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Inquinamento delle acque a Veneri, Niccolai e Mercanti (Pd) portano il caso in Regione

Interrogazione in Regione da parte dei consiglieri Marco Niccolai e Valentina Mercanti (PD) sulla situazione che si sta verificando a Veneri alle prese con problematiche di inquinamento.

Inquinamento delle acque a Veneri, Niccolai e Mercanti (Pd) portano il caso in Regione
Attualità Valdinievole, 14 Marzo 2022 ore 17:01

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diffuso unitariamente dai consiglieri regionali del Partito Democratico Marco Niccolai e Valentina Mercanti in merito alla situazione di criticità che si sta verificando a Veneri, nel territorio pesciatino, ma che riguarda anche la piana della Lucchesia.

Inquinamento Veneri, la posizione di Niccolai e Mercanti (Pd)

La vicenda dell’inquinamento delle acque reflue provenienti dal depuratore di Veneri approda all’attenzione della Regione.

I consiglieri regionali del Pd Valentina Mercanti e Marco Niccolai hanno presentato un’interrogazione per chiedere alla giunta toscana “se sia a conoscenza dei fatti che riguardano il riutilizzo delle acque reflue provenienti dal depuratore di Veneri per l’irrigazione dei campi ad uso agricolo e floricolo mediante azione di pompaggio e di reimmissione nel torrente Pescia e se, da altri accertamenti ispettivi, siano risultate non conformità rispetto alla normativa ambientale vigente.

Niccolai e Mercanti, inoltre, chiedono alla giunta regionale “se non ritenga opportuno, nel rispetto della propria competenza, monitorare il percorso e gli sviluppi di tale situazione, alla luce della rilevanza dell’impianto ed anche del possibile impatto che tale vicenda potrebbe avere avuto in termini ambientali”.

Nel ripercorrere la vicenda, nel testo dell’interrogazione, i due consiglieri regionali ricordano “l’ordinanza del sindaco di Pescia che autorizzava, fino all’autunno del 2017, il riutilizzo delle acque reflue provenienti dal depuratore di Veneri per l’irrigazione dei campi ad uso agricolo e floricolo mediante il pompaggio e la reimmissione nel torrente Pescia”. E “che a seguito di analisi successive condotte da parte di ARPAT tali acque sarebbero risultate inquinate da parte di sostanze quali cromo, rame e idrocarburi, come anche emerso dalle indagini condotte dai Carabinieri forestali e che, da quanto si evince dalle cronache di stampa, hanno dato seguito ad un procedimento penale in cui viene contestata la violazione della normativa di tutela ambientale”.

«Si tratta di fatti molto gravi – dichiarano Mercanti e Niccolai – anche alla luce della volontà dei Comuni di Pescia e Villa Basilica di alienare ai privati l’impianto di Veneri. La vicenda di oggi dimostra quanto sia necessario semmai un più forte controllo pubblico, anziché la dismissione della proprietà di un impianto nato e pensato come pubblico e che adesso si vorrebbe alienare, una decisione su cui i Comuni stessi dovrebbero a questo punto riconsiderare»

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