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No al Green Pass per le fiere all'aperto. Lomi, Fiva-Confcommercio: "il settore non può permettersi l’annullamento delle manifestazioni da qui a fine anno"

La Federazione che rappresenta gli operatori su aree pubbliche delle province di Pistoia e Prato alza i toni in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass per i partecipanti delle manifestazioni all’aperto.

No al Green Pass per le fiere all'aperto. Lomi, Fiva-Confcommercio: "il settore non può permettersi l’annullamento delle manifestazioni da qui a fine anno"
Attualità Pistoia, 29 Luglio 2021 ore 17:54

“No al Green Pass per gli eventi fieristici all’aperto. A rischio lo svolgimento dei tanti appuntamenti previsti per la stagione estiva con conseguenze drammatiche per gli operatori del settore. Dopo otto mesi di stop alle fiere (seguiti al lockdown del 2020), non possiamo perdere nuove occasioni di lavoro: molti di noi rischiano di non rialzarsi.”

È la voce di Marco Lomi

presidente di FIVA-Confcommercio, la Federazione che rappresenta gli operatori su aree pubbliche delle province di Pistoia e Prato che alza i toni in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo del Green Pass per i partecipanti delle manifestazioni all’aperto.

“In sé la norma non prevede l’annullamento delle fiere ma nella pratica molte Amministrazioni reputano impossibile organizzare le iniziative includendo la verifica del Green Pass. Queste spesso si svolgono in vie o piazze nelle quali è impossibile effettuare controlli ai partecipanti o alle persone di passaggio e non esistono i tempi tecnici per considerare delle location alternative. Il risultato è che molti operatori vedranno sfumarsi davanti agli occhi occasioni di lavoro preziose, nella stagione di massimo potenziale per la loro attività.

È inconcepibile essere trattati ancora come l’ultima ruota del carro, continuamente soggetti a chiusure, limitazioni e disposizioni a cui è impossibile attenersi in tempi brevi.
Il nostro comparto non può permettersi di fare a meno degli eventi fieristici da ora a fine anno.

Chiediamo quindi al Governo e alle Amministrazioni di rivedere le disposizioni contenute nell’ultimo decreto, e di farlo in fretta, per consentire lo svolgimento delle nostre attività.
Fermarci adesso per molti di noi significa farlo definitivamente”.