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A Chiesina Uzzanese un immobile confiscato alla mafia diventa alloggio per profughi ucraini

Una abitazione a Chiesina Uzzanese confiscata alla mafia e che torna temporaneamente disponibile per la collettività potendo ospitare una famiglia di profughi ucraini.

A Chiesina Uzzanese un immobile confiscato alla mafia diventa alloggio per profughi ucraini
Attualità Valdinievole, 06 Luglio 2022 ore 10:33

Nel pomeriggio di martedì 5 luglio 2022 è stato sottoscritto dal Prefetto di Pistoia, Licia Donatella Messina e dal Sindaco del Comune di Chiesina Uzzanese, Fabio Berti, l’Accordo di collaborazione, ai sensi dell’art. 15 della legge 241 del 1990, volto alla destinazione provvisoria di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, sito nel suddetto Comune.

L'accordo fra Comune di Chiesina Uzzanese e Prefettura

In particolare, alla luce delle “Linee guida per l’attuazione del protocollo d’intesa per l’utilizzo di beni confiscati  alla criminalità organizzata ai fini dell’accoglienza di cittadini stranieri provenienti dall’Ucraina a seguito del conflitto  bellico in corso del Paese” del Ministero dell’Interno - Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Accordo permetterà di affidare, in via provvisoria, la struttura abitativa confiscata alla criminalità organizzata per fornire  servizi di prima accoglienza ai cittadini stranieri provenienti dall’Ucraina. L’immobile in argomento, un terratetto  corredato di resede in perfette condizioni, permetterà così di accogliere un nucleo familiare di cittadini provenienti dall’Ucraina, bisognosi di sistemazione abitativa e sostegno sociale.

“L’Accordo – ha sottolineato il Prefetto Messina – costituisce una risposta concreta e di comunità  all’emergenza umanitaria connessa al conflitto in corso in Ucraina e rappresenta un passo importante  verso l’inserimento di cittadini stranieri da li provenienti nel nostro territorio. Vorrei inoltre evidenziare  che l’iniziativa odierna risulta di particolare rilevanza poiché coniuga il riutilizzo sociale di un bene  sottratto alla criminalità organizzata, riaffermando la presenza dello Stato sul territorio, e l’esigenza di  assicurare immediata assistenza a cittadini in fuga dalla guerra.

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