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Tanti oggetti rari

Gino Lavorini e una collezione da record!

La storia di un uomo e della sua grandissima passione

Gino Lavorini e una collezione da record!
Attualità Valdinievole, 16 Maggio 2022 ore 08:00

Non solo a Traversagna dove risiede (storia pubblicata sul Giornale di pistoia il 6/11/2020), ma in gran parte della Valdinievole, Gino Lavorini, tecnico elettricista e caldaista raffinato in pensione, è un volto assai conosciuto.

La notorietà di Gino si deve anche alla sua vasta collezione di radio d'epoca, di cui è un grande esperto, e alla sua passione di ripararli.

Lavorini, come e quando è nata questa sua passione di collezionare e di riparare radio d'epoca?

«Ho iniziato a coltivare ufficialmente questa passione nel 1994, anno in cui sono andato in pensione. Ma devo essere sincero, era già nata quando avevo quindici anni. Infatti, frequentai per corrispondenza la Scuola Radio Elettra di Torino e in cinquantadue lezioni imparai a montare interamente una radio. Oggi, questa passione si è trasformata in un hobby quasi a tempo pieno, perché queste radio le riparo proprio per hobby. La passione si riaccese in me quando in un angolo della mia soffitta rinvenni una vecchia radio Magnadine a valvole termoioniche dei primi anni '50».

Quanti esemplari conta la sua collezione?

«Sono circa duecento radio funzionanti, altre da riparare e diverse radio transistor».

Quanti e quali sono gli apparecchi radio più rari presenti nella sua collezione?

«L'apparecchio più raro che possiedo nella mia collezione risale al 1928 e si tratta di una radio Rca americana. A questa seguono una ventina circa di radio piuttosto rare, tra le quali: il Piccolo Amico della Safar (1933/34), il Coribante (1931/33) e lo Scrigno (1933/34) della Marelli, il Porta Pane (1941/42) della Ducati, il Formaggino (1932/33) della Philips, un Alcor Lusso (1937/38), che sul frontale dell'altoparlante riporta una M, ma non sappiamo se si tratta di Marelli o Mussolini; e ancora due apparecchi popolari (Philips e Unda) risalenti al ventennio fascista, utilizzati nelle scuole per la propaganda e il per proselitismo al regime, tre apparecchi popolari tedeschi dell'epoca nazista, un Imcaradio (1937/38) un Telefunken (1937/38) con il giradischi incastonato a 78 giri con puntine a spillo.

Sono tutti apparecchi funzionanti con valvole termoioniche autentiche e riparati con materiale originale».

Possiede anche delle galene? E di quale epoca?

«Possiedo delle galene della fine degli anni '40 del secolo scorso».

Da quali elementi è composto l'impianto di una radio d'epoca?

«Dalla metà degli anni '20 in poi l'impianto di una radio era composto da valvole termoioniche con circuiti di supereterodina e da condensatori, resistenze, altoparlante e cavo. Prima, invece, era composta sempre a valvole termoioniche con circuiti a reazione reflex e da condensatori, resistenze, altoparlante esterno, ma una buona parte funzionava a batteria».

Quali sono i materiali impiegati per la struttura portante di una radio?

«Venivano impiegati legni di vario tipo. La struttura portante della radio Porta Pane della Ducati, che ho ricordato, è di legno di pero sardo. Per altre radio, invece, è stata utilizzata la bachelite».

Qual è il miglior sistema per conservare la funzionalità di una radio d'epoca?

«Una volta riparata una radio d'epoca occorre accenderla e farla funzionare almeno una volta per settimana, come si deve fare per tutti gli apparecchi radio. Inoltre, occorre controllarla e cambiare i condensatori elettrolitici».

È ancora possibile la riparazione di certe radio d'epoca?

«Certo. Il materiale è ben reperibile. Si trovano valvole termoioniche autentiche e ricambi originali».

Dove è possibile reperire il materiale?

«Sono presenti nei mercatini dell'antiquariato, ma sopratutto nei mercatini dell'elettronica. Un mercatino dell'elettronica molto importante e dove si trova qualsiasi cosa è quello di Marzaglia in provincia di Modena. Si tiene soltanto due volte l'anno: il secondo sabato di maggio e il secondo sabato di settembre».

Attualmente queste radio quali programmi trasmettono?

«Le radio che sono nate prima del 1954 trasmettono su onde medie, corte e lunghe. Sulle onde medie vi possiamo ascoltare soltanto il programma della RAI 1. Sulle radio che trasmettono su onde corte e lunghe, soprattutto dalle ore 21, quando si registra molta propagazione, è possibile ascoltare anche molti programmi esteri. Ci sono degli apparecchi, come per esempio il Piccolo Amico e Corribante, che trasmettono soltanto su onde medie. Dopo il 1953 circa, quando è giunta la modulazione di frequenza, possiamo ascoltare tutti i canali presenti come oggi».

In base a quali requisiti viene valutato il costo di una radio d'epoca?

«Prima di tutto viene valutato l'anno di realizzazione e la casa produttrice. Per esempio, la radio Piccolo Amico, prodotta dalla Safar, è molto considerata sul mercato. Il suo valore è dato dalla chiusura della Safar stessa, nell'immediato dopo guerra. La maggior parte delle case produttrici di radio in Italia si sono quasi tutte estinte. L'avvento delle radio transistor, in definitiva, ha “sconfitto” le radio a valvole».

Sono numerosi i collezionisti di radio d'epoca come lei?

«Siamo tantissimi in Italia a collezionare radio d'epoca. Alcuni dei quali, come me, sono iscritti all'Aire (Associazione Italiana Radio d’Epoca) che ha sedi soprattutto nel centro-nord Italia. Ogni anno, a maggio, ci ritroviamo presso Villa Grifoni, a Pontecchio Marconi (Bologna) per un convegno».

A quale apparecchio è più affezionato?

«Sono affezionato quasi a tutti, ma in particolar modo ad un apparecchio chiamato Piccolo Amico. È una radio del 1932 e a quei tempi costava ben 1060 lire».

Gino Lavorini ha una collezione di oltre duecento radio nelle foto solo un piccolo assaggio della sua grande varietà di modelli di epoche diverse. L’apparecchio più raro di tutta la raccolta è una Rca americana del 1928 ma ce ne sono almeno un’altra ventina piuttosto difficili da trovare sul mercato tra cui un “Piccolo Amico” della Safar.

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