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Luca Parenti festeggia i suoi cinquant’anni, una vita intera al servizio della comunità

La storia del paese vista attraverso le vicende della vita di uno dei suoi più noti “figli”.

Luca Parenti festeggia i suoi cinquant’anni, una vita intera al servizio della comunità
Altro Valdinievole, 24 Ottobre 2021 ore 14:01

Mezzo secolo di vita per Luca Parenti. Il noto cittadino di Ponte Buggianese festeggia il suo cinquantesimo compleanno circondato dall'affetto della moglie Claudia, dei figli Davide e Paolo e dei genitori.

Luca, cosa può dire di sé ai nostri lettori?
«Sono un cinquantenne, sposato da 23 anni, padre di due figli, che lavora in un'azienda di Ponte Buggianese come impiegato dal 1991. Per molti anni ho seguito la politica nel mio comune, eletto per un mandato come consigliere di maggioranza, e poi per gli altri due mandati come consigliere di opposizione. Sono Ministro della Fraternità dell'Ordine Francescano Secolare, membro e consigliere di Delegazione nell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Provveditore di Pistoia e Legato dell'Italia Centrale dell'Accademia Collegio de' Nobili».

La sua notorietà si deve soprattutto al suo servizio al Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Ponte Buggianese e alla diocesi di Pescia. Può parlarcene?
«Avevo circa 6 anni quando ho iniziato a fare il chierichetto con monsignor Egisto Cortesi; fino ad oggi, ininterrottamente, sono sempre stato in Parrocchia, impegnato nei vari servizi. Adesso sono catechista battesimale, membro del consiglio economico provvisorio, segretario della Corale Pontigiana “Giovanni Arrigoni” e, in particolare, mi occupo della liturgia, avendo ricevuto il Ministero dell'Accolitato. Per me la Parrocchia è sempre stata una seconda casa, e i parroci, dopo monsignor Cortesi, mi hanno sempre rinnovato la loro fiducia e hanno accettato la mia collaborazione. A livello diocesano ho avuto l'incarico di segretario dell'Ufficio Liturgico, ho fatto parte del Consiglio Pastorale, del Consiglio dell'Istituto Sostentamento Clero per un mandato, faccio parte del gruppo che si occupa della liturgia nelle principali Celebrazioni».

Come e quando è nata la sua famiglia?
«Dopo otto anni circa di fidanzamento, il 21 giugno 1998 mi sono sposato con Claudia nella Cattedrale di Pescia, alla presenza del vescovo Giovanni De Vivo e di mons. Egisto Cortesi. Dopo tre anni è nato Davide, oggi ventenne, che frequenta l'Accademia del Cinema di Lucca, dopo aver studiato all'ITI di Lucca. Dopo cinque anni abbiamo accolto con grande gioia Paolo, oggi quindicenne, che frequenta l'Istituto Agrario di Pescia. Mia moglie attualmente lavora all'Ospedale di Pescia come infermiera professionale. Sono molto soddisfatto dei miei figli, sia da un punto di vista umano che scolastico».

Può illustrarci le specificità dei ruoli istituzionali che ricopre?
«Nella Fraternità Ofs ricopro attualmente la carica di Ministro, in scadenza il prossimo 27 novembre, con il compito di essere disponibile e responsabile nei confronti dei Professi di Colleviti e del Consiglio Regionale. Da molti anni faccio parte dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro e in questo momento sono tesoriere della Delegazione di Pistoia in collaborazione con il Delegato Marco Meucci. Infine, rappresento l'Accademia Collegio de' Nobili, istituzione storico-culturale, nel territorio provinciale come Provveditore e nell'Italia Centrale come Legato. Ho sempre visto questi impegni come servizio ai gruppi o agli Ordini a cui appartengo, come opportunità per conoscere personalmente e far conoscere meglio queste realtà, collaborando alle iniziative e attività, rafforzando i rapporti di amicizia con altri collaboratori. Ovviamente c'è anche una soddisfazione personale per i risultati raggiunti, ma sicuramente questo aspetto è secondario al precedente».

Quali sono stati i giorni indimenticabili di questi suoi 50 anni?
«Sicuramente il giorno del matrimonio, la nascita dei miei due figli, il matrimonio di mio fratello Alessandro, al quale io e mia moglie abbiamo fatto da testimoni, il conferimento del ministero del Lettorato da parte del vescovo Giovanni Bianchi e quello dell'Accolitato da parte del vescovo Giovanni De Vivo, l'investitura prima a Cavaliere (Pisa) e poi a Commendatore (Pescia) del Santo Sepolcro, la nomina veramente inaspettata a Legato dell'Accademia (Gragnano) e la designazione come Ministro Ofs tre anni or sono a Colleviti. Sono tappe fondamentali della mia esperienza e rappresentano quello che sono oggi».

E quelli meno felici?
«I giorni meno felici sono stati la perdita di mia nonna materna Venerenda Panicucci, alla quale ero legatissimo e che praticamente mi ha cresciuto; la scomparsa del mio amato parroco monsignor Egisto Cortesi, che per me è stato un secondo padre; la dipartita dei coniugi Massimiliano Meucci prima e Piera Antonetti dopo, che sono stati i miei punti di riferimento nella formazione cristiana e francescana, nonché miei testimoni di nozze. Il periodo in cui venni colpito dal Covid-19 nello scorso marzo, ricoverato per 17 giorni in ospedale».

Molti sono i personaggi illustri che ha incontrato. Quali ricorda?

«Ricordo sicuramente Pietro Annigoni, che ogni domenica veniva in Parrocchia a trovare mons. Cortesi con sua moglie Rossella, i suoi più conosciuti allievi che ho visto lavorare direttamente agli affreschi; il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l'attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il regista Franco Zeffirelli, che ogni volta che passava da Ponte Buggianese mi telefonava e andavo ad illuminare le pitture. Ho incontrato da vicino Papa Benedetto XVI in occasione di un'udienza in Sala Nervi. Sicuramente l'incontro più coinvolgente è stato con San Giovanni Paolo II, in occasione della Santa Messa nella sua Cappella privata nell'appartamento all'ultimo piano, quando, insieme al mio carissimo amico d'infanzia Davide Guidi, ho fatto servizio durante la Santa Messa; dopo ci ha salutato uno per uno nello studio (ho diverse foto perché si è tanto soffermato davanti a me, essendo vicino al Parroco). Infine, ho un ricordo molto particolare dell'Elemosiniere Pontificio monsignor Oscar Rizzato, che ho conosciuto a Ponte Buggianese e accompagnavo alla Stazione ferroviaria di Firenze e con il quale ho tenuto contatti telefonici e scritti per diversi anni. Ci siamo visti diverse volte anche a Roma e avevo instaurato con lui un rapporto inaspettatamente confidenziale, per cui sempre chiedeva e si interessava anche della mia famiglia. Poi i cardinali Agostino Cacciavillan, Giuseppe Caprio, Ivan Dias, Vincenzo Fagilo, Carlo Furno e Pio Laghi, che negli anni hanno fatto tappa nella Parrocchia di San Michele Arcangelo».

Quale futuro si aspetta e ha sogni ha nel cassetto?
«Spero banalmente in un futuro di salute e di felicità familiare, cose che al momento non sono del tutto scontate. Mi sento abbastanza soddisfatto del mio lavoro e delle cose che riesco a fare nel mio tempo libero. L'unico sogno del cassetto, che ho fin da adolescente, è quello di essere presente con l'alba nel Presbiterio della Basilica Vaticana in occasione di una Celebrazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre».