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La storia del liutaio Bruno Bacci di Uzzano: "Ecco come costruisco le mie chitarre"

Ha 46 anni e numerose vite alle spalle: da un brutto incidente alla grande passione per la musica e la chitarra baritona: è di Porcari ma vive a Uzzano

La storia del liutaio Bruno Bacci di Uzzano: "Ecco come costruisco le mie chitarre"
Attualità Valdinievole, 22 Novembre 2021 ore 11:50

Bruno Bacci oggi è un liutaio, un fabbricatore di strumenti musicali di successo: porcarese di origine, vive ormai stabilmente a Uzzano in un luogo incantato. Ma questo lo vedremo più avanti. Ha 46 anni e almeno quattro-cinque diverse vite alle spalle. Quella che l’ha portata fin qui è iniziata in gioventù. «La mia più grande passione è sempre stata quella di suonare: a 15-16 anni mi divertivo a strimpellare la chitarra in un gruppo e lavoravo come fabbro in un’officina meccanica». Fino al dramma. Un incidente sul lavoro, a soli 19 anni: la perdita di parte della prima falange dell’anulare della mano sinistra.

Dal dramma alla rinascita

«Ho capito subito che non avrei più potuto suonare la mia amata chitarra: piansi cinque giorni, lasciai il gruppo, gli amici e mi rinchiusi un po’ in me stesso».
Serviva una vita da ricostruire a quel punto, dopo lo choc: e così Bruno ha iniziato a lavorare nel settore del marketing, come grafico creativo per molte aziende. Fino alla notte che lo ha cambiato, forse per sempre. «Mi svegliai di soprassalto: dopo non aver più toccato una chitarra per 20 anni...mi arrivo’ l'ispirazione di costruirne una. Dissi alla mia ex che il giorno dopo c’avrei provato...». E la sua vita è cambiata.

Oggi Bruno è diventato uno dei più ricercati costruttori di chitarre, anzi di uno speciale tipo: la baritona, acustica con stile. «Ho provato subito a fabbricare una Fender Telecaster, era il 2010: ho ordinato la legna su internet, la vernice in quel mondo della carrozzeria dove mi è sempre piaciuto armeggiare, e poi ho dovuto iniziare a conoscere meglio il legno e il suono che ne deriva. Sono stato dai maestri liutai a Cremona, come Marco Caroti. E’ bello partire da un ciocco di legno proprio come Geppetto. Il primo passo è stato il contatto con Riccardo Onori, chitarrista di Jovanotti, poi con la Bandabardò e il suo leader Erriquez fino al viaggio a Minneapolis con il musicista Dan Mudd, di cui sono manager, che mi ha spalancato le porte degli Usa, nel 2018».

Forse l’anno della svolta per Bruno. Aveva già venduto diverse chitarre importanti, diciamo così, ma il passo forte è stato il viaggio negli Usa. Dove ha «agganciato» prima Cory Wong, poi Mark Lettieri, versatile musicista, compositore, membro di lunga data degli Snarky Puppy, e Michael League. Chitarre baritone e anche bassi di pregevole fattura che sono arrivate nelle mani di artiti di valore assoluto.

La mattina Bruno Bacci lavora per mantenere quel sogno che è diventato a sua volta una professione riconosciuta. E che si concretizza il pomeriggio in un laboratorio dall’atmosfera incredibile. «L’obiettivo è arrivare anche a conoscere sempre meglio quei legni che sono fondamentali per la mia baritona: ovvero l’ontano rosso americano, l’acero dei balcani, l’ebano. Poi c’è l’accostamento con le corde.... Alla fine io che amo la cucina mi sono accorto che gli strumenti sono un po’ come una ricetta: tutto sta nel come assembli i vari ingredienti...».

Per il decimo anniversario dalla costruzione della prima Felder, nel 2020, ha fabbricato anche la chitarra Puccini, in onore del maestro che per certi versi è anche il suo padrone di casa. Da poco tempo infatti vive in una casa davvero speciale. E’ la dependance della Villa del Castellaccio e Uzzano. «E’ cioè la villa dove Puccini si racconta abbia scritto il secondo e terzo atto della Boheme. Appena sono entrato ho sentito la vibrazione giusta: questo è il posto per chi ama la musica e le note». Prodotte da una chitarra baritona, ovvio.