“Vogliamo che il ruolo di Prato sia sempre più forte”, parola di commercialisti

“Vogliamo che il ruolo di Prato sia sempre più forte”, parola di commercialisti
21 Settembre 2019 ore 16:34

Un patto preciso da parte dei commercialisti pratesi nei confronti della città: lo ha annunciato il presidente dell’Ordine, Filippo Ravone. E nella giornata di sabato 21 settembre hanno incontrato il nuovo Vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini.

I commercialisti di Prato ricevuti dal Vescovo Nerbini

I commercialisti pratesi sono impegnati per rendere più forte l’immagine e il ruolo di Prato. E’ una sorta di patto con la città, per sostenere un cambio di passo nella valorizzazione del tessile-moda e della cultura del riuso e della rigenerazione delle fibre, quello che il presidente dell’Ordine dei commercialisti, Filippo Ravone, ha annunciato ieri pomeriggio, venerdì 20 settembre, nel corso dell’incontro sul tema “Rigenerare è la nostra cultura”, promosso in occasione della festa annuale di San Matteo, l’evangelista che è stato anche esattore di tasse.

Questa mattina (sabato 21 settembre), in Cattedrale, l’incontro cordialissimo con il nuovo Vescovo. Monsignor Giovanni Nerbini, nella sua omelia, ha raccomandato ai commercialisti di lavorare nei loro studi perché affari e denaro diventino per tutti non fine ma strumento per raggiungere obiettivi più alti, mettendo al centro l’uomo e la sua dignità.

Ma torniamo all’impegno dei commercialisti per diffondere una nuova consapevolezza del distretto. Al confronto, animato da Valentina Lombardi, coordinatrice del gruppo di lavoro Tessile, Moda e Abbigliamento dell’Ordine, hanno partecipato il sindaco Matteo Biffoni, Andrea Cavicchi, presidente della sezione Sistema moda Confindustria Toscana Nord, Silvia Tarocchi del Consorzio DETOX e Sauro Guerri vicepresidente Astri, associazione tessile del riciclato.

“Dobbiamo diffondere la consapevolezza condivisa che Prato è un’eccellenza nel mondo, proprio per questa sua cultura e capacità del riuso e della rigenerazione – ha affermato Ravone – la nostra è una tradizione di straordinaria attualità perché è protagonista nel dibattito mondiale sull’economia circolare”.

Andrea Cavicchi ha ricordato che a Prato si produce il 15% di tutto il tessile riciclato del mondo: degli otto milioni di metri di tessuto che escono ogni anno dal distretto per essere esportati in 47 Paesi il 40% sono di lana rigenerata.

“Siamo di moda ma siamo deboli”, il presidente della sezione Sistema moda Confindustria Toscana Nord ha poi di nuovo lanciato il grido d’allarme per i “pezzi” che il cluster tessile moda pratese sta perdendo: da 600 filature cardate a circa 60, mentre la situazione è pesantissima anche sul fronte personale. Secondo Cavicchi è strategico quindi impegnarsi anche nell’ambito della formazione. Naturalmente – come poteva essere diversamente – il dibattito ha affrontato anche la questione BuzziLab.

Difficoltà sì ma anche impegno determinato da parte delle imprese. Silvia Tarocchi del Consorzio DETOX e Sauro Guerri vicepresidente Astri hanno raccontato il coraggio quotidiano delle aziende: nel giro di pochi anni le imprese dotate di Global Recycle Standard (GRS), certificazione tessile che attesta l’utilizzo di fibre riciclate, sono passate da 30 a 400.

La giornata dei Commercialisti si è conclusa a Manifatture digitali cinema per il secondo incontro del progetto A veglia, Prato si racconta – Storie di imprenditori della nostra città, animato da Francesco Ciampi e Federico Berti. Si tratta di una iniziativa dedicata ai protagonisti della quotidianità della produzione tessile, promossa – con l’Ordine dei commercialisti – da Manifatture Digitali Cinema Prato, nell’ambito del programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema.

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