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L'azienda

Casalbosco, il vino pistoiese dal gusto raffinato

Fondata negli anni '60, recentemente si è distinta per una linea di prodotti eccellenti

Casalbosco, il vino pistoiese dal gusto raffinato
Attualità Pistoia, 03 Ottobre 2022 ore 18:32

di Andrea Spadoni


Quando entri all’interno della fattoria Casalbosco, vieni avvolto dalla bellezza. Si respira aria di verità, di vita, si cammina tra le botti e le anfore di terracotta del vino e si finisce in un quadro perfetto, quasi fosse raffigurato il paradiso, dove le colline e le vigne che ti circondano, sembrano accarezzare le nuvole. Succede a Pistoia, precisamente nella zona di Santomato, lungo il viale alberato che porta fino a Montale. In pochi si immaginerebbero di avere tutto questo dietro casa o a due passi.

Casalbosco è anche la storia di una famiglia che, attraverso il gusto raffinato dei vini prodotti, trasmette passione e una forte identità con il territorio. Fondata negli anni ’60 da Mario Becagli, importante imprenditore fiorentino, conosciuto come l’inventore del pile, che ha fatto la storia dell’industria tessile pratese, l’azienda ha vissuto un percorso di rinnovamento e una nuova visione, grazie alla formazione al lavoro di Eleonora Ciardi, moglie di Massimo Becagli, sommelier Ais e direttore commerciale.

È lei ad accoglierci nella splendida cantina e a parlarci con grande competenza della filosofia, della linea dei prodotti, dei piani di vendita in Italia e all’estero.

«Il nostro obiettivo è produrre un vino di grande qualità - ha spiegato - ma anche trasmettere al cliente l’idea che dentro le nostre bottiglie ci sono la passione della nostra famiglia e l’attenzione maniacale di tutte le persone che ci lavorano. Qui non c’è un capo, siamo un gruppo che porta avanti un progetto. Tutti facciamo il necessario con impegno e soddisfazione quando vediamo, anzi assaggiamo, il risultato di tanta abnegazione».

L’intera tenuta Casalbosco si estende per circa 150 ettari tra vigneti, oliveti e bosco. Il punto più alto raggiunge 220 mt sopra il livello del mare e lì si trovano le uve Cabernet Sauvignon e Merlot, nella parte Centrale c’è il Sangiovese, mentre nella parte bassa e al di là della strada, lo Chardonnay e il Trebbiano, insieme ai nuovi impianti di Sangiovese. La produzione del vino rispetta la grande tradizione enologica toscana con la selezione delle uve migliori e un processo diretto dall’enologo Giuseppe Rigoli.

Queste terre sono inoltre l’immaginario dei ricordi dei quattro figli di Mario Becagli: Massimo, Lorenzo, Niccolò e Tommaso, luoghi in cui, fin da piccoli, passavano le loro vacanze. I fratelli, anche loro imprenditori molto dinamici, ai quali oggi è affidata la struttura, oltre alla passione per l’arte del vino, contano di realizzare anche un nuovo successo per le aziende di famiglia.

«La collezione di vini Casalbosco - ha proseguito Eleonora Ciardi - si presenta con principi precisi, anche estetici. Infatti le nostre etichette si ispirano a Pistoia, conosciuta come “città di pietra incantata” e al suo percorso ricco di chiese, chiostri e monumenti caratterizzati dalle tipiche decorazioni geometriche romaniche. Queste ultime le ritroviamo sulle nostre bottiglie. Per quanto riguarda il vino, la cifra stilistica è la spiccata mineralità, legata a terreni sassosi di medio impasto, con aree ricche di argilla. Le nostre etichette, dal Chianti alla Riserva passando per i SuperTuscan, sono dotate di una importante freschezza».

Chianti docg, Chianti Riserva docg, Carminio, Dorato, insieme all’eccelso Fuor Civitas, vino dedicato alla Città di Pistoia, compongono l’intero quadro della tradizione vinicola Casalbosco, recentemente arricchito da Terrecotte, vino mono varietale vinificato e conservato in anfore di terracotta, una nuova esperienza dal sapore antico. Fiore all’occhiello è il vino Orchidea (50 per cento Cabernet Sauvignon, 50 per cento Merlot), avvolgente, color rubino, racchiuso in un’elegante bottiglia serigrafrata, dedicato alla memoria di Raffaella Becagli, figlia di Mario Becagli morta a 31 anni a Bali.

«Il vino è davvero una bellissima attività, ci sono sempre nuove cose da scoprire ed esperienze da vivere - conclude Eleonora -. Il passaggio curioso è che tutto è nato per caso nel 2009. Dopo il diploma conseguito all’istituto alberghiero, ho fatto alcune esperienze in giro per l’Europa nel settore della ristorazione. Dovevo andare in Germania quando si è presentata la possibilità di lavorare qui a Casalbosco, a 500 metri da casa. Ho scelto di restare e dopo qualche anno, il lavoro si è unito alla vita personale, perché io e Massimo ci siamo innamorati, messi insieme, nel 2016 sposati e ora siamo anche genitori del bellissimo Bernardo di un anno e mezzo».

Eleonora, oltre all’intero processo che porta alla produzione del vino, si occupa anche di organizzare eventi e degustazione guidate.

«Sono diventate attività fondamentali per la gestione di una struttura come questa. Le persone le fai entrare nell’azienda, costruisci per loro un momento unico da vivere che poi assoceranno a un bel ricordo e quindi a un buon vino».

L’intera struttura di Casalbosco comprende anche il resort Borgo Antico, dimora settecentesca di Francesco Tolomei che domina le vallate tra Prato e Pistoia. Il complesso architettonico è stato finemente restaurato con mattoni e pietre a vista e trasformato in un residence per vacanze dotato di ogni comfort. Grazie alla sua posizione è un punto di partenza privilegiato per numerosi intinerari in Toscana.

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