Attualità
La bella storia

Fugge da ragazzo dall'Etiopia e si stabilisce a Montale: è diventato un bravo artista

Il racconto di un viaggio fatto dall'Africa fino a Montale che, adesso, è diventato anche un evento culturale. L'articolo pubblicato dal Giornale di Pistoia e della Valdinievole

Fugge da ragazzo dall'Etiopia e si stabilisce a Montale: è diventato un bravo artista
Attualità Piana, 24 Luglio 2022 ore 12:12

di Giovanni Fiorentino

L'articolo pubblicato dallo scorso 15 luglio sul Giornale di Pistoia e della Valdinievole

La storia dall'Etiopia a Montale

«Il titolo della mostra nasce da una mia convinzione: viviamo tutti sullo stesso piano, attraverso molteplici sfaccettature, “livelli” e punti di vista».

È il commento di Elio Tewade Bonnano sull’esposizione “Dal piano di sopra”, curata da Ilaria Magni, che rientra nell’ambito dell’iniziativa “No wall”. Due opere dell’artista italo-etiope sono esposte nella cripta del “Monastero della Regina” dell’Abbazia di San Salvatore in Agna e lo saranno sino al prossimo 30 luglio (visitabili liberamente ogni sabato e domenica dalle 17 alle 19 e il resto della settimana su appuntamento).

Disegni a matita, sintetizzati da una ricerca intimistica mirando all’essenza delle cose con un forte senso di terrena spiritualità, tra luci ed ombre, pieni e vuoti. Un po’ come il suo autore, capace di alternare dissertazioni artistiche e filosofiche a battute di spirito. Del resto, Elio ha una storia tutta da raccontare: è nato in Etiopia, dove il padre Corrado si trasferì dalla natìa Sicilia negli Anni ‘30 dopo la conquista del Paese da parte dell’Italia fascista. In Africa si fece una famiglia, ma ne aveva già un’altra in Italia e per le leggi dell’epoca (il divorzio venne del resto legalizzato solo nel 1970, ndr) lui e i quattro fratelli erano di fatto “figli di nessuno”, sul piano giuridico. Ad Addis Abeba frequentò da bambino un college americano, ma a seguito del colpo di Stato che avvenne negli Anni ‘70 fu costretto a scappare (non ancora maggiorenne) e a rifugiarsi a Roma, dove viveva la sorella Iole.

Nella capitale ebbe modo di appassionarsi ulteriormente all’arte, pur trovandosi in un ambiente ancora non preparato ad accogliere chi veniva da fuori (a dispetto delle sue radici italiane). E fu così che diventò per lui anche un veicolo di riscatto: qualche anno dopo arrivò a Firenze, dove frequentando l’Accademia di Belle Arti conobbe la futura moglie Monica. Da allora vivono a Tobbiana e dalla loro unione sono nati i figli Oscar, Martino e Miriam. L’arte come passione di una vita, dicevamo: Elio l’ha coltivata persino nelle pause del lavoro da collaboratore scolastico che ha svolto per decenni in scuole in provincia di Prato. E con la pensione, è giunto finalmente il momento di dedicarvisi al 100%.

«Ho sempre avuto questa passione. Disegnare è un modo per esprimere la mia visione e le mie sensazioni: dietro ogni disegno c’è un pensiero costruito – ha chiosato – in passato ho avuto la possibilità di poter esporre i miei disegni anche in Francia e in Belgio. E non mi spiacerebbe ripetere l’esperienza, in futuro».

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