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L'uso dei caminetti in tutta la Valdinievole fa scoppiare la polemica politica

In vista del 1° novembre quando entrerà in vigore il divieto di utilizzo di generatori di calore a biomasse, cioè i caminetti, monta la polemica politica in Valdinievole.

L'uso dei caminetti in tutta la Valdinievole fa scoppiare la polemica politica
Attualità Valdinievole, 21 Ottobre 2022 ore 16:59

Dopo l'uscita, nella giornata di giovedì 20 ottobre, delle proposte e delle idee di Fratelli d'Italia sull'argomento, coi consiglieri regionali Capecchi e Fantozzi, ecco che arrivano le repliche di Marco Niccolai (Pd) e soprattutto del sindaco di Pescia, Oreste Giurlani.

I caminetti pomo della discordia, cosa dice Marco Niccolai (PD)

“Attivarsi nei confronti del Governo affinché, mediante il necessario coinvolgimento delle istituzioni comunitarie, possa essere determinata una sospensione temporanea, almeno per il prossimo inverno, degli effetti della sentenza della Corte di Giustizia Europea a carico dell'Italia che comporta divieto di accensione dei generatori di calore a biomasse (camini) sotto i 200m, nei 14 comuni della piana tra Lucca e Pistoia interessati dalla sentenza della Corte di Giustizia europea, tenuto conto dell’attuale fase di crisi energetica e di aumento vertiginoso delle bollette che interessa le famiglie”.

E’ questo l’impegno da affidare alla giunta regionale tramite una mozione che sarà presentata da Marco Niccolai, consigliere regionale Pd e presidente della commissione Aree interne. I Comuni interessati sono: Altopascio, Capannori, Lucca, Porcari, Buggiano, Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Montecatini Terme, Monsummano Terme, Montecarlo, Pescia, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese e Uzzano.

«Il prossimo 1 novembre – ricorda Niccolai - scatterà nuovamente il divieto di utilizzo dei generatori di calore a biomasse, vale a dire i caminetti, con classe di prestazione emissiva inferiore alle 3 stelle e in presenza di sistemi alternativi di riscaldamento, nei 14 comuni della piana tra Lucca e Pistoia coinvolti dalla sentenza europea per il superamento dei livelli di inquinamento da PM10 nella parte di territorio sotto i 200m s.l.m. . Come è noto, la Corte di Giustizia europea ha condannato l’Italia dichiarando che è venuta meno agli obblighi comunitari relativi alla qualità dell’aria ambiente, avendo superato, in determinate zone, in maniera sistematica e continuata, dal 2008 al 2017, i valori limite, giornaliero e annuale, applicabili alle concentrazioni di PM10. Nel prendere atto di questa sentenza – prosegue Niccolai – la Regione, dal canto suo, ha attivato una serie di misure urgenti volte a limitare le emissioni per i territori interessati dalla procedura di infrazione e messo in campo misure di incentivazione per la sostituzione degli impianti di riscaldamento civile a biomassa con impianti alternativi a basse emissioni, oltre a contributi da erogare ai comuni interessati. E’ del tutto evidente che, in questo quadro, il sopraggiungere della crisi energetica, dovuta anche alle conseguenze del conflitto in Ucraina, ha determinato un rilevante impattato sui consumi e su tutto il settore produttivo nazionale che sta mettendo in grande difficoltà imprese, enti locali e famiglie.

Non ci sfugge – continua Niccolai – che dai territori interessati emerge la richiesta di poter utilizzare anche i caminetti nelle abitazioni che ne sono provviste almeno per il prossimo inverno, data l’eccezionalità del periodo di crisi energetica, al fine di garantire alle famiglie che ne hanno la disponibilità un’alternativa più economica al consumo di energia fossile per il riscaldamento domestico. Come pure appare evidente che né la Regione né i Comuni possono disattendere i divieti derivanti dalla sentenza europea: solo il Governo nazionale ha potestà in materia. E, del resto, la questione è prettamente nazionale, anche perché diverse sono le Regioni condannate oltre alla Toscana: Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Campania, Puglia, Lazio e Sicilia.

Per tutti questi motivi – conclude il consigliere regionale – l’unica strada percorribile è quella di una pressante richiesta al Governo nazionale di attivarsi affinché possa essere decisa una sospensione temporanea, almeno per il prossimo inverno, degli effetti della sentenza che hanno portato al divieto di accensione dei camini nei 14 comuni della piana tra Lucca e Pistoia ed è questo l’obiettivo della mozione che sto presentando assieme ad altri colleghi».

Divieti per i caminetti, la posizione del sindaco di Pescia Oreste Giurlani

“Leggiamo dalla stampa che la Regione ha confermato il divieto dell'utilizzo dei generatori di calore a biomasse, i caminetti in primis, dal prossimo 1 novembre nei comuni della piana valdinievolina-lucchese, a seguito do condanna europea per inquinamento da PM10.

Siamo consapevoli che ciò rappresenti una misura di tutela della salute, causa l'impatto che questi impianti hanno in termini di produzione di polveri sottili e certi non si vuole ne' sottovalutare ne' disattendere gli effetti di una condanna europea. Tuttavia, non possiamo non ricordare la contraddizione evidente con le azioni fatte in questi anni per favorire l'uso di energia alternativa come appunto le biomasse, e oggi piu' di prima sappiamo quanto l'uso di energia alternativa sia diventato una priorità.

Certo, è importante sapere che c'è un finanziamento ministeriale di 15 milioni di euro finalizzato ad azioni sul fronte dell'efficientamento energetico e dei camini e della loro sostituzione con impianti fotovoltaici abbinati a pompe di calore ma i cui effetti sono lontani nel tempo. Inoltre, vogliamo sottolineare la specificità e di conseguenza la penalizzazione di un comune come Pescia parzialmente montano che si trova inserito in un ambito, 14 comuni, sostanzialmente di pianura caratterizzato sia da una forte presenza di attivita' produttive sia fortemente antropizzato, un ambito dunque che controllato con le medie realizzate dalle centraline situate nel comune di Capannori non puo' essere in linea con la situazione di un territorio come il nostro situato per oltre il 50% in alta collina e pedemontano.

Questa situazione mette in grandi difficolta' decine di famiglie, situate sotto i 200 metri previsti dalla norma, che da sempre uso questo tipo di riscaldamento e sono penalizzate da una collocazione di Pescia in un Ambito con caratteristiche del tutto diverse rispetto al nostro territorio. Abbiamo sollevato diverse volte la questione, ultima delle quali nel dicembre 2020, con una interrogazione di Pescia Cambia e una richiesta del sottoscritto e dell’assessore all’ambiente Fabio Bellandi alla regione Toscana. Per questi motivi abbiamo piu' volte richiesto all'assessore regionale Monni, che ci aveva assicurato il suo interessamento, di valutare l'uscita di Pescia dal suddetto ambito. Nei prossimi giorni riporro' di nuovo formalmente questa nostra richiesta all'assessore regionale”

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