L'intervista

Un gruppo giovane per la guida de “La Grande Selva”

Alla scoperta della più importante tipografia, ed agenzia pubblicitaria, presente a San Marcello grazie alla passione di tre soci ed un dipendente

Un gruppo giovane per la guida de “La Grande Selva”
Altro Pistoia, 11 Luglio 2021 ore 15:30

Da un’idea, dalla voglia di promuovere la Montagna, la “nostra Montagna Pistoiese”, come diranno Simone Ferrari e Dimitri Petrucci, due giovani residenti a San Marcello Pistoiese, di ciò che pensavano nel 1995 quando erano dinanzi al bivio della vita che impone ai giovani scelte ideali e spesso di vita che frequentemente si dimostrano definitive. Da allora sono passati 26 anni e la loro scelta si è concretizzata nella creazione della loro azienda dall’enigmatico nome “La Grande Selva” alla quale nel 2003 si è aggiunto il socio Emiliano Gavazzi e nel 2006 il dipendente Mirco Sisi, grafico.
Oggi la tipografia “La Grande Selva” è una S.n.c. con la sede a San Marcello in via Fratelli Cervi: un’azienda che dispone di una notevole attrezzatura collocata in uno spazio di 240 metri quadrati con antistante un ampio piazzale per sosta e carico e scarico merci. Dispone di moderne attrezzature e macchinari come computer, stampanti professionali per alta tiratura di depliant o di piccole pubblicità, rilegatrice, plotter da intaglio, rilegatrici, termo pressa, taglierine e di un furgone per le consegne. È specializzata in prodotti grafici come manifesti anche di grandi dimensioni, depliant, etichette adesive, tovagliette, personalizzazione a fine pubblicitario di oggettistica dalle più svariate forme. Ha un ampio mercato di riferimento che si estende dal locale al provinciale ed al nazionale.
Non è stato né semplice né facile mettere i tre soci insieme per farsi raccontare quella che potrebbe essere definita una vera e propria invenzione se non un’avventura giovanile che prosegue con basi professionali molto solide.
«Sì, siamo stati noi due a partire - hanno detto Ferrari e Petrucci - poi si è aggiunto Emiliano. L’idea era di mettere in piedi un’agenzia incoming (agenzia di viaggi, un’agenzia di promozione turistica, un tour operator) perché era nostra ferma intenzione di fare qualcosa che fosse utile alla montagna e naturalmente anche a noi. I primi passi furono molto duri. Gli ostacoli incontrati erano troppi. In un primo momento ci dedicammo a promuovere iniziative, a pubblicizzarle, ad agire anche come agenzia immobiliare. Avevamo come interlocutori gli albergatori della zona, in quel periodo gli alberghi aperti nei comuni montani erano molti e frequentati. Poi a forza di occuparci di preparare inviti, manifesti pubblicitari ci siamo trasformati in una vera e propria tipografia che ci piace ancora definire “agenzia di pubblicità”».
Siete soddisfatti dei risultati raggiunti?

«Non è andata male, il lavoro c’è, anche se questi ultimi due anni c’è stato da lottare di più a causa della pandemia, la clientela ci pare soddisfatta del nostro lavoro».

Il contesto, la viabilità, i servizi informatici come li giudicate?

«Passabili e non peggiori di altre zone - hanno aggiunto - i collegamenti informatici sono un po’ lenti per il macchinario di cui disponiamo».
Interessante sarebbe avere la spiegazione dell’insolita denominazione dell’azienda.

«Un tempo, quando c’era lo scambio della farina dolce con quella di grano, la popolazione chiamava la zona in cui ci troviamo La Grande Selva. Questo ci hanno raccontato i nostri nonni quando ci spiegavano che loro avevano abbondanza di farina dolce di castagne e scarsezza di quella di grano. Da qui lo scambio di farine con le popolazioni di altre zone».