Attualità
POLITICA

Ancora Italia: "Comune di Pistoia con differenziata solo al 39%"

Nonostante questo, In quattro anni la Tari, la tariffa che pagano ogni famiglia e ogni impresa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è aumentata a Pistoia del 20,5 per cento.

Ancora Italia: "Comune di Pistoia con differenziata solo al 39%"
Attualità Pistoia, 30 Maggio 2022 ore 11:05

“Secondo i dati ISTAT 2020, il comune di Pistoia ha un tasso di raccolta differenziata dei rifiuti del 39% a fronte di una media provinciale del 59%, di una media regionale del 62% e una media nazionale del 63%. Detto in altre parole, su un totale dei 7903 comuni italiani, ce ne sono 7013 che fanno molto meglio di Pistoia, mentre in Toscana i comuni con percentuale di raccolta differenziata migliore di Pistoia sono 217 su 273 comuni totali. Infine, considerando il solo territorio provinciale pistoiese, Pistoia mantiene il sedicesimo posto su 20 comuni, con Sambuca, Marliana, Montecatini e Abetone che riescono a fare peggio, mentre i comuni di Lamporecchio e Serravalle arrivano a sfiorare il 90% di raccolta differenziata, tra le migliori in Toscana e in tutta Italia. Si tratta di dati imbarazzanti”. Lo dichiara Stefano Beneforti, candidato alle prossime elezioni comunali nella lista Ancora Italia.

"Ma la Tari è aumentata"

Nonostante questo, In quattro anni la Tari, la tariffa che pagano ogni famiglia e ogni impresa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti, è aumentata a Pistoia del 20,5 per cento. Un rincaro record in Toscana e uno dei più alti in Italia, dove l’aumento medio della Tari, dal 2017 al 2021, è stato del 6,7 per cento, ovvero oltre tre volte meno

“La creazione della Multiutility non solo non risolverà questo problema, ma anzi finirà per renderlo più gravoso, essendo concepita secondo i criteri della remuneratività tipici del paradigma vigente, quindi un’azienda che ha interesse ad fare utili e ad avere un fatturato in crescita, in modo da avere più facile accesso a mutui e prestiti per fare investimenti che producono utili o riducano i costi. Per questo la multiutility sarà invogliata a preferire anche investimenti inutili non centrati sui reali bisogni degli utenti, abbandonando quelli non remunerativi , come portare l’acqua o raccogliere rifiuti in frazioni ubicate in zona impervie. Senza contare che, con il il 5,4% delle quote di partecipazione previste, il Comune di Pistoia avrà ben poca voce il capitolo sulle scelte della società” aggiunge Beneforti .

Per questo Ancora Italia dice NO alla Multiutility, e SI alla raccolta porta a porta che, come assodato oramai da tempo, è la migliore metodologia per massimizzare la percentuale di raccolta differenziata.

“Il sistema introdotto dalla giunta Tomasi nell’aprile del 2021 è un ibrido inutile ed inefficace sia sotto il profilo della riduzione dei costi, sia sotto quello dell’aumento della differenziata e del minor conferimento in discarica. Senza contare che i costi dell’intera operazione sono a tutt’oggi sconosciuti, nonostante la richiesta dell’opposizione di esporli in chiaro. Di certo sappiamo che la TARI pagata dai cittadini pistoiesi è nel frattempo salita fino ad oltre 20 Mln€, grazie soprattutto ai circa 1,5 Mln€ in più (o anche 4 Mln€ secondo altre fonti), necessari per la realizzazione delle batterie di cassonetti interrati. E non è finita qui: tant’è che per il 2023 si parla insistentemente di aumenti dell’ordine del 15%” sottolinea ancora Beneforti.

Che conclude: “Ancora Italia denuncia come, da quando il settore dei servizi al cittadino ha iniziato ad essere privatizzato, lo stato dei bilanci aziendali ha acquisito un’importanza sempre maggiore, mentre la soddisfazione dei bisogni reali è stata fatta passare sempre più in secondo piano. Per questo noi vogliamo invertire questa spirale perversa, intervenendo in sede di Consiglio Comunale per portare più attenzione sui bisogni reali dei cittadini rispetto alle esigenze di bilancio delle aziende di servizi pubblici”.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter