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Dal 1 al 4 luglio sulla Montagna Pistoiese torna il Popiglio Django Festival. Artisti italiani e internazionali, jazz e musiche tradizionali per un'unica protagonista: la chitarra

Giovedì saliranno sul palco Peppe Voltarelli e il trio del francese Antoine Boyer. Venerdì toccherà al duo Stazioni Sonore e al Modern Manouche Project di Dario Napoli. Sabato sarà la volta di Balia e Frongia e di Um Brasil Diferente con Mirabassi e Taufic. La domenica, infine, gli stagisti che avranno preso parte ai seminari si esibiranno a San Marcello Pistoiese

Dal 1 al 4 luglio sulla Montagna Pistoiese torna il Popiglio Django Festival. Artisti italiani e internazionali, jazz e musiche tradizionali per un'unica protagonista: la chitarra
Attualità Montagna, 17 Giugno 2021 ore 17:08

Il conto alla rovescia verso la nuova edizione del Popiglio Django Festival è cominciato. La rassegna musicale internazionale nata nel 2017 da un'idea del musicista Maurizio Geri, realizzata con la collaborazione del Comune di San Marcello Piteglio e il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Pistoia, si svolgerà da giovedì 1 a domenica 4 luglio.

I concerti si terranno al teatro Mascagni di Popiglio nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, mentre la domenica pomeriggio, dalle 16 alle 19, gli stagisti che avranno preso parte alle attività didattiche si esibiranno in piazza Matteotti a San Marcello Pistoiese.

I concerti

Il programma di questa edizione spazia fra proposte italiane e internazionali. Lo strumento protagonista resta la chitarra, intorno alla quale ruotano e si articolano suggestioni e linguaggi diversi. Musiche tradizionali strizzano l'occhio al jazz e il jazz fa tesoro degli stilemi popolari, per un'altalena musicale che trova il suo fulcro nella qualità delle proposte, un intrattenimento "serio" che diventa motivo di complicità e fascinazione per il pubblico.

 

GIOVEDÌ 1 LUGLIO

Sarà il calabrese Peppe Voltarelli, alle 21.15, ad aprire la manifestazione: l'artista presenterà in anteprima Planetario, il suo spettacolo di teatro-canzone che, attraverso una selezione di cantautori da tutto il mondo tradotti in italiano, dà forma a una personale e ironica teoria della canzone densa di aneddoti e riferimenti storici.

Cantante, autore, scrittore e attore, Voltarelli è attivo dal 1994 come fondatore e leader de Il parto delle nuvole pesanti, band di culto del new folk italiano. Da solista ha pubblicato cinque album in studio, nove live e quattro colonne sonore. Si è aggiudicato due volte la Targa Tengo: nel 2010 con Ultima notte a Mala Strana come miglior album in dialetto e nel 2016 con Voltarelli canta Profazio come miglior album da interprete. Vanta collaborazioni con Claudio Lolli, Teresa De Sio, Sergio Cammariere, Bandabardò e Amy Denio. I suoi dischi sono pubblicati in Europa, Canada, Argentina e Stati Uniti.

Alle 22.15 toccherà al giovanissimo chitarrista parigino Antoine Boyer, affiancato da Tolga During alla chitarra e Pippi Dimonte al contrabbasso.

Discepolo di maestri come Mandino Reinhardt e Francis-Alfred Moerman, con cui ha registrato il suo primo album nel 2009, Boyer si ispira alle fonti più autentiche del gypsy jazz.
Dopo l'uscita del suo terzo disco, Sita, che ha ottenuto il premio Revelation dalla rivista Jazzman, Antoine Boyer è stato scelto come Revelation 2012 dalla rivista Guitarist Acoustic. È il primo chitarrista gypsy jazz a ricevere questo riconoscimento.

VENERDÌ 2 LUGLIO

Alle 21.15 sarà la volta del duo Stazioni Sonore, composto da Claudia Tellini (voce) e Nicola Vernuccio (contrabbasso), in un repertorio trasversale che va dal blues alla canzone d’autore.

Tellini e Vernuccio collaborano stabilmente da circa sette anni. Il sodalizio è nato nel 2002 col primo disco del Claudia Tellini Quintet, Valzer in bianco e nero.

Voce dalle ricche sfumature soul e blues, già solista nell’ensemble Jubilee Shouters con il quale ha partecipato al Festival di Sanremo e inciso il disco Black and Blue, Claudia Tellini ha dato voce a Bess nella suite tratta dal Porgy & Bess di Gershwin per opera di Mauro Grossi. Ha collaborato con Maurizio Geri all'album Ancora un ballo (2006). Si è esibita con: Sunrise Jazz Orchestra, Duke Of Abruzzi Orchestra, John Betsch, Rasul Siddik, Philippe Catherine, Mattihas Schubert, André Minvielle.

Attivissimo contrabbassista jazz e insegnante da oltre 30 anni, Nicola Vernuccio ha uno spirito avanguardistico che spinge la sua carriera in molte direzioni: dal balletto alla musica classica, dal teatro alla musica contemporanea, improvvisata, etnica e popolare. Negli anni '70 e '80 ha suonato in moltissimi gruppi d'avanguardia e di rottura oltre che con l'orchestra del C.A.M. diretta da Bruno Tommaso, con gruppi di musica popolare, classica e kletzmer. Ha accompagnato musicisti fra i più grandi nomi del jazz americano ed europeo.

 

Seguirà, alle 22.15, il trio di Dario Napoli, Modern Manouche Project, in un repertorio a metà fra standard jazz manouche e composizioni originali. Con il chitarrista Napoli si esibiranno Tommaso Papini alla chitarra e Tonino De Sensi al contrabbasso.

