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le proteste

The Flexx, lavoratori senza stipendio da mesi

Prosegue la forte crisi dell’azienda che si occupa di scarpe da donna: in cinquanta non vedono un euro da dicembre

The Flexx, lavoratori senza stipendio da mesi
Altro Prato, 03 Aprile 2021 ore 11:30

Continuano ad essere settimane di angoscia quelle che stanno vivendo i lavoratori della “The Flexx” che da anni operano nello stabilimento di via dello Scannerino a Bonelle.
La crisi causata dal Covid-19, che ha colpito il mondo dell’abbigliamento e nella fattispecie della calzatura da donna, ha portato un calo di fatturato per l’azienda che va ben oltre il 50% rispetto a quanto succedeva a cose normali, quindi stimato alla fine del 2019.
E, dopo mesi di cassa integrazione a zero ore comunque sempre anticipata da parte del gruppo, dopo la mensilità di novembre in diversi non hanno visto più un euro o quasi. Complessivamente, infatti, la misura della Cig riguarda una cinquantina di dipendenti e, di questi, trenta sono a zero ore e sono in preda a gravi difficoltà economiche.
La vicenda è seguita con particolare interesse, oltre che sostegno ai lavoratori, da parte dei sindacati che a più riprese hanno parlato coi vertici aziendali ricevendo, sulle prime, rassicurazioni che la situazione sarebbe rientrata nella normalità ma, dopo mesi, adesso iniziano a non crederci più.
«Purtroppo, arrivati a fine marzo – ha spiegato il segretario provinciale della Filctem Cgil, Michele Gargini – dobbiamo stigmatizzare il comportamento che “The Flexx” sta portando avanti coi propri dipendenti. Gli stipendi sono fermi a novembre, ultimo mese nel quale è stata anticipata la Cig, e poi è stato dato un piccolo anticipo di dicembre. Il meccanismo si è fermato proprio prima di Natale quando l’azienda ci ha convocato per dirci che non avrebbe più anticipato la “cassa” per motivi di liquidità, a fronte di importanti perdite di fatturato sul mercato. Abbiamo dato tempo, ci hanno detto che erano in ritardo con le risposte da parte dell’Inps ma, facendo nostre verifiche, in realtà ci risulterebbe tutto pronto. Per sopperire a queste mancanze, in sede di incontro avevamo chiesto di poter pagare le mensilità con anticipo del Tfr ma, al momento, questa proposta non è stata presa in considerazione».
Negli ultimi anni “The Flexx” si era espansa anche a livello nazionale, dopo una prima fase di grande ascesa sul mercato europeo, e sembrava pronta ad essere un punto di riferimento per l’economia nostrana prima dell’arrivo del Covid e della conseguente crisi.
«A febbraio sono stati pagati 2-3 giorni di permessi e ferie anche a chi è in Cig e senza dare nessun tipo di comunicazione – ha concluso Gargini – è evidente che le difficoltà stanno proseguendo, a differenza del fatto che ci avessero garantito che con il mese di gennaio sarebbero tornati ad anticipare la cassa a tutti. A questo punto, per il ritardo dell’invio della documentazione ad Inps la colpa è soltanto di The Flexx ed i dipendenti la subiscono: anche nell’ultimo incontro del 9 marzo scorso ci hanno ribadito come ci siano enormi difficoltà sul mercato. Fin dall’inizio di questa fase complessa ci hanno sempre confermato che il valore fondamentale dell’azienda sono le sue maestranze: sono state chieste cifre per la sopravvivenza di chi non riscuote da mesi e, di risposta, non è stato fatto nulla da parte loro».

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