale».

Da qualche anno non vivi più a Pistoia, ora dove abiti?
«Io e Tommaso viviamo sopra Castagneto Carducci in un bel casolare. È l’ambiente ideale per far crescere Carlotta, siamo a contatto con la natura. Ci piace molto».

Ascoltandoti, mi viene in mente una domanda: se Carlotta, quando sarà grande, ti dirà che vorrà fare il tuo stesso lavoro in televisione, cosa le consiglierai?
«Intanto le direi di valutare anche un’alternativa, perché le luci della televisione, a volte, possono essere ingannevoli. Se dovesse insistere le direi di considerarlo da subito un lavoro come gli altri, dove si studia, ci si sacrifica, si deve essere seri e metodici. E proverei a farle capire che non si deve essere attratti da certi ambienti per diventare famosi, guadagnare i soldi e fare l’influencer. Anche Tommaso, che è cresciuto in una famiglia in cui si lavora per mandare avanti un’attività, la pensa come me».

Dei tuoi amici del mondo della televisione, c’è qualcuno che si è fatto vivo per farti gli auguri, quando ha visto che dei diventata mamma?
«Sì moltissimi. Con gli autori Rai mi ci sento al telefono frequentemente perché all’inizio della stagione di solito mi chiamano per chiedermi la disponibilità per qualche programma. Poi Samanta Togni e Carlo Conti».

Con Carlo c’è una amicizia di vecchia data…
«Sì lui, appena ha visto Carlotta, mi ha detto: presentiamogli Matteo (suo figlio), così si mettono insieme. Non gli ho detto niente, ma ho pensato: Carlo Conti come suocero anche no».

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