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L'incontro

La critica dei 3V

Le idee del nuovo movimento

La critica dei 3V
Attualità Pistoia, 06 Giugno 2022 ore 08:00

Il sette Giugno saremo ospiti come 3V alla capannina del Bottegone per l’incontro fra candidati a sindaco organizzato da Coldiretti.

I nomi che abbiamo letto sulla lettera di invito hanno evocato alla nostra memoria l’esperienza della Centrale Repower

Ne vogliamo ricordare la vicenda perché riteniamo sia molto utile per capire meglio il nostro presente e mettere così le basi per un benessere futuro.

Nel 2009, a due chilometri di distanza dalla Capannina, venne brutalmente chiusa la filiale della Radici, un importante gruppo bergamasco, specializzato nella produzione di fibre sintetiche. 137 operai persero il lavoro. Ironia della sorte, era il 1 Maggio. Si pose il problema di cosa farsene di quella mastodontica scatola di cemento, facilmente riconoscibile da chi viaggiava in autostrada.

Erano i tempi dello spread e del governo di Mario Monti, il premier tecnico amante delle privatizzazione e della spending review.

Intanto che Mario dava la caccia agli evasori fiscali, il tempo passava e la fabbrica rimaneva in uno stato di pietoso abbandono…successe poi che nel 2011 fece cucu’ una multinazionale svizzera, la Repower. Avevano 80 milioni di euro da spendere ed un grandioso progetto: una centrale elettrica a gas metano da 135 MWT. Avrebbe rifornito di energia tutta la Toscana e riscaldato perfino il nuovo ospedale di Pistoia! Davvero una cornucopia piena di ricchi doni per tutti: per i bambini un parco verde a duecento metri dall’autostrada, all’ombra di due torri alte 40 metri. Per gli amanti dei lepidotteri, una casa per le farfalle, progettata dall’archistar di turno. E per i grandi? Una dozzina di posti di lavoro! Un vero affarone ed infatti molti plaudirono. Tra i favorevoli c’era Oriana, il presidente degli industriali pistoiesi e Federica Fratoni, allora presidente di provincia ed oggi ecologicamente riciclata come punta del centro sinistra per la corsa a Sindaco. Tra gli entusiasti anche l'assessore allo sviluppo della Provincia di Pistoia Paolo Magnanensi, oggi canuto consigliere al comune di Marliana. A completamento della Santa Alleanza vi era la CNA , Confcommercio, Confesercenti, Unione Provinciale Agricoltori, Legacoop, Confcooperative, i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL. Il tutto con la benedizione solenne della Regione Toscana che firmò poi il protocollo di intesa nell’estate del 2010.

Sembrava un destino già scritto, tanto che dopo pochi mesi la giunta regionale dichiarava di voler stringere i tempi per la procedura di impatto ambientale.

Ma come i romani non potevano sapere che in Britannia abitavano gli irriducibili Asterix ed Obelix, allo stesso modo gli svizzeri non avevano fatto i conti col bellicoso comitato di Badia Bottegone ed Agliana. Un gruppo di cittadini fieri, dove militavano persone di grande cultura come la professoressa Luciana Giovannetti ed il Professor Paolo Paolieri, e che nel tempo aveva respinto al mittente una serie di progetti indegni, sempre in quest’area a sud di Pistoia eletta dalla politica come sede permanente dei progetti inquinanti. Il comitato organizzo’ una serie assemblee, una ingente raccolta firme ed, in ultimo, un ricorso al TAR.

La stessa Coldiretti si schierò, definendo la centrale inutile e dannosa, ed elencando ben nove ragioni per dire NO al progetto.

La mobilitazione popolare culminò nell’assemblea alla Casa del Popolo di Bottegone del 19 Febbraio 2013. I rappresentanti politici, dall’assessore regionale al sindaco, compresi gli esponenti dei sindacati, furono seppelliti da una selva di fischi di seicento cittadini inferociti. Da quel giorno cambiò il vento e dopo non molto la politica annunciò di voler desistere da quel progetto.

 

Dal 2013 ad oggi, l’elettricità nelle case dei toscani non è mai mancata. La vecchia fabbrica è stata rasa al suolo ed adesso è presente un moderno impianto per la produzione di succhi di frutta, la Ori Ora, oltre a uno stabilimento di Per Dormire e di Maxi Italia Service.

 

Ecco, fermiamoci un attimo a pensare cosa ce ne saremmo fatti, adesso di una centrale a metano, con i costi attuali del gas, e che tipo di impatto avrebbe avuto sulla nostra salute e sull’immagine della città, con ricadute negative anche sull’export delle piante.

