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Mo.C.A. di Montecatini: Maraini tra vocazione architettonica e tradizione rinascimentale

Il disegno rientra nell’ambito di una nutrita serie di acquisizioni mirate ad incrementare il prestigio culturale e artistico dello spazio espositivo che già vanta nomi di ambito accademico.

Mo.C.A. di Montecatini: Maraini tra vocazione architettonica e tradizione rinascimentale
Attualità Valdinievole, 01 Agosto 2022 ore 12:48

La collezione della Galleria Civica Mo.C.A. Montecatini Contemporary Art, in continua espansione, si arricchisce di un’opera di alto pregio a firma del Maestro Maraini, dal titolo Figura femminile. Il disegno rientra nell’ambito di una nutrita serie di acquisizioni mirate ad incrementare il prestigio culturale e artistico dello spazio espositivo che già vanta nomi di ambito accademico. La Galleria, dunque, già concettualmente contestualizzata nella realtà artistica contemporanea, continua ad arricchirsi di opere che ne fanno un punto di riferimento culturale per la città, e non solo.

Nuove opere

Spinto dalla passione per la statuaria il giovane Maraini realizza la sua prima opera nel 1910: si tratta di un Perseo in bronzo che viene esposto alla X Biennale di Venezia dove il Maestro torna nel 1924 con una sala personale. Da quel momento, la carriera artistica è un crescendo a livello nazionale. Tra le sue opere più famose si ricorda il portale della Cassa delle Assicurazioni Sociali di Milano (1930); i fregi bronzei della scala a doppia elica dell'atrio dei Musei Vaticani; il bassorilievo de La Giustizia cui si sottomette la Colpa (Milano anni Trenta…) del palazzo di Giustizia di Milano.

Il Maestro si dedica alla ritrattistica e alla scultura che reinterpreta in chiave del tutto personale. Nelle sue opere riesce infatti a mixare la tradizione rinascimentale con linearismo déco; da questo connubio prendono forma “unici” in cui spicca quell’elegante sensibilità architettonica che contraddistingue il suo stile. I suoi bronzi sono permeati di tradizione ottocentesca ed influenza prerafaellita; il Maestro libera, dunque, la linea scultorea dal bozzettismo impressionista, ne recupera solidità e concretezza formale. Il suo linguaggio scultoreo si evolve dalla tradizione classica nel sentito sforzo di sublimare la lezione del passato con le stringenti esigenze di sintesi decorativa tipiche della temperie artistica del momento.

In foto: Profilo femminile (1939). Matita, carboncino e pastello su carta mm 405x300.

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