Anche se Django Reinhardt è l'ispirazione principale dietro il trio, nel suo Modern Manouche Project Napoli intende includere le influenze più contemporanee nella sua versione di swing zingaro, introducendo elementi di stili musicali più moderni come bebop, funk e jazz moderno. Il risultato è un suono imprevedibile ed esuberante, che carpisce da varie epoche musicali e che conduce l’ascoltatore attraverso una ricca e vibrante esperienza sonora, senza mai abbandonare del tutto l'impronta manouche di Django.

 

SABATO 3 LUGLIO

 

Alle 21.15 salirà sul palco il duo Balia e Frongia. Molto legato alla propria terra d'origine, accompagnerà il pubblico fra i ritmi e le melodie ancestrali del sud della Sardegna in un viaggio fra ricerca e composizione.

Impegnati da anni nella rivalutazione della musica sarda con l’obiettivo di comprenderne ed ampliarne le potenzialità espressive e strutturali, Alberto Balia ed Enrico Frongia sono legati da una complicità più che trentennale, sperimentata nei palcoscenici di tutta Europa e di mezzo mondo.

Balia è chitarrista e compositore. Vanta collaborazioni con Lester Bowie e Don Cherry e partecipazioni a vari tour mondiali. Dal 2016 è docente di chitarra popolare e chitarra sarda presso la Scuola civica di musica Don Tore Armeni di S. Antioco (SU).

Frongia è vocalista, chitarrista e suonatore di piccole percussioni. Dotato di grande forza espressiva, il sodalizio con Balia lo ha portato a collaborare con Caterina Bueno, Ritmia, Sonos. Ha preso parte a produzioni discografiche, festival e rassegne internazionali in Italia, Europa, Australia e America.

Alle 22.15 sarà la volta di Um Brasil Diferente, che condurrà i presenti in un paese geograficamente lontano ma culturalmente vicino, il Brasile, celebrando la magia e il rigore del choro - la struttura portante della musica strumentale tradizionale brasiliana - con la serietà e la libertà dell'improvvisazione.

Due viaggi in direzione opposta, un’andata e un ritorno che si incrociano a mezza strada: così si potrebbe definire l'incontro tra Mirabassi e Taufic.

Il primo scopre il Brasile una decina di anni fa e da allora lo frequenta con tanta assiduità da farlo diventare un punto di riferimento della sua esperienza umana e musicale. Il secondo è partito da Natal, nel nordest del Brasile, alla volta dell'Italia, dove in qualche modo ha compiuto il percorso inverso, lasciando che l'atteggiamento europeo nei confronti del jazz fecondasse la sua atavica lingua musicale.

Da qui nasce Um Brasil diferente: la rilettura di un repertorio di canzoni e pezzi strumentali di varie epoche che hanno in comune l'aver rappresentato il suono di generazioni intere di brasiliani, alle quali si aggiungono composizioni originali legate a doppio filo all'idea dello sguardo da lontano. Un Brasile profondo, identitario, oggetto di rispetto e affetto, visto da un’ angolazione peculiare, che i due protagonisti hanno scoperto di avere in comune nel preciso punto di incontro dell'andata dell'uno e del ritorno dell'altro.

Il clarinettista Mirabassi si muove con uguale disinvoltura sia nella musica classica che nel jazz. Negli ultimi anni ha svolto una ricerca approfondita sulla musica strumentale popolare brasiliana e sudamericana in genere. Collabora con artisti di ambiti eterogenei, partecipando a progetti di teatro, danza, canzone d’autore…

Nato in Honduras da genitori di origine palestinese, Taufic si trasferisce con la famiglia in Brasile all’età di cinque anni e a dieci anni inizia i suoi studi musicali. A 19 anni registra il primo disco di canzoni proprie con il gruppo Cantocalismo e suona all’apertura dei concerti di Geraldo Azevedo, Boca Livre, Joyce e Luiz Melodia. Nello stesso periodo fa tournée con artisti di fama nel suo Stato come Dulce Quental e Wilson Simonal, e partecipa a Rio de Janeiro al Projeto Pixinguinha con Diana Pequeno. Nel 1990 approda in Italia e per quattro anni risiede a Roma dove approfondisce i suoi studi musicali e collabora con diversi artisti.

IL PROGETTO

 

Il festival, dedicato alla figura del musicista zingaro francese Django Reinhardt, tra i più grandi chitarristi di tutti i tempi, vuole essere sinonimo di qualità, comunione fra culture diverse, sublimazione artistica, coinvolgimento emotivo e compartecipazione.

Ad animarne i contenuti e le proposte è il rapporto dialettico fra ricerca e sperimentazione.

La prima scava necessariamente nel passato e nelle tradizioni, punti di partenza indispensabili ed elementi di studio e riflessione. Tradizioni, tuttavia, non confinate nel loro ambito geografico e storico, ma frastagliate e variegate, che hanno come comune denominatore uno strumento così presente nella mitologia popolare e nell'immaginario classico come la chitarra.

La seconda, invece, parte dalla conoscenza delle proprie origini, in quel processo identitario con cui ogni artista deve necessariamente confrontarsi per avere un rapporto chiaro prima con se stesso e quindi con il pubblico.

I biglietti dei concerti - il costo è di 10 euro a serata - possono essere prenotati rivolgendosi alla biblioteca comunale Bellucci al numero 0573 621289 o all'indirizzo email cultura@comunesanmarcellopiteglio.it.

Giovedì saliranno sul palco Peppe Voltarelli e il trio del francese Antoine Boyer. Venerdì toccherà al duo Stazioni Sonore e al Modern Manouche Project di Dario Napoli. Sabato sarà la volta di Balia e Frongia e di Um Brasil Diferente con Mirabassi e Taufic. La domenica, infine, gli stagisti che avranno preso parte ai seminari si esibiranno a San Marcello Pistoiese