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La polemica

Capecchi attacca Giani: "Va proclamato lo stato di calamità"

La Toscana è sempre più "arida" ma la Regione non proclama lo stato di calamità naturale e scatta la polemica

Capecchi attacca Giani: "Va proclamato lo stato di calamità"
Attualità Valdinievole, 05 Luglio 2022 ore 14:15

Siccità, Capecchi (Fdi): “Cosa aspetta il Presidente Giani a chiedere al Governo lo stato di calamità?”

“Abbiamo chiesto che l’assessore Monni venga a riferire in Consiglio regionale, nell’attesa, intanto, domani, su nostra richiesta, in Commissione si terrà l’audizione dell’Autorità idrica toscana”

“Cosa aspetta il presidente Giani a chiedere al Governo lo stato di calamità per la Toscana? Aspetta che i nostri produttori agricoli siano definitivamente in ginocchio? Che i raccolti vadano definitivamente persi e si arrivi al razionamento dell’acqua? Le regioni del Centro-nord Italia, che nelle scorse settimane avevano emanato provvedimenti regionali hanno ricevuto finanziamenti da Roma per affrontare la grave siccità che sta attanagliando il Paese. La Toscana è, invece, ancora ferma alle valutazioni mentre si registrano temperature più alte di quelle dell’estate 2003 e scarsità di piogge come nel 2012, l’anno più siccitoso per la nostra regione: siamo nel mezzo di una tempesta perfetta! Abbiamo chiesto che l’assessore Monni venga a riferire in Consiglio regionale, nell'attesa, intanto, domani, su nostra richiesta, in Commissione Ambiente e Territorio si terrà l’audizione dell’Autorità idrica toscana, che ha, per legge, la competenza di monitorare la localizzazione e la quantificazione delle criticità nel sistema idrico ed acquedottistico regionale. L’Autorità idrica ha fatto sapere come la situazione delle falde idriche sia molto critica” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.
“Vogliamo sapere a che punto sono gli interventi sugli acquedotti perché tanta acqua potabile viene persa da un sistema vecchio, e a che punto è l’approvvigionamento idrico delle maggiori realtà perché nell’immediato si corre il rischio del razionamento. Il rischio siccità è un problema noto da tempo ma le soluzioni sono rimaste sulla carta e poco è stato fatto. Va cambiata la gestione della risorsa idrica con interventi strutturali come invasi e bacini d’accumulo; occorre lavorare sulla verifica e il recupero di alcuni invasi non utilizzati, importanti in periodi come quello che stiamo vivendo. Ma, adesso, la fase emergenziale impone intervento di somma urgenza come nuovi pozzi, sostituzione di reti, riparazione di perdite. Le aziende agricole del comparto vivaistico, ad esempio, stanno migliorando molto attraverso il riciclo dell’acqua” sottolinea Capecchi.

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