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Il caso

Rifondazione: "Con Multiutility vogliono mettere in mano alla finanza acqua, gas e rifiuti"

"C'è il rischio di esplosione delle bollette con i Comuni che non conteranno più nulla"

Rifondazione: "Con Multiutility vogliono mettere in mano alla finanza acqua, gas e rifiuti"
Attualità Pistoia, 13 Ottobre 2022 ore 15:03

Il progetto Multiutility Toscana continua a far discutere. Riceviamo proprio oggi una nota del partito della Rifondazione Comunista, firmato dalle sezioni Toscana, Firenze, Prato, Pistoia, Empolese Valdelsa.

"In ossequio al mondo della finanza vogliono mettere in mano a quest’ultima tutti i servizi pubblici locali della Toscana, proprio nel momento in cui risulta più evidente  - bollette energetiche docet – che questo porterà un esplosione dei costi per famiglie e imprese. Sono degli irresponsabili se non peggio. Vanno fermati, e va fatto con una mobilitazione popolare a cui chiediamo tutti contribuiscano, senza logiche proprietarie, anche dopo la votazione nei consigli comunali".

Questa la sintesi dell’operazione multi utility, secondo il partito di sinistra che, per adesso, interessa principalmente l’area di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, ma che in prospettiva riguarderà probabilmente tutta la regione.

"Siamo infatti non solo ad una privatizzazione de facto (altro che ripubblicizzazione) - prosegue la nota stampa - ma al passo ulteriore, cioè alla finanziarizzazione, quindi a mettere in mano alla borsa, con la quotazione indicata a chiare lettere nelle delibere che si votano in questi giorni, il destino di acqua, servizio idrico e energetico, alla faccia del rispetto referendario del 2011 e di aver capito la lezione delle elezioni: centro destra e cosiddetto centro sinistra uniti ai voleri del mercato, anche e soprattutto in un momento socialmente devastante come questo. Siamo allarmisti? No, basta leggere gli atti e si vede che si prevede una crescita esponenziale dei profitti senza indicazione del loro uso sociale".

"Le valutazioni di redistribuzione delle azioni fra nuova società e vecchie, (mentre non si capisce come liquidare i privati che ancora ci sono in alcune delle controllate, certo non lo si farà con la quotazione in borsa) sono fatte con un metodo – cd con cambio di cassa – che esalta la ricerca del profitto e non altro, e fatte su piani economico finanziari prodotti dagli stessi che propongono l’operazione , senza una valutazione terza che abbia potuto analizzare le cose, e con molte opacità".

"Attenzione però, i sindaci e i consigli comunali non solo saranno definitivamente esclusi da ogni voce in capitolo sostanziale, ma si esporranno al rischio di rifondare eventuali passività di cui non sapranno nemmeno l’esistenza.  Ma di cui, come controllori (in quanto sindaci) e controllati (in quanto formalmente proprietari delle aziende), saranno ritenuti responsabili. I favorevoli, PD in testa, parlano di economie di scala quando sappiamo che in giro per l’Italia e l’Europa si sta tornando indietro, a dimensionamenti più omogenei, per non parlare del fatto che in Toscana – si pensi al servizio idrico – già ci sono le bollette più alte d’Italia e gli investimenti in una rete colabrodo – che perde quasi il 40 %  - sono al palo. Il passaggio consiliare per giunta non è accompagnato da nessuna consultazione pubblica e si  fa inviando migliaia di pagine da votare di corsa, nel modo più silente possibile. Per questo ci uniamo all’opposizione che stanno portando avanti associazioni, movimenti, altre forze politiche e lavoreremo per iniziative di piazza diffuse, ma non ci vogliamo fermare lì".

"Stiamo valutando la richiesta di referendum consultivi perché i cittadini si possano esprimere! Ne va di beni e servizi primari e di non veder replicare quanto succede col gas, situazione che chi fa questa scelta sposa in pieno: l’importante sono i dividendi – su beni dove il rischio d’impresa è zero –,  pagheranno cittadini e imprese, tanto ci sono già abituati. Per questo proponiamo a chi ci sta di creare un osservatorio permanente popolare sui questi servizi essenziali. Questa deriva va fermata (sul cd ddl concorrenza la mobilitazione ha impedito parzialmente la privatizzazione totale che Draghi e i suoi amici di maggioranza hanno tentato), quanto succede col gas ci dimostra come bisogna operare una ripubblicizzazione vera di controllo e gestione, per questo proponiamo aziende (adeguatamente dimensionate e non sovra dimensionate) di diritto pubblico, come l’azienda speciale, altro che finanziarie ed SpA il cui modello, fallito, adesso si vuole moltiplicare in peggio con l’operazione multi utility". 

 

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