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L'attacco

No allo smantellamento dell’Ospedale di Pescia: oggi chiudono Maternità e domani?

Rifondazione Comunista difende il nosocomio pesciatino

No allo smantellamento dell’Ospedale di Pescia: oggi chiudono Maternità e domani?
Altro Valdinievole, 16 Maggio 2022 ore 08:30
“La sanità italiana è in profonda crisi perché si è cominciato a trasformare gli ospedali in aziende, perché l’interesse non è più l’interesse della persona o della collettività ma il fatturato” Gino Strada, 2012.
La citazione calza a pennello per l’Ospedale di Pescia: la notizia è certa e anche pubblica: il 1° giugno il punto nascita dell’ospedale di Pescia chiuderà i battenti per almeno un anno.
Anche la “day surgery” subirà una chiusura di almeno 3-4 mesi. Ecco che i nodi vengono al pettine, che le bugie dimostrano tutte le loro corte gambe. Sarebbe facile dire che ve lo avevamo detto che l’Ospedale di Pescia, nonostante tutte le assicurazioni, sarebbe diventato un pronto soccorso o poco più, che nonostante le varie passerelle niente sarebbe stato fatto a livello regionale, ma sarebbe solo retorica. La stessa dei sindaci - quelli del PD e quelli di destra - della Valdinievole, che queste cose le hanno sapute per primi e ora fanno finta di fare la voce grossa. Ma contro chi? Contro se stessi? Nessuno di costoro ha contestato all’azienda USL il depauperamento continuo dell’Ospedale di Pescia, denunciando i numerosi passi indietro nei reparti, rappresentando le funzioni e confrontando i numeri del personale in servizio nel 2018 con quelli del 2022. Fallimentare l’esperienza del Presidente della Società della Salute che non difende questo territorio dalle violenze istituzionali della Direzione di ASL Toscana Centro.
Noi non ci stiamo, e ci batteremo per il nostro ospedale e per la valorizzazione delle professionalità che lo compongono; sappiamo di non aver più voce a livello regionale, sappiamo che la strada sembra segnata ma non ci arrendiamo e siamo certi che la Valdinievole tutta è pronta a dimostrare che i suoi cittadini non sono numeri, non sono bacino elettorale da mungere e poi da dimenticare per i successivi 5 anni.
La salute dei cittadini dovrebbe essere la priorità degli amministratori: si parla di meno nascite a Pescia, di numeri che imporrebbero la chiusura del reparto, ma ci siamo forse scordati la pandemia? Ci siamo dimenticati che Pescia è stato per moltissimi mesi un ospedale blindato dove era impossibile fare visita ai degenti? Forse i numeri sono scesi anche per questo, forse è semplicemente il calo demografico che colpisce il nostro Paese con i propri giovani cittadini sfiduciati nel futuro, ma i nostri amministratori cosa stanno facendo?
Gli amministratori regionali, che sono stati più volte a Pescia in campagna elettorale, vogliono relegarci al ruolo di emigrati sanitari?
E’ arrivato il momento di reagire, invitiamo i cittadini a partecipare alle prossime iniziative al riguardo e vi invitiamo ad avere attenzione al momento del voto: pinocchio a volte ha il naso lungo e a volte un sorriso smagliante.
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