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l'importante atto

Dopo oltre 20 anni Pescia ha il nuovo piano operativo: lo hanno svelato Giurlani e Morelli, ecco i dettagli

Oreste Giurlani e Aldo Morelli in Comune a Pescia per presentare, dopo 20 anni dall'ultima approvazione, il nuovo Piano Operativo comunale con una serie di importanti novità.

Dopo oltre 20 anni Pescia ha il nuovo piano operativo: lo hanno svelato Giurlani e Morelli, ecco i dettagli
Attualità Valdinievole, 21 Luglio 2022 ore 16:12
La notizia più importante per i cittadini e gli imprenditori di Pescia è che, dopo oltre 20 anni, è stato finalmente approvato definitivamente e quindi diventa immediatamente utilizzabile il nuovo strumento urbanistico, in linea con le recenti evoluzioni della società e i bisogni a esse collegate.

Cosa c'è da sapere sul piano operativo di Pescia

Uno strumento urbanistico, il Piano Operativo, perfettamente aderente a una concezione che vuole evitare il consumo del territorio, che intende recuperare il massimo possibile dell’esistente e che prevede forme di intervento che non siano slegate fra loro ma sempre funzionali a un progetto complessivo a vantaggio della comunità.
Concetti forti, sviluppati nel corso del lungo iter, che ha registrato solamente 200 osservazioni nella fase conclusiva, a dimostrazione che il lavoro preparatorio e di coinvolgimento dei cittadini e degli esponenti del sistema economico e sociale  di Pescia è stato penetrante e condiviso.
Il nuovo Piano Operativo è stato redatto ai sensi della ultima legge regionale, la 65/2014, che pone come obbiettivi prioritari il recupero del patrimonio edilizio e la riqualificazione urbana degli insediamenti esistenti evitando nuovo consumo di suolo agricolo al di fuori dal territorio urbano.
Tutti temi, appunto, ampiamente condivisi dalla parte politica che guida il comune di Pescia, che si è confrontata con molti soggetti ed ha elaborato, attraverso la parte tecnica, l’applicazione di quanto indicato nel piano strutturale, nel documento di avvio del Piano Operativo e nella serie importante di normative in materia. Sostanzialmente il Piano Operativo , che contiene moltissimi dettagli non riportabili in una sintesi di questo tipo, prevede una differenziazione fra territorio rurale e quello urbano.
Nel territorio rurale lo ha fatto con la normativa di piano, sono stati regolamentati tutti gli interventi legati alle attività agricole ,da fare con e senza piano aziendale, e quelle agricole a carattere familiare , gli annessi ,le  addizioni funzionali alle abitazioni esistenti non agricole, ha fornito indirizzi e obbiettivi di tutela paesaggistica. Nel territorio urbano  ha dato regole per il centro storico di Pescia e di Collodi  e per tutti i centri storici  della Svizzera Pesciatina, oltre a regolamentare gli interventi  sul patrimonio edilizio  di valore storico architettonico tipologico presenti nel territorio rurale e nel territorio urbano, con una attenzione particolare  alla tutela attiva dello stesso cercando di  conciliare il  recupero con il riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, introducendo anche deroghe ai parametri edilizi di carattere igienico-sanitario  per facilitare il riuso dei manufatti.
Una particolare attenzione è stata dedicata a una nuova esigenza, emersa dal periodo pandemico, ovvero la creazione di una serie di servizi adeguati per utilizzare spazi esistenti o nuovi per lo smartworking, vocazione naturale della Montagna Pesciatina, incentivando l’uso e il recupero anche dell’esistente anche in questa direzione, permettendo anche trasformazioni in deroga.
Uno dei punti qualificanti del nuovo Piano Operativo è quello di creare un territorio urbano omogeneo. Per fare questo, specialmente per Alberghi, Veneri e Ponte all’Abate, è pianificata la rigenerazione urbanistica di parti semi abbandonate ex agricole, ma in ogni caso il lavoro di riqualificazione e ricucitura del territorio riguarda indistintamente ogni zona, con l’obiettivo appunto di creare la maggiore omogeneità possibile fra le varie parti del territorio che oggi presentano diversi livelli di servizi e condizione edilizia e urbanistica. Gli interventi verranno attuati in buona parte con il criterio della compensazione e della perequazione urbanistica attraverso convenzioni e accordi fra il pubblico e il privato, essendo questo oggi  l'unico modo per fare pianificazione urbanistica nel segno della riqualificazione urbana.
Una caratteristica importante presente nel nuovo strumento urbanistico pesciatino è il contenimento della possibilità di intervento diretto, delegando appunto a una concertazione e una pianificazione d’area l’esecuzione dei vari interventi previsti. In questo contesto una situazione non definita è la nuova viabilità di Collodi, per la quale si attende ancora lo studio di fattibilità degli enti preposti e quindi la discussione su un concreto progetto di intervento da inserire poi nello stesso strumento urbanistico. Contrariamente a quanto qualcuno ha tentato di dire, il nuovo Piano Operativo è giustamente orientato al contenimento del consumo del territorio. Delle iniziali previsioni di nuove costruzioni ipotizzate nel Piano Strutturale, ovvero 60mila mq, ne verranno realizzati, nel corso della durata di vigenza di questo strumento, solamente 20mila mq, operando una drastica riduzione, pari a 2\3, di quanto previsto in precedenza. Un dato invece molto rilevante sono i 31mila mq di recupero edilizio, in grado di cambiare volto alla città in maniera moderna e definitiva, anche per quanto riguarda gli aspetti produttivi, commerciali e di tutti i servizi di cui  la società moderna necessita.
“Arriviamo a centrare un altro importante punto programmatico del nostro mandato – sottolineano il sindaco di Pescia Oreste Giurlani e il vicesindaco con delega all’urbanistica Aldo Morelli - grazie al grande lavoro dei tecnici incaricati e del consiglio comunale, anche nell’ambito delle commissioni. Chi in passato ha cercato facili critiche lo ha fatto semplicemente non conoscendo i risvolti tecnici del  Piano Operativo e l’impegno nostro per realizzare uno strumento certamente moderno e flessibile, che punta al recupero del patrimonio edilizio dismesso, che riduce drasticamente la possibilità di nuove costruzioni e che asseconderà un nuovo rilancio del territorio rispetto alle sempre più intense esigenze che la nostra realtà richiede di soddisfare”.
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