Menu
Cerca
Il dibattito

Scontro fra sindacati e Regione Toscana sul numero di mascherine disponibili per i medici

Scontro in atto fra Regione Toscana e sindacati sull'utilizzo e l'approvigionamento di mascherine per medici ed infermieri: le risposte delle istituzioni e l'affondo di Cgil e Cisl.

Scontro fra sindacati e Regione Toscana sul numero di mascherine disponibili per i medici
Altro Pistoia, 15 Marzo 2020 ore 10:54

Botta e risposta fra la Regione Toscana ed i sindacati con scontro, nello specifico Cgil e Cisl, sulla presenza di mascherine e strumenti di prevenzione da contagio a disposizione di medici ed infermieri. E se le sigle annunciano di "essere allo stremo delle forze", la Regione indica tutti i numeri della distribuzione, anche nella giornata di sabato 14 marzo.

Scontro sindacati Regione Toscana sulle mascherine

Questo il punto, sulle mascherine per i presidi sanitari, fatto dalla Regione Toscana dopo il precedente documento che portava ad uno scontro coi sindacati di Cgil e Cisl.

Sono 141.816 le mascherine distribuite nelle ultime 24 ore alle strutture sanitarie del SSR dalla Regione Toscana. Di queste 39.500 sono “Made in Tuscany” e 102.316 provenienti dalla Protezione Civile nazionale. A questi numeri si aggiungono 5.330 protezioni facciali, sempre provenienti dalla Protezione Civile. Tutto il materiale distribuito è idoneo.

Di seguito la distribuzione, struttura per struttura, delle mascherine e delle protezioni facciali.

In totale nella giornata di sabato 14 marzo sono state distribuite 39.500 mascherine “Made in Tuscany”.

Mascherine “Protezione Civile nazionale” (chirurgiche, FFP2, FFP3) ovvero mascherine di tipologia chirurgica validate da struttura commissariale.

In totale nella giornata di ieri sono state distribuite 95.300 mascherine chirurgiche standard, 6.036 mascherine FFP2, 980 mascherine FFP3; oltre a 5.330 protezioni facciali.

LEGGI ANCHE: Il bilancio dei nuovi positivi in provincia di Pistoia del 14 marzo

L'attacco dei sindacati Cgil e Cisl

La situazione nei nostri ospedali rischia a breve di non essere più gestibile, dall'inizio dell'emergenza Coronavirus stiamo ricevendo quotidianamente centinaia di telefonate da parte dei lavoratori preoccupati per la situazione, soprattutto a causa della forte carenza dei Dispositivi di Protezione individuale.

Al personale è stato distribuito materiale in quantità non ancora sufficiente, con l’indicazione di farselo durare il più possibile. In queste ultime ore abbiamo appreso che circolano tra i lavoratori delle fake news che insisterebbero sul riciclo, previo lavaggio, delle mascherine monouso; come Organizzazioni Sindacali stigmatizziamo qualunque utilizzo o suggerimento di uso improprio dei DPI. Questi sono solo alcuni  esempi di come gli operatori della Sanità sono costretti ad operare.

Come Organizzazioni Sindacali Confederali, chiediamo di aumentare, nel più breve tempo possibile, le forniture dei dispositivi protezione individuali, consegnandoli a partire dagli operatori che lavorano in costante esposizione di rischio. I lavoratori - proseguono i rappresentanti di CGIL e CISL - ne hanno diritto per la propria salvaguardia e per quella delle proprie famiglie e il sistema di tutela lo richiede per l’intera collettività.

Riteniamo che a questo punto non rimanga altro – proseguono le due Organizzazioni Sindacali - che applicare lo smart working ai lavoratori amministrativi, l’applicazione di paratie agli operatori di front office e la chiusura, almeno fino all'arrivo di idonei e sufficienti DPI, di tutti quei servizi non essenziali all’interno dei presidi ambulatoriali e territoriali di cui non si ravvede la necessità di apertura per affrontare l'emergenza COVID-19, consentendo in questo modo la fornitura di sufficiente materiale ai servizi più a rischio.

E su questa linea, come sindacati, ci siamo mossi con apposite richieste inviate alla varie Direzioni
generali, come pure hanno fatto le nostre segreterie regionali su tutto il territorio toscano.