CRONACA

Sanità, Cgil all'attacco: "Ancora troppi disagi sulla Montagna"

"Come al solito ci scontriamo con leggi, accordi nazionali che impediscono di fatto la certezza della copertura dei posti lasciati vacanti dai medici di famiglia e dai pediatri, soprattutto se parliamo delle aree interne della nostra provincia".

Sanità, Cgil all'attacco: "Ancora troppi disagi sulla Montagna"
Attualità Montagna, 30 Aprile 2021 ore 10:14

"Non c’è pace per la montagna pistoiese. Ancora una volta gli abitanti della montagna pistoiese verranno penalizzati; parliamo di pediatria, la dottoressa che svolgeva questo importante servizio ha vinto un concorso e si trasferirà a Pistoia e di conseguenza lascerà scoperti due ambulatori su tre (Campotizzoro e Cutigliano saranno chiusi e la presenza sarà garantita, per i prossimi sei mesi, una volta alla settimana a San Marcello dalle ore 15 alle 18,30)". A parlare è Cgil e Spi-Cgil di Pistoia.

La situazione

"I genitori dovranno scegliere un nuovo pediatra ma che non avrà, almeno per ora, ambulatorio sulla montagna pistoiese. Come al solito ci scontriamo con leggi, accordi nazionali che impediscono di fatto la certezza della copertura dei posti lasciati vacanti dai medici di famiglia e dai pediatri, soprattutto se parliamo delle aree interne della nostra provincia.

Questo accade perché sono pochi i pazienti e perché sono troppi i disagi che questi professionisti sono costretti ad affrontare (distanze chilometriche dai vari pazienti, viabilità, lontananza dalla città capoluogo …). Tutto vero, ma a noi sembra opportuno ricordare che sono liberi professionisti pagati dal sistema pubblico e che continuano ad avere la possibilità di rifiutare assegnazioni che ritengono non gradite. Una contraddizione che dovrebbe essere sanata come noi chiediamo da tempo (se ti pago io tu vai dove c’è bisogno...sic...).

Tutto questo è già stato scritto e denunciato. Noi lo diciamo da anni. Dobbiamo cambiare le normative nazionali, dobbiamo far sì che questi professionisti siano definitivamente integrati nel servizio sanitario pubblico.
Insieme alla chiusura dei bancomat, delle poste, al taglio dei trasporti, tutti elementi che stanno penalizzando ormai da troppo tempo chi vive nelle aree disagiate. Dobbiamo constatare che le tante promesse fatte non sono state rispettate. Nel frattempo i cittadini e soprattutto gli anziani, i pensionati ed ora i genitori, ma soprattutto i bambini si devono arrabattare per vedere riconosciuto un diritto: quello alla Salute.
Come si può pensare di valorizzare la montagna quando mancano i servizi indispensabili? Perché devono sempre essere soprattutto i giovani, gli anziani, i non autosufficienti a dover subire queste ingiustizie?"

"La montagna si rilancia non diminuendo i servizi, ma ampliandoli! Se vogliamo che anche i pochi giovani rimasti non decidano di abbandonare le nostre aree interne, le Istituzioni, la politica, le imprese, devono impegnarsi per impedire questo lento declino. Non si può continuare a vivere sempre più abbandonati. Ora è il momento che di passare dalle parole ai fatti", concludono Silvia Biagini, CGIL Pistoia, Laura Puccini, Lega SPI CGIL Montagna e Massimo Ciuti, FP CGIL Pistoia.