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la protesta

Multiutility, associazioni di nuovo sul piede di guerra per le mancate risposte da parte della politica

Associazioni ancora in prima linea per richiedere consigli comunali aperti sul tema della Multiutility: fino ad oggi, in provincia, è stato concesso solamente ad Agliana lo scorso venerdì.

Multiutility, associazioni di nuovo sul piede di guerra per le mancate risposte da parte della politica
Attualità Pistoia, 12 Ottobre 2022 ore 14:39

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso dalle associazioni e partiti che si riconoscono nel risultato del referendum sull'acqua pubblica del 2011 sull'argomento molto delicato della nascita della Multiutility che riguarda anche la nostra provincia.

Multiutility, associazioni e partiti contrari tornano a farsi sentire

Lunedì 10 ottobre si è tenuta al comune di Pistoia una audizione indetta dalla I e dalla VI Commissione Consiliare alla quale siamo stati invitati. All’ordine del giorno la Multiutility. Eravamo presenti e formavamo un nutrito gruppo di rappresentanti di  comitati e associazioni sul territorio (Onda etica, Obiettivo Periferia, Acqua Bene Pistoia) nonchè forze politiche (Ancora italia- Italia sovrana e popolare, Carc, Potere al Popolo ). Abbiamo rotto il ghiaccio e preso subito la parola, ribadendo l’esigenza di un  consiglio comunale aperto alla cittadinanza, anche in virtù del fatto che né nel programma di maggioranza delle passate elezioni  amministrative né tanto meno in quello delle recentissime elezioni politiche vi è stato il benchè minimo accenno alla realtà della Multiutility. Ad oggi il consiglio comunale aperto non è stato concesso, nonostante le innumerevoli richieste inviate  tempestivamente fin dal mese di giugno.

Alcuni comuni della nostra provincia hanno indetto consigli comunali aperti, proprio per fare chiarezza e avvalersi dell’opinione  di coloro che rappresentano, prima di prendere qualsiasi decisione. Ad esempio durante il consiglio comunale aperto di Agliana, il presidente di Alia Nicola Ciolini (azienda che incorporerà tutti gli altri servizi) non ha fornito dati certi, ma solo promesse, peraltro già disattese dalla stessa azienda: tariffe più basse e servizi migliori. Non c’è chiarezza e soprattutto non c’è tempo: hanno  tenuto tutti all’oscuro dell’operazione, cittadini e consiglieri, per poi richiedere velocemente un voto fideistico, basato sul  credo e la speranza piuttosto che su dati e piani finanziari convincenti. Ci preme sottolineare che a Pistoia i consiglieri comunali  stessi ammettono di non aver avuto il tempo necessario per studiare la lunga documentazione in oggetto e alcuni confessano di  non possedere nemmeno le competenze per poter comprendere la portata di ciò che vi è scritto.

Eppure, in modo del tutto irragionevole, sono orientati a votare a favore dell’ingresso di Pistoia nella multiutility. Si tratta di una  decisione che avrà ricadute importanti e quotidiane sulla vita dei pistoiesi, i quali sono ancor meno informati dei loro consiglieri  comunali. Continua il gioco delle tre carte di una manovra dai troppi lati oscuri: da una parte Alia promette tariffe vantaggiose e servizi migliorati una volta creata la multiutility, dall’altra il comune di Pistoia dice che solo votando “Sì” all’adesione possiamo  avere voce in capitolo e conservare la nostra autonomia per il bene dei cittadini pistoiesi. Ricordiamo che il Sindaco (durante una  trasmissione di confronto politico tenutasi su RAI3 lo scorso 8 Giugno) dichiarava di avere le spalle al muro sull’adesione al  progetto.

Di chi sarà la responsabilità quando le tariffe aumenteranno? cosa diranno i nostri amministratori quando saranno i cittadini a  pagare i buchi della holding? Diranno che non avevano scelta, dando ragione ai consiglieri comunali che chiamano Pistoia “la  periferia dell’impero fiorentino” fautore del progetto a firma renziana? Nonostante le rassicurazioni dell’Assessore Margherita  Semplici durante la riunione, siamo perfettamente consapevoli che questa manovra porterà un peggioramento della qualità del  servizio ed un aumento dei prezzi: ne abbiamo la certezza perché ci basiamo sui numeri e l’esperienza.

Del nostro stesso parere sono il sindaco di Agliana che, durante il consiglio comunale aperto, ha espresso forti criticità, così come  il sindaco di Vaglia che ricorda (in un articolo sul tema apparso sul Giornale di Pistoia a firma Stefano Tamburini) come il buco di  Alia del 2021 di 51 milioni abbia portato per essere sanato un aumento dei costi del servizio ai cittadini. Anche i sindaci di  Arezzo e quello di Siena, gli assessori competenti del comune di Grosseto, Lucca e Massa durante una recente riunione hanno  espresso una posizione univoca contro questa operazione: la multiutility infatti allontanerà il servizio dai cittadini e toglierà  potere alle amministrazioni, ricordando che il gigantismo ha già dimostrato di non funzionare.

Abbiamo già esempi attivi di multiutility in Italia come Hera, i cui aumentati costi di gestione peseranno due volte sui cittadini  bolognesi, non solo per i rincari della materia prima, ma anche per la cospicua quota di partecipazione pubblica. In Emilia  Romagna Hera ha cominciato a distaccare interi condomini morosi dalla rete del teleriscaldamento, dopo aver triplicato i costi in  1 anno e nonostante il fatto che si avvalgono di fonti geotermiche e della termovalorizzazione dei rifiuti (raccolta che è andata  anch’essa a triplicare nei costi, inspiegabilmente visto che i rifiuti vengono bruciati per produrre energia).

Qui in Toscana paghiamo le bollette dell’acqua più care di Italia e Publiacqua è stata processata (ed ha perso) per aver fatto  pagare la depurazione in bolletta anche dove non c’era (risarcendo però solo i cittadini che ne facevano richiesta). Avrebbe dovuto  invece intervenire sulle reti idriche che sono un colabrodo, con perdite di oltre il 40%: in bolletta quindi il cittadino paga  quel 40% d’acqua che viene persa per strada. Intanto la Tari aumenta anno dopo anno, per non parlare di gas e luce dove i  mercati hanno dato il meglio di loro stessi, speculando il più possibile. Per tutti questi motivi abbiamo chiesto al comune di  Pistoia in modo congiunto una sospensione della decisione per consentire a cittadini e consiglieri di analizzare meglio la proposta  di adesione e per vagliare alternative che di sicuro non mancano: in Italia esistono consorzi pubblici per la gestione dell’acqua ad  esempio. L’alternativa c’è, è possibile, basta lavorarci o meglio, averne la volontà. Tapparsi le orecchie come Ulisse al canto  persuasivo delle sirene quotate in borse sarebbe già un inizio.

Ass. Acqua Bene Comune Pistoia e Valdinievole
Obiettivo Periferia
Onda Etica
Ancora Italia- Italia Sovrana e Popolare
Potere al Popolo
Ass Alleanza Beni comuni
Partito CARC

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