 

A distanza di 11 anni nulla è cambiato, semmai è peggiorato, e la politica torna a riempire le pagine dei giornali con proposte che non hanno niente a che fare con la realtà locale e con la possibilità di creare lavoro qualificato. Sembra che la ricchezza non possa più essere creata dai territori e che debba essere un qualcosa che viene paracadutata dall’alto. Ma siamo sicuri di vivere nel migliore dei mondi possibili?

Nelle proposte, tutte ugualmente orrende, si ritrova la solita miseria ideologica e spirituale .

I parassiti politici che avevano tessuto le file del progetto Repower, sono sempre lì, nei posti di comando della politica locale, e come zombie redivivi tornano in azione non appena si presenta una nuova occasione di speculazione.

Le logiche speculative che volevano trasformare la Radicifil in una centrale a gas sono le solite che adesso spingono per trasformare il Dano in un centro di riciclo per la carta oppure che spingono per il rinvio della chiusura dell’inceneritore di Montale.

I paralleli si potrebbero spingere oltre, ed includere altri esempi che sembrano più lontani, come le vaccinazioni eseguite negli spazi espositivi detti la cattedrale di Pistoia, nei teatri, nei circoli ricreativi: sono tutti esempi di un potere finanziario e politico che si muove senza rispetto per le esigenze del territorio e delle persone, come uno stampo di acciaio che schiaccia tutto quello che trova incurante del come e del dove.

Coldiretti allora si schierò, assieme al comitato ed a Legambiente, contro i progetto del mostro a gas e riuscì ad ottenere, dopo una lunga e dura battaglia, la revoca del progetto.

Il capolista di 3V alle amministrative per Pistoia 2022, Tommaso Agostini, era presente tra le fila del comitato di Badia a Pacciana, ed è stato testimone di questa bellissima pagina di passione civile e tutela del territorio. Il nostro sogno politico è quello di riattizzare quelle fiamme di passione civile per realizzare una nuova stagione di cambiamenti. C’è urgente bisogno di un’inversione di rotta.

A distanza di tutti questi anni, la situazione sociale ed economica appare più grave: c’è maggiore stanchezza e rassegnazione tra la popolazione, così come gli attori della vita economica sembrano tutti essersi arresi al pensiero unico neoliberista e predatorio.

Come 3V non siamo a favore di un ritorno ad un’arcadia immaginaria, non siamo dei sognatori, vogliamo fortemente un rilancio dell’economia, ma siamo assolutamente convinti che bisogna scendere adesso, subito, senza ulteriori indugi, dalla folle corsa di un modo di fare economia sempre più astratto e lontano dai valori del territorio.

Ripartiamo dalle nostre unicità, facciamo ogni sforzo per rompere gli schemi del pensiero unico speculativo, non rassegniamoci ad una imprenditoria vessata da tasse e burocrazia.

I PNNR ed i fondi europei distribuiti a pioggia non sono la soluzione, dobbiamo liberare la nostra giugulare dai vampiri della finanza e della burocrazia europea, dobbiamo ritornare al territorio, all’esaltazione delle differenze, se non vogliamo che si completi la trasformazione del vivaismo in un’industria. Il vivaismo inteso come industria sarà reso oggetto e cadrà preda dei meccanismi strangolatori dei burocrati di Bruxelles. Il potere economico dei vivaisti, che hanno già visto dimezzati i loro fatturati, verrà neanche tanto lentamente eroso dalle bollette energetiche, dall’inflazione, dai vincoli all’export.

I popoli devono tornare ad essere padroni del loro destino, le associazioni come Coldiretti sono chiamate ad assumersi la loro quota di responsabilità e schierarsi senza mezze misure dalla parte del territorio.

3V, piccolo ma coraggioso partito ed in crescita su tutto il territorio nazionale, si propone come uno strumento di benessere economico per i cittadini e le imprese.

Realizziamo insieme questa rinascita economica, svincoliamoci dalla vecchia politica e dalla morsa dei nuovi falchi in doppio petto. Insieme tutto è possibile, come i seicento “piantaioli” che con voce unanime hanno fermato il progetto repower, allo stesso modo la voce unanime di imprenditori e cittadini puo’ avviare un nuovo corso economico aprendo una nuova prospettiva di benessere. Dobbiamo solo tornare a credere che i valori di una volta possano e debbano trovare posto nel futuro che sogniamo per i nostri nipoti.